L’imprenditore agricolo Loris Mazzotti, in rappresentanza di Confagricoltura, è stato rieletto presidente dell’ATC di Rimini 1. Mazzotti guiderà l’Ambito Territoriale di Caccia per un mandato completo, dopo essere stato nominato un anno e mezzo fa, in seguito alle dimissioni di Michele Grassi.
“Quando ho assunto la guida dell’ATC ci trovavamo in un momento particolarmente delicato sotto diversi aspetti e avevamo molte sfide da affrontare – commenta Mazzotti -. Abbiamo lavorato sodo, gestendo le situazioni sempre con imparzialità, un atteggiamento che è stato particolarmente apprezzato da tutti. Sono contento di essere stato scelto in un’elezione che vedeva in lizza anche due candidati proposti dalle Associazioni Venatorie”.
Una delle principali peculiarità di Loris Mazzotti, titolare di un’azienda agricola a Mulazzano specializzata nella coltivazione di cereali e foraggi, con un allevamento bovino, è il fatto di essere un presidente dell’ATC “non cacciatore”, un aspetto che si può definire inedito.
“È sicuramente un fatto insolito, ma non ha generato polemiche. Prima della mia nomina come presidente, ho ricoperto per nove anni il ruolo di vicepresidente e, per questo, conosco bene gli equilibri tra il mondo della caccia, dell’agricoltura e della tutela ambientale – prosegue il riconfermato presidente dell’ATC -. Proprio per questo motivo ho ottenuto il supporto di tutte le parti coinvolte, che hanno molto apprezzato la mia imparzialità nelle diverse dinamiche che ci riguardano quotidianamente”.
Tra le questioni affrontate dall’ATC c’è anche il contenimento dei cinghiali e degli ungulati in genere, animali selvatici che spesso hanno creato problemi sul territorio.
“Possiamo ritenerci soddisfatti di quanto fatto: abbiamo avuto un ruolo attivo nel loro contenimento tramite la selezione e i piani di controllo, contribuendo anche all’azione svolta in modo naturale. La presenza del lupo nel riminese ha infatti portato a una caccia naturale delle altre specie per sopravvivere, riducendo così fisiologicamente il numero di cinghiali e ungulati”.
Tuttavia, Mazzotti esprime preoccupazione riguardo al lupo: “La situazione sta diventando preoccupante, perché è necessario adottare molte misure preventive, spesso costose, per difendersi dai suoi attacchi, che possono verificarsi sia quando gli animali sono al pascolo sia all’interno delle stalle e degli ovili”.
Tra le sfide future dell’ATC di Rimini vi è la necessità di far coesistere i concetti di autodifesa dagli animali selvatici e la caccia. “In passato il confine era molto labile e qualcuno ne ha approfittato. Ora anche la Regione ha introdotto regolamenti più stringenti e accurati”, conclude Mazzotti che infine auspica un ripopolamento naturale di animali da cacciare all’interno dell’ATC, senza dover ricorrere all’introduzione di specie dall’esterno.
