Entro il prossimo 30 aprile, è previsto l’obbligo di redazione del rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile per le aziende, pubbliche e private, che occupano oltre 50 dipendenti.

Anche le Aziende che occupano fino a 50 dipendenti possono, su base volontaria, redigere tale rapporto.

il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Decreto interministeriale del 29 marzo 2022 ha definito le modalità per la redazione del rapporto a cadenza fissa biennale, sulla situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni, e in relazione allo stato di:        

  • Assunzioni
  • Formazione
  • Promozione professionale
  • Livelli
  • Passaggi di categoria o di qualifica
  • Mobilità
  • Intervento di Cassa integrazione guadagni
  • Licenziamenti
  • Prepensionamenti e pensionamenti
  • Retribuzione effettivamente corrisposta.

Le aziende dovranno redigere il rapporto per il biennio 2022-2023 esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’applicativo reso disponibile nell’apposito portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, entro il 30 aprile 2024.

Al termine della procedura informatica, qualora non vengano rilevati errori o incongruenze, sarà rilasciata una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto.

Una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta, deve essere trasmessa dal datore di lavoro alle rappresentanze sindacali aziendali.

Qualora le aziende soggette all’obbligo di redazione del rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile non trasmettano il rapporto nei termini previsti la Direzione regionale del lavoro le inviterà a provvedere entro 60 giorni.

In caso di inottemperanza all’obbligo nei 60 giorni successivi all’invito è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 515,00 a euro 2.580,00.

Se l’inottemperanza si protrae per oltre 12 mesi è disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nell’ambito delle sue attività, verifica la veridicità dei rapporti biennali sulla situazione del personale maschile e femminile e nel caso di rapporto mendace o incompleto è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000.