Facciamo seguito alle nostre precedenti comunicazioni sull’argomento in oggetto, per rendere noto che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – con nota del 3 luglio u.s. – ha ulteriormente prorogato al 20 settembre 2024 il termine di presentazione del Rapporto Pari Opportunità 2022-2023.

Con l’occasione, si rende noto che, sul portale istituzionale del Ministero, sono stati forniti ulteriori chiarimenti sottoforma di Faq, in merito alla sua redazione anche alla luce del recente Decreto Interministeriale del 3 giugno u.s.

I chiarimenti si sono resi necessari a seguito delle modifiche e delle semplificazioni apportate che hanno sollevato dubbi interpretativi sulla corretta identificazione di alcuni dati oggetto di comunicazione, rendendo incerta la compilazione.

Di seguito si evidenziano brevemente i principali chiarimenti forniti con le FAQ:

Soggetti occupati (tabella 2.1 – Totale occupati nel biennio): relativamente agli occupati al 31 dicembre 2023, i dipendenti devono essere classificati in base alla categoria professionale in cui risultano inquadrati alla medesima data. Eventuali passaggi di categoria intervenuti in corso d’anno, sono indicati in una ulteriore tabella (tabella 2.4 – mobilità, promozioni, cessazione e trasformazione dei contratti).

Obbligo di presentazione del Rapporto: tale obbligo sussiste solo ove il numero complessivo dei dipendenti occupati in Italia (anche in diverse sedi/unità) sia superiore a 50. Non rientrano nel computo i dipendenti occupati in una sede sita all’estero.

Periodi di aspettativa: sono ricomprese le aspettative non retribuite, fruite a qualsiasi titolo. Nelle righe successive (tabella 2.3 – occupati per categoria professionale, tipo di contratto, condizione lavorativa) andranno, invece, indicati separatamente i dipendenti che abbiano fruito – nel corso del secondo anno del biennio – di congedi di maternità/paternità e di congedi parentali.