Prima di analizzare nello specifico il processo di gestione dei rifiuti agricoli è importante riportare i rifiuti considerati.

rifiuti non pericolosi di norma prodotti all’interno di aziende agricole e agriturismi sono:

  • Materiali plastici (tubi in PVC, teloni per le serre e pacciamatura (CER 020104);
  • Fanghi di sedimentazione ed effluenti di allevamento;
  • imballaggi (CER 150102, 150104, 150105, 150106, 150107);
  • oli vegetali esausti (CER 200125)
  • pneumatici usati (CER 160103);
  • contenitori di fitofarmaci bonificati (CER 150102, 150104, 150105, 150106, 150107);
  • scarti vegetali non destinati al reimpiego (vari CER).

rifiuti speciali pericolosi prodotti sono:

  • oli motore esauriti, freni e altre componenti meccaniche (CER 130205*);
  • batterie (CER 160601*);
  • fitofarmaci (da considerare rifiuto sanitario, CER 020108*);
  • contenitori di fitofarmaci non bonificati (CER 150110*);
  • farmaci ad uso veterinario scaduti o inutilizzabili (da considerare rifiuto sanitario, CER 180205*).

I rifiuti prodotti devono essere suddivisi per tipologia, caratterizzati e collocati all’interno di appositi contenitori, in plastica o cartone a seconda delle caratteristiche del contenuto, disposti all’interno dell’azienda agricola, in un’area circoscritta e predisposta al deposito temporaneo.

Le tempistiche relative al deposito temporaneo dipendono dalle caratteristiche e dalla tipologia del rifiuto:

  • per i rifiuti sanitari il deposito non può protrarsi oltre i 30 giorni per quantità inferiori ai 200 litri. Nel caso in cui il quantitativo superasse il limite consentito, lo smaltimento dovrà avvenire entro 5 giorni.
  • rifiuti speciali pericolosi – le tempistiche di deposito arrivano fino al massimo di un anno per quantità inferiori a 10 000 litri (10 metri cubi).
  • rifiuti speciali non pericolosi – le tempistiche sono le stesse succitate, varia però la quantità limite, che sale a 30 000 litri (30 metri cubi) l’anno.

Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile produttori iniziali di rifiuti pericolosi adempiono all’obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico con la conservazione progressiva per tre anni del formulario di identificazione (FIR). Inoltre, gli imprenditori agricoli, sono esonerati dall’obbligo di presentazione del MUD.

Per chi svolge l’attività di conto-terzi è obbligatoria la compilazione del registro di carico-scarico e la presentazione del MUD annuale (oltre che alla conservazione dei formulari).

Il 17 dicembre 2023 è entrata in vigore la Legge 15 dicembre 2023, n. 191 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” (Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16/12/2023) che, tramite l’art.  8-quater modifica l’art. 258 del D.Lgs. n. 152/2006 relativo alle sanzioni per la violazione degli obblighi di tenuta dei registri di carico e scarico e formulari rifiuti, stabilendo che il cumulo giuridico per più violazioni delle norme su registri e formulari rifiuti ex Dlgs 152/2006 si applica anche agli illeciti antecedenti l’entrata in vigore del Dlgs. 116/2020. Il “cumulo giuridico” per più violazioni è stato introdotto nell’articolo 258 dal Dlgs 116/2020 ed applicato dal 26 settembre 2020: chi, con un’azione od omissione viola diverse disposizioni su tenuta registri e formulari o commette più violazioni della stessa disposizione, è punito con la sanzione amministrativa prevista per la violazione più grave aumentata sino al doppio, anziché con la somma delle sanzioni per ogni violazione commessa (cumulo materiale). Ora la Legge n. 191/2023, introducendo il comma 9-bis all’articolo 258 del Dlgs 152/2006, stabilisce che il cumulo giuridico si applica a tutte le violazioni in materia di tenuta di registri e formulari commesse anteriormente l’entrata in vigore del Dlgs 116/2020, per le quali non sia già intervenuta sentenza passata in giudicato.

Per maggiori informazioni, rivolgersi all’Ufficio tecnico – Are ambiente