Si è tenuto lo scorso 22 aprile presso il Podere Dei Nespoli di Civitella di Romagna un confronto tra Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini ed il mondo politico, con cui l’associazione ha richiamato l’attenzione di amministratori e candidati verso le necessità del comparto agricolo. 

All’appello dell’associazione hanno risposto numerosi candidati vicini alle istanze del settore primario: Marco Casali e Marco Giangrandi, candidati sindaco a Cesena rispettivamente per il centrodestra e per la lista civica “Cesena Siamo Noi”, il sindaco uscente di Forlì Gianluca Zattini e l’assessore all’agricoltura Marco Catalano; il candidato sindaco di Mercato Saraceno per il centrodestra Ombretta Farneti, il sindaco uscente di Predappio Roberto Canali e Milena Garavini e Raffaele Montalti, in lizza per il comune di Forlimpopoli rispettivamente per il centrosinistra e per la lista civica “La Nostra Città”. Al centro del dibattito anche la rappresentanza del mondo agricolo in Europa, con l’intervento di Guglielmo Garagnaniimprenditore agricolo e già presidente di Confagricoltura Bologna, candidato al Parlamento Europeo nelle liste di Fratelli d’Italia.

“Come Confagricoltura non abbiamo bandiere politiche. Il nostro unico obiettivo è la tutela degli interessi degli agricoltori, che oggi più che mai hanno bisogno di risposte concrete ai loro bisogni per poter continuare a svolgere i ruoli fondamentali di primi custodi dell’ambiente e garanti della sicurezza alimentare del Paese”, commentano Carlo Carli e Alberto Mazzoni, rispettivamente presidente e vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini.

I dirigenti hanno stimolato gli ospiti sui temi della piattaforma programmatica dell’associazione, Produrre non è peccato, che, spiegano, “vuole sensibilizzare la politica sull’impatto che le sue decisioni hanno sul lavoro di noi agricoltori. Agli amministratori chiediamo innanzitutto di snellire la burocrazia che paralizza le nostre attività, rendendo impossibile ammodernare e ingrandire le strutture produttive e che ci impiglia in una miriade di regole sanitarie e fiscali in contrasto tra loro che ci espone continuamente al rischio di sanzioni. Va poi garantita la sicurezza in campagna, oggi teatro di furti e danneggiamenti di macchinari agricoli”. 

La risposta della politica è stata positiva, in particolare sul delicato tema dei ristori dai danni dell’alluvione, su cui i candidati hanno espresso la necessità di velocizzare l’arrivo dei fondi. Aperture importanti anche sul tema della sburocratizzazione, in particolare per l’aggiornamento dei PUG e sull’efficientamento della macchina amministrativa, troppo spesso non al passo con le esigenze delle imprese.

Ma la partita più importante si gioca in Europa, luogo delle decisioni che oggi condizionano, nel bene e nel male, l’attività agricola. A farsi portavoce delle istanze del mondo produttivo è stato Guglielmo Garagnani, ex presidente di Confagricoltura Bologna e oggi candidato per Fratelli d’Italia alle elezioni europee. 

“Come imprenditore agricolo sento la necessità di impegnarmi in prima persona contro politiche che sembrano scritte apposta per distruggere le nostre attività”, commenta Garagnani.

L’imprenditore ha puntato il dito contro il Green Deal che – nota – “in nome di un ambientalismo ideologico sta mettendo a rischio migliaia di aziende agricole. Noi siamo i primi ambientalisti ma ci deve essere garantita la possibilità di difendere le nostre colture e di non vedere svalutato il frutto del nostro lavoro”.

Le priorità per Garagnani sono “innanzitutto rinviare gli obblighi in materia di sostenibilità che ci privano delle molecole fondamentali per difenderci da fitopatie e parassiti. Prima di imporci queste restrizioni L’UE deve metterci a disposizione varietà resistenti attraverso lo sviluppo delle TEA”. 

Va poi tutelata la redditività degli agricoltori dalla concorrenza sleale dei paesi extra UE: “gli agricoltori – chiosa l’imprenditore – sono per il libero mercato ma solo se ha regole uguali per tutti. In Europa devono arrivare solo prodotti con gli stessi standard in materia di ambiente, diritto del lavoro e qualità che vengono imposti ai nostri produttori”. 

Tra le azioni più urgenti, quella a tutela dei produttori di grano minacciati dalla concorrenza moldava e ucraina. “Siamo vicini al popolo ucraino e alle sue sofferenze ma l’arrivo di quantità così ingenti di prodotto causerà il tracollo dell’intera filiera del grano italiana. L’Europa può aiutare l’Ucraina a vendere il suo prodotto nei paesi in via di sviluppo, là dove è più necessario, e impegnarsi a combattere il commercio da parte della Russia del prodotto rubato al popolo ucraino” afferma Garagnani. 

Difendere le produzioni, spiega il candidato, “non dovrebbe essere un tabù. Stati uniti e Cina proteggono il loro settore primario e ne incentivano la competitività all’estero. Se eletto, mi batterò perché anche gli agricoltori italiani ed europei abbiano le stesse tutele”.