Si rende noto che in data 7 maggio u.s. sulla G.U. n. 105 del 7 maggio u.s. è stato pubblicato il decreto-legge n. 60/2024 (c.d. Decreto coesione).

I principali provvedimenti in materia di lavoro e previdenza contenuti nel decreto in commento consistono in agevolazioni contributive (bonus) per l’assunzione di giovani under 35, donne svantaggiate e soggetti over 35 impiegati nella Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno, a valere sul capitolo di spesa del “Programma Nazionale giovani, donne e lavoro 2021 – 2027”.

Prima di analizzare nel dettaglio le novità, vale la pena sottolineare che si tratta di agevolazioni applicabili a tutti i settori, compreso quello agricolo, anche se – trattandosi di incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato o per la trasformazione di rapporti a termine – rischiano di avere un modesto impatto per il nostro settore ove, come noto, la stragrande maggioranza della manodopera viene assunta a tempo determinato.

Di seguito una sintesi delle principali novità introdotte.

Bonus giovani under 35 (Art. 22)

Ai datori di lavoro privato che assumono personale (non dirigenziale) under 35 con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – o che trasformano il rapporto da tempo determinato ad indeterminato – è riconosciuto un esonero del 100% dei contributi previdenziali (esclusi premi e contributi INAIL), nel limite massimo di 24 mesi e per un importo massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore (650 euro in caso di assunzione in una sede/unità produttiva ubicata nella Zona Economica Speciale unica).

L’agevolazione spetta nei casi di assunzione di giovani che non abbiano ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età (under 35) e mai assunti a tempo indeterminato.

In particolare, l’esonero spetta per le assunzioni che saranno effettuate a partire dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025. Condizione necessaria per la sua fruizione è l’assenza, nei 6 mesi precedenti l’assunzione e nei 6 mesi successivi all’assunzione, di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. In caso contrario il beneficio verrà disconosciuto e recuperato. Si applicano inoltre gli ordinari principi generali di fruizione degli incentivi per l’occupazione (ex art. 31, d.lgs. n. 150/2015).

L’esonero spetta anche al nuovo datore di lavoro che assuma un lavoratore precedentemente occupato a tempo indeterminato alle dipendenze di un diverso datore di lavoro che ha parzialmente beneficiato del medesimo esonero (in sostanza l’esonero si trasferisce dal vecchio al nuovo datore di lavoro). L’agevolazione non si applica, per espressa previsione di legge, ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.

L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni di aliquote contributive, ma è compatibile con l’agevolazione fiscale della maggiorazione del costo ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni (ex art. 4 del D.lgs. n. 216/2023).

Per la concreta fruizione del bonus – che, come detto, riguarderà le assunzioni effettuate dal 1°/9/2024 al 31/12/2025 – occorrerà attendere un decreto interministeriale di definizione delle modalità attuative, oltre che l’autorizzazione della Commissione Europea.

Lo stanziamento per la misura è pari a 34,4 milioni euro per il 2024, a 453,3 milioni per il 2025, a 682,5 milioni per il 2026 e a 254,1 milioni per il 2027. L’INPS provvederà al monitoraggio del rispetto dei predetti limiti.

Vale la pena ricordare che la misura agevolativa in commento è sostanzialmente analoga a quella prevista dalla legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021) e dalla legge n. 197/2022 (legge di bilancio 2023), volta ad incrementare l’occupazione giovanile “stabile”.

Bonus donne (Art. 23)

Ai datori di lavoro privati che, dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, assumono a tempo indeterminato lavoratrici svantaggiate, di qualsiasi età e prive di impiego regolarmente retribuito, viene riconosciuto un esonero del 100% dei contributi previdenziali (esclusi premi e contributi INAIL) per un periodo massimo di ventiquattro mesi e nel limite massimo di 650 euro su base mensile per ciascuna lavoratrice e comunque nei limiti di spesa autorizzata.

In particolare, le lavoratrici (svantaggiate) devono essere prive di impiego regolarmente retribuito:

  • da almeno sei mesi, se residenti nelle regioni della Zona Economica Speciale unica (ZES unica);
  • da almeno ventiquattro mesi ovunque siano residenti.

L’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.

Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti. In caso di contratto a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e quello che costituisce l’orario normale dei lavoratori a tempo pieno.

L’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive, ma è compatibile con l’agevolazione fiscale della maggiorazione del costo ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni (ex art. 4 del D.lgs. n. 216/2023).

