Ispettorato del Lavoro nota n. 862/2024  dell’8 maggio 2024

L’ Ispettorato del Lavoro, con la nota n. 862/2024  dell’ 8 maggio scorso, ha fornito chiarimenti in merito alle modalità e alle tempistiche per la revoca delle dimissioni rassegnate durante il periodo protetto ai sensi dell’art. 55, comma 4, del D.Lgs. n. 151/2001. Nello specifico, la Nota chiarisce che le dimissioni rese dai genitori con figli minori di 3 anni, o durante i primi 3 anni di ingresso in famiglia dei minori adottati o in affidamento, possono essere revocate prima dell’emanazione del provvedimento di convalida dall’Ispettorato del Lavoro (ITL), oppure anche se già convalidate dall’ITL, se rese prima della risoluzione del rapporto di lavoro. Ricordiamo che dal 12 marzo 2016 è stata istituita la procedura telematica per la comunicazione, ed eventuale revoca, delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali, questa, però, non si applica, nelle ipotesi di dimissioni volontarie di genitori lavoratori con figli minori di 3 anni. Il legislatore ha infatti subordinato l’efficacia di tali dimissioni alla convalida attuata da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro, al fine di verificare che l’atto sia genuino e frutto di una libera scelta del genitore e non, al contrario, imposto dal datore di lavoro per ragioni riguardanti la situazione familiare dell’interessato. Il citato D.Lgs. n. 151/2001, però, non regolamenta la revoca delle dimissioni rassegnate durante il periodo protetto, né risulta applicabile quanto previsto per le dimissioni presentate in via telematica, la cui revoca può essere effettuata entro sette giorni dalla data di trasmissione delle stesse. L’Ispettorato, quindi, con la nota sopra citata, afferma che non vi sono elementi impeditivi a che le dimissioni siano oggetto di revoca in un momento antecedente alla loro efficacia – e dunque prima dell’emanazione del provvedimento di convalida – oppure in un momento successivo alla convalida ma antecedente alla decorrenza delle dimissioni stesse e quindi alla risoluzione del rapporto. Precisa inoltre che, anche la revoca delle dimissioni richiederà un esame istruttorio e che potranno essere programmati “gli eventuali accertamenti ispettivi a tutela della lavoratrice/del lavoratore interessati, qualora si ritenga che nei confronti degli stessi possano essere stati adottati comportamenti datoriali discriminatori o comunque illeciti”. Laddove invece le dimissioni presentate siano state regolarmente convalidate all’esito della verifica della genuinità della scelta compiuta dalla lavoratrice/lavoratore e abbiano prodotto l’effetto della risoluzione del rapporto di lavoro, le stesse non potranno più essere oggetto di revoca unilaterale da parte del lavoratore e il rapporto di lavoro potrà riprendere unicamente con il consenso del datore di lavoro.