La scorsa settimana il Governo ha dichiarato con la riforma della riscossione, approvata dal Consiglio dei ministri e ora in attesa di approdare alle Camere per il parere che l’obiettivo sarà rate più lunghe per saldare il conto di tasse e multe ma senza nessuno sconto né sulle sanzioni né tantomeno sugli interessi.

Una strategia che ha come scopo quello di portare progressivamente nei prossimi anni a 120 rate (ovvero fino a 10 anni) i piani di dilazione, al fine di aiutare chi vuole pagare, versando anche interessi e sanzioni a differenza del “metodo della rottamazione”.

Saldare il conto a rate porta a verificare sempre la fattibilità e la convenienza. Il contribuente, infatti, dovrà tenere conto degli interessi erariali che sono dovuti a partire dalla data dell’omesso versamento accertato dal fisco e calcolati fino all’invio della cartella. Interessi che oggi sono al 4% e si bloccano con l’arrivo dell’iscrizione a ruolo, andando a formare il valore complessivo su cui poi si applicano gli interessi:

  • del 4,5% se il debito è erariale
  • del 10,5% se l’omesso versamento riguarda i contributi;
  • tra il 2,5% e il 4,5% se si tratta di importi dovuti agli enti locali;

Già oggi il sistema della riscossione dà la possibilità di pagare tasse e contributi in 10 anni se si dimostra che non si è in grado di pagare le rate secondo il piano ordinario e ciò avviene quando la rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare come risulta dall’ Isee. Se la situazione di difficoltà invece riguarda un’impresa entra in gioco l’indice di liquidità, in questo caso la rata del piano ordinario deve essere superiore al 10% del valore della produzione rapportato su base mensile e l’indice di redditività ricavato dai dati di bilanci è compreso tra 0,5 e 1.

Per il governo nessun stravolgimento del sistema ma solo una riorganizzazione della riscossione. Si tratta della possibilità di rateizzare i pagamenti delle tasse così come della pace fiscale per favorire i contribuenti ormai da qualche anno alle prese con una profonda crisi di liquidità.