Torniamo sull’argomento in oggetto, per rendere noto che sul portale istituzionale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociale, di concerto con il Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia, è stato pubblicato il decreto interministeriale del 3 giugno 2024 con cui viene aggiornata la disciplina attuativa dell’obbligo di redazione del “Rapporto pari opportunità”. Detto Decreto abroga il precedente D.M. del 29 marzo 2022.

In sostanza il decreto interviene per recepire, anche dal punto di vista normativo, le novità apportate dal Ministero con il nuovo applicativo per la trasmissione del “Rapporto pari opportunità”, di cui avevamo dato notizia con precedente informativa.

Si ricorda che tale Rapporto deve essere redatto ogni due anni entro il 30 aprile (per il biennio 2022-2023 il termine di presentazione è stato prorogato al 15 luglio 2024) e deve contenere le informazioni relative agli aspetti della gestione del personale (assunzione, formazione, promozione professionale, livelli, licenziamenti etc.), differenziando quelle dei lavoratori da quelle delle lavoratrici. L’obbligo in questione riguarda le aziende, pubbliche o private, che occupano più di 50 dipendenti nel complesso delle proprie sedi, dipendenze ed unità produttive, redigendo un rapporto unico all’interno del quale sono indicate le informazioni relative a tutti gli occupati.  All’obbligo di trasmissione del rapporto sono soggetti, come noto, anche i datori di lavoro del settore agricolo.

Tornando al nuovo decreto interministeriale, si segnalano le principali novità rispetto alla disciplina precedente:

viene chiarito che sono tenute all’adempimento anche le aziende con sede legale all’estero che occupano più di 50 dipendenti presso una o più sedi, dipendenze o unità produttive site in Italia, una delle quali è tenuta a presentare il rapporto;

viene riconosciuta la facoltà ai consiglieri/consigliere di parità, ove ne ravvisino l’esigenza, di richiedere al datore di lavoro e agli enti eventualmente competenti, anche per il tramite degli Ispettorati territoriali del lavoro, ulteriori informazioni rispetto al rapporto presentato al fine di accertare eventuali discriminazioni.

Al decreto interministeriale è allegata la “Nuova guida” alla compilazione del rapporto che descrive operativamente le semplificazioni apportate con il nuovo applicativo telematico.

Segnaliamo che con il nuovo applicativo sarà possibile importare un File Excel precedentemente compilato o duplicare il rapporto del biennio precedente modificandolo con i dati attuali;

successivamente al trasferimento automatico, i dati saranno sottoposti a controllo e, in caso di errore, selezionando la voce “esportazione elenco errori” verrà generato un file contenente i medesimi;

nella 1° sezione – in cui viene aggiunta la “Sezione 1.1.3. – Anagrafica unità produttiva” – sarà riportato il numero delle unità produttive presenti;

nella Tabella 2.3, dedicata all’esposizione del personale distinto per tipologia contrattuale, dovranno essere indicate anche le lavoratrici in stato di gravidanza e i dipendenti in congedo obbligatorio di maternità/paternità. Viene, inoltre, generalizzata la sezione dei dipendenti in CIG (non più divisi in “dipendenti in CIG a 0 ore o non a 0 ore);

nella tabella 2.4 dovranno essere riportare: le mobilità tra unità produttive e promozioni a categoria superiore (indicando i dipendenti trasferiti tra unità produttive o dipendenze e i dipendenti promossi); la cessazione dei rapporti di lavoro (limitando le cause di cessazione del rapporto);

sono eliminati i riferimenti delle cause di licenziamento (vengono riportate semplicemente le voci “Licenziamenti collettivi” e “Licenziamenti individuali”);

nella 3° sezione – riguardante le informazioni generali sulle unità produttive – rileverà l’ambito provinciale anziché quello comunale.