Lo stanziamento per la misura è pari a 71,1 milioni per l’anno 2024, a 107,3 milioni per il 2025, a 208,2 milioni per il 2026 e a 115,7 milioni per il 2027. L’INPS provvederà al monitoraggio del rispetto dei predetti limiti

Per la concreta applicazione della misura occorrerà attendere l’emanazione di un apposito decreto interministeriale.

Anche in questo caso l’agevolazione non rappresenta una novità, in quanto un’analoga misura era già stata prevista per la prima volta dalla legge n. 92/2012 (cd. Fornero) e riproposta, con modifiche, nel corso degli anni successivi.

Bonus Zes Unica – Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno (Art. 24)

L’articolo in commento introduce una agevolazione pari al 100% dei contributi previdenziali (esclusi premi e contributi INAIL) per le assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025 di soggetti che abbiano compiuto 35 anni di età e siano disoccupati da almeno 24 mesi.

L’esonero spetta ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti (nel mese di assunzione) e che assumono presso una sede/unità produttiva ubicata in una delle regioni della ZES Unica lavoratori nelle medesime regioni. Si ricorda, a tal proposito, che fanno parte della ZES Unica le sedi o le unità produttive ubicate nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Le assunzioni agevolate devono essere a tempo indeterminato e consistono in un beneficio pari a 650 euro su base mensile per ciascun lavoratore.

Condizione necessaria per la sua fruizione è l’assenza, nei 6 mesi precedenti l’assunzione o nei 6 mesi successivi all’assunzione, di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. In caso contrario il beneficio verrà disconosciuto e recuperato. Si applicano inoltre gli ordinari principi generali in materia di fruizione degli incentivi per l’occupazione (ex art. 31, d.lgs. n. 150/2015).

L’esonero spetta anche al nuovo datore di lavoro che assuma un lavoratore precedentemente occupato a tempo indeterminato alle dipendenze di un diverso datore di lavoro che ha parzialmente beneficiato del medesimo esonero (in sostanza l’esonero si trasferisce dal vecchio al nuovo datore).

L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzione delle aliquote contributive, ma è compatibile con l’agevolazione fiscale della maggiorazione del costo ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni (ex art. 4 del D.lgs. n. 216/2023).

Lo stanziamento per la misura è pari a 11,2 milioni euro per l’anno 2024, a 170,9 milioni per il 2025, a 294,1 milioni per il 2026 e a 115,2 milioni per il 2027. L’INPS provvederà al monitoraggio del rispetto dei predetti limiti. Per la concreta fruizione del bonus – che, come detto, riguarderà le assunzioni effettuate dal 1°/9/2024 al 31/12/205 – occorrerà attendere un decreto interministeriale che dovrà definirne le modalità attuative, oltre che l’autorizzazione della Commissione Europea.

Modifiche al SIISL – Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (Artt. 25 e 26)

Vengono ulteriormente implementate le funzioni del sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) al fine di:

  • ricomprendere, tra i soggetti destinatari delle azioni per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, i percettori di NASpI e di indennità di disoccupazione DIS-COLL;
  • utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale per l’abbinamento ottimale delle offerte e delle domande di lavoro inserite;
  • utilizzare i dati contenuti nel sistema per la verifica dell’efficacia dei corsi di formazione svolti dagli enti accreditati, nonché per la pianificazione e la programmazione delle politiche di inclusione attiva;
  • consentire l’acceso al sistema da parte dei datori di lavoro per la pubblicazione di annunci di posti vacanti, nonché di coloro che cercano lavoro pur non essendo obbligati per legge ad utilizzare la piattaforma.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche, entro 60 giorni, definisce con decreto le norme attuative di tali nuove previsioni relative al SIISL.

Appalto di lavori edili (Art. 28)

L’art. 28 reca ulteriori modifiche alla recente disciplina in materia di appalti pubblici e privati introdotta dal decreto-legge n. 19/2024, convertito dalla L. n. 56/2024 (cd. decreto PNRR quater).

In particolare, con la disposizione in oggetto, vengono modificate alcune previsioni relative all’obbligo di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva:

  • la verifica di congruità – prima prevista in capo al solo committente – spetta al direttore dei lavori o, se non è stato nominato, al committente;
  • la verifica di congruità deve essere effettuata negli appalti privati di valore complessivo pari o superiore a 70.000 euro (prima: 500.000 euro). La sanzione amministrativa applicata in assenza di esito positivo della verifica o di previa regolarizzazione della posizione dell’impresa affidataria dei lavori (da 1.000 a 5.000 euro) sarà a carico del direttore dei lavori o, ove non nominato, del committente.