Notizie in Pillole dal 07 febbraio 2025 al 13 febbraio 2025 (fonte: Agra press)

FOTOVOLTAICO: LOLLOBRIGIDA, OK SU TETTI AZIENDE AGRICOLE, NO A IMPIANTI SU CAMPI COLTIVABILI

1792 – roma (agra press) – “pannelli fotovoltaici? si’, ma sui tetti delle aziende agricole, non a terra sui campi coltivabili. con la misura parco agrisolare abbiamo sostenuto 22mila imprese, superando tutti gli obiettivi fissati dalla commissione europea, producendo energia pulita senza togliere neanche un metro di suolo all’agricoltura. con il decreto agricoltura abbiamo messo un freno alle speculazioni, vietando l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli. l’agricoltura contribuisce alla produzione dell’11% dell’energia rinnovabile elettrica in italia, dimostrando di saper stare al passo con la sostenibilita’ senza sacrificare la sua missione principale: produrre cibo, creare lavoro e difendere il territorio”. lo scrive in un post su facebook il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA.

MERCOSUR: BRONDELLI (CONFAGRICOLTURA) IN COMAGRI CAMERA, UN ACCORDO CHE PENALIZZA IL SETTORE AGRICOLO

1730 – roma (agra press) – “confagricoltura e’ contraria all’accordo di libero scambio del mercosur perche’ il settore agricolo ne sarebbe ‘fortemente penalizzato’. sono le parole del vicepresidente di confagricoltura, luca BRONDELLI, in audizione in commissione agricoltura della camera, in merito all’indagine conoscitiva sulle ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell’accordo di libero scambio tra l’ue e i paesi del mercosur”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura. “per la prima volta confagricoltura si esprime negativamente su un trattato di libero scambio, questo dovrebbe far capire che ci troviamo davanti a qualcosa di diverso dal solito”, ha esordito BRONDELLI. “pur comprendendo che questo trattato comprende anche settori che potrebbero avere dei vantaggi, quello agricolo invece e’ fortemente penalizzato: in particolare quello della carne, del pollame, dello zucchero e del riso”, ha evidenziato. “se per per il vino ci saranno vantaggi dall’abolizione dei dazi, e anche per il formaggio, su quest’ultimo tuttavia – ha affermato BRONDELLI – ‘ci saranno pero’ dei problemi perche’ la protezione che al momento e’ garantita per le igt e’ molto debole, tanto che sara’ consentito continuare a commercializzare in sud america prodotti come il parmesano e reggianito'”, riporta il comunicato. “questo potrebbe quindi danneggiare i produttori italiani, poiche’ i consumatori potrebbero essere confusi dalla presenza di prodotti simili ma non autentici”, aggiunge il comunicato, che conclude: “BRONDELLI ha sottolineato inoltre che l’accordo, negoziato da oltre vent’anni, non prevede sanzioni per il mancato rispetto degli standard europei”.

TEA: CONFAGRICOLTURA, ATTO VANDALICO SPREGEVOLE ENNESIMO AFFRONTO ALLA RICERCA

1797 – roma (agra press) – “confagricoltura condanna gli atti vandalici ai danni del vigneto sperimentale dell’universita’ di verona, a san floriano in valpolicella. la sua piantumazione, avvenuta lo scorso 30 settembre, era stata acclamata dalla confederazione che da sempre sostiene fermamente l’importanza delle tea – tecniche di evoluzione assistita – e delle sperimentazioni in campo, come quella di riso resistente al brusone, in lomellina, presso un’azienda associata”. lo rende noto un comunicato della confederazione che esprime solidarieta’ al gruppo di genetica agraria, coordinato da mario PEZZOTTI e sara ZENONI del dipartimento di biotecnologie dell’universita’ di verona, e coglie l’occasione per affermare, ancora una volta, che la ricerca sulla genetica vegetale e’ una via sicura e sostenibile per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e le fitopatie, e per potenziare la produttivita’ dell’agricoltura italiana tutelando l’ambiente e l’uomo. “di fronte al reiterarsi di questi atti spregevoli, verificatisi per l’appunto anche in lomellina, la confederazione chiede al ministero dell’ambiente di valutare l’effettiva opportunita’ di rendere pubblica la geolocalizzazione delle sperimentazioni in campo”, conclude il comunicato.

