Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2778 del 2024, estende il potere di disposizione, in capo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, a “tutti i casi di irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale”, tra i quali rientrano anche le violazioni dei contratti e accordi collettivi di lavoro.

Con la circolare. n. 5/2020 l’Ispettorato già aveva evidenziato come il potere di disposizione possa trovare applicazione in relazione al mancato rispetto tanto di norme legali quanto di disposizioni contenute nel contratto collettivo applicato, anche di fatto, dal datore di lavoro. Tuttavia, in quest’ultima ipotesi l’adozione del provvedimento di disposizione era circoscritto alle previsioni contenute nella parte economica e normativa del CCNL.

Successivamente, i giudici di Palazzo Spada, con la sentenza n. 2778 del 21 marzo 2024, sono entrati nel merito della questione rilevando che, l’art.14 D.lgs. n. 124/2004 estende il potere di disposizione a “tutti i casi di irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale” purché tali irregolarità non siano già soggette a sanzioni penali e amministrative.

Tra le “irregolarità” che possono formare oggetto di questo provvedimento – si legge nella sentenza – rientrano anche le violazioni dei contratti e accordi collettivi di lavoro. il personale ispettivo, quindi, può disporre l’inquadramento di alcuni dipendenti ad altro livello rispetto a quello previsto dal ricorrente.

In pratica si tratta di un provvedimento, elaborato in forma scritta, col quale il personale ispettivo “ordina” al datore di lavoro di eliminare le irregolarità accertate entro un certo lasso temporale (di solito trenta giorni, fatte salve eventuali necessità ampliative da valutare di volta in volta in ragione della natura della violazione accertata) pena l’applicazione, in caso di inottemperanza, di una sanzione.

Il tipo di violazione contestata, vale a dire l’inquadramento dei lavoratori in una categoria contrattuale diversa da quella asseritamente spettante in forza delle mansioni esercitate secondo il C.C.N.L. applicabile, può concludersi senza sanzioni con l’eliminazione da parte del Datore di Lavoro delle irregolarità riscontrate, svolgendo così secondo l’Ente, anche un’importante funzione preventiva e deflattiva del contenzioso giuslavoristico.