L’INPS, con la circolare n 102 del 12 dicembre 2023 vengono illustrate le caratteristiche del nuovo istituto sperimentale, denominato “Lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura” (LOAgri), quale regime speciale di lavoro occasionale di carattere transitorio (biennio 2023 – 2024) previsto dalla legge di Bilancio 2023

La circolare n 102 chiarisce i seguenti punti:

DATORE DI LAVORO: Questa forma contrattuale può essere utilizzata dalle imprese che operano nel settore primario inquadrate ai fini contributivi dall’INPS come datori di lavoro agricolo.

Viene inoltre confermato che non ci sono limiti dimensionali, a differenza di quanto previsto per le prestazioni occasionali degli altri settori produttivi (dove vige il divieto di utilizzo per chi ha più di 10 dipendenti a tempo indeterminato). Pertanto, le “prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato” possono essere utilizzate da tutti i datori di lavoro agricolo, a prescindere dal numero e dalla tipologia di dipendenti in forza.

PRESTATORI DI LAVORO: Possono essere assunti con questa particolare forma contrattuale le seguenti categorie di soggetti:

  1. persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. n. 150/2015 (cd. inoccupati). A tal proposito la circolare INPS chiarisce che si fa riferimento ai soggetti privi di impiego che hanno dichiarato in forma telematica al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego;
  2. percettori della nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o dell’indennità di disoccupazione denominata DIS-COLL, o del reddito di cittadinanza. La circolare INPS precisa che possono essere assunti con questa particolare forma contrattuale anche i percettori dell’Assegno di inclusione (che ha sostituito il reddito di cittadinanza) come previsto dall’art. 13, c. 6-bis, D.L. n. 48/2023, convertito dalla legge n. 85/2023;
  3. percettori di ammortizzatori sociali. Secondo la circolare INPS rientrano in questa categoria di soggetti i beneficiari di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria e straordinaria (CIGO, CIGS, assegni di integrazione salariale erogati dai Fondi di solidarietà bilaterali o dal Fondo di integrazione salariale) e indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO);
  4. pensionati di vecchiaia o di anzianità. La circolare INPS chiarisce che rientrano in tali categorie di soggetti titolari di pensione di vecchiaia, anzianità o anticipata, erogate da un Ente previdenziale pubblico o, comunque, da Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103. Con riferimento ai titolari di trattamenti di pensione anticipata (che ha sostituito la pensione di anzianità), la circolare ricomprende nell’ambito di applicazione della norma i soggetti titolari di pensione anticipata “precoci”, di pensione “quota 100” e “quota 102”, di pensione anticipata flessibile (cd. “quota 103”). Non possono invece accedere a tale tipologia di lavoro i titolari di pensione ai superstiti, di inabilità e di assegni ordinari di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222, o di analoghe prestazioni;
  5. giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un’università;
  6. detenuti o internati, ammessi al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, nonché soggetti in semilibertà provenienti dalla detenzione o internati in semilibertà.

ATTIVITÀ STAGIONALI: Le prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato possono riguardare solo attività di carattere “stagionale”.

La circolare chiarisce che stagionali devono intendersi: “le lavorazioni, incluse quelle afferenti alle attività connesse, che si svolgono in particolari periodi dell’anno in funzione del ciclo biologico delle piante e degli animali (a titolo esemplificativo, semina, raccolta, potatura, pastorizia, vinificazione, molitura del grano e delle olive, agriturismo, ecc.)”.

DURATA: La durata dell’attività di natura stagionale occasionale non può essere superiore a 45 giornate annue per singolo lavoratore. I 45 giorni di prestazione massima consentita si computano prendendo in considerazione esclusivamente le presunte giornate di effettivo lavoro e non l’arco temporale complessivo del contratto di lavoro, che può avere una durata massima di 12 mesi.

ADEMPIMENTI: Il datore di lavoro, prima dell’inizio del rapporto di lavoro, deve acquisire un’autocertificazione resa dal lavoratore in ordine alla propria condizione soggettiva. È necessario effettuare, prima dell’inizio della prestazione, la comunicazione di assunzione ai sensi dell’articolo 9-bis del decreto-legge n. 510 del 1996.  L’iscrizione dei lavoratori nel libro unico del lavoro e la compilazione della parte “paghe” dello stesso possono avvenire in un’unica soluzione, anche alla scadenza del rapporto di lavoro.

RETRIBUZIONE: Il compenso spettante deve essere corrisposto direttamente dal datore di lavoro mediante bonifici o altre modalità tracciabili (non in contanti), sulla base della retribuzione stabilita dai contratti collettivi nazionali e provinciali di lavoro.

ONERI FISCALI E PREVIDENZIALI: Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione entro il limite di 45 giornate di prestazione per anno civile, ed è cumulabile con qualsiasi tipologia di trattamento pensionistico. Il compenso è invece assoggettato alla contribuzione unificata previdenziale e assistenziale agricola, comprensiva di quella antinfortunistica INAIL e di quella di natura contrattuale. La contribuzione dovuta è equiparata a quella in vigore nelle zone agricole svantaggiate, con una riduzione del 68%.

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SI ATTENDONO CIRCOLARI ESPLICATIVE SUCCESSIVE A QUESTA PER LE MODALITA’ DI GESTIONE