API (CONFAGRICOLTURA) PRESENTA PRIMO MANUALE SU BENESSERE SPECIE ITTICHE IN ALLEVAMENTO

1755 – roma (agra press) – “la salubrita’, la qualita’ e il gusto dei pesci di allevamento sono strettamente legati alla salute dell’animale e al suo habitat”. lo afferma un comunicato dell’associazione piscicoltori italiani (confagricoltura), che cosi’ prosegue: “inoltre, la sensibilita’ dei consumatori e la crescente richiesta di tracciabilita’ del prodotto finale spingono gli allevatori a garantire le migliori condizioni possibili gia’ nella prima fase dell’intera filiera. da questi presupposti si e’ mossa l’associazione piscicoltori italiani (api-confagricoltura) con l’istituto zooprofilattico sperimentale delle venezie (izsve) per redigere il primo manuale sul benessere delle specie ittiche in allevamento, presentato ufficialmente ad aquafarm, la manifestazione internazionale dedicata all’acquacoltura, molluschicoltura, algocoltura e industria della pesca, che si chiude oggi a pordenone. api e izsve hanno coinvolto esperti del mondo accademico e istituzionale, tra cui le universita’ di bologna, di camerino e di milano, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il ministero della salute e la federazione europea dei produttori di acquacoltura, per diffondere pratiche di allevamento responsabili, garantendo standard sempre piu’ elevati di benessere animale e favorendo lo sviluppo sostenibile dell’intero comparto. ‘un passo concreto verso un’acquacoltura italiana attenta e in grado di soddisfare le aspettative di tutti’, precisa matteo LEONARDI, presidente di api, che evidenzia come l’allevamento, con il 51% della produzione totale, sia ormai la principale fonte mondiale di specie ittiche, di crostacei e di molluschi destinata all’alimentazione umana, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi anni. l’izsve sottolinea il valore di questa iniziativa a cui hanno partecipato esperti interni e specialisti del mondo accademico e istituzionale, definendo il manuale ‘un traguardo fondamentale, grazie al contributo di autori di alto livello riconosciuti in tutto il mondo per la loro competenza’. il volume e’ destinato all’intera piscicoltura italiana, che comprende oltre 25 specie allevate in ambienti diversi, tra acqua dolce, lagune e mare. ‘non si tratta di una semplice pubblicazione accademica, ma di un vero e proprio strumento operativo – afferma claudio PEDRONI, vicepresidente di api – pensato per offrire agli allevatori linee guida pratiche utili a valutare e migliorare la qualita’ della vita dei pesci, elementi chiave per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico’. ‘negli ultimi anni il benessere animale in acquacoltura e’ diventato un tema centrale – spiega andrea FABRIS, direttore di api – con un’evoluzione costante delle conoscenze e delle tecniche per garantire condizioni ottimali di allevamento e coniugandole alle esigenze di sostenibilita’ ambientale ed efficienza energetica. la qualita’ dell’acqua e’ un fattore determinante, costantemente monitorato per mantenere livelli adeguati di temperatura, ossigeno disciolto, salinita’ e torbidita’. gli aspetti gestionali dell’allevamento, in particolare densita’, alimentazione e cure sanitarie, influiscono direttamente sulla salute e sul benessere dei pesci; infine, anche la movimentazione e il trasporto sono attivita’ che richiedono massima attenzione per evitare stress e sofferenze inutili agli animali’. con questa iniziativa, api riafferma il proprio impegno per la sostenibilita’ dell’acquacoltura italiana e la qualita’ dei suoi prodotti, favorendo lo sviluppo dell’intero comparto”.

LOLLOBRIGIDA, GIANSANTI E LANZETTA PRESENTANO IL RAPPORTO SULLE AGROENERGIE DI CONFAGRICOLTURA

1568 – roma (agra press) – il rapporto sulle agroenergie presentato oggi da confagricoltura dimostra che “nella produzione di energia l’agricoltura torna ad essere centrale”, ha detto il ministro dell’agricoltura francesco LOLLOBRIGIDA che ha preso parte alla presentazione del primo report messo a punto dall’osservatorio di palazzo della valle e enel sulla materia (qui http://bit.ly/4aYXbZk). i principali dati sono stati illustrati da donato ROTUNDO, direttore dell’area ambiente di confagricoltura, alla presenza, oltre che del ministro, di massimiliano GIANSANTI, presidente dell’organizzazione, e di nicola LANZETTA, direttore italia di enel. dai dati raccolti nel rapporto emerge che le biomasse e il biogas rappresentano circa il 40% della capacita’ installata, l’idroelettrico il 10% e che la parte del leone la fa il fotovoltaico, che raggiunge il 50% e che nell’ultimo anno e’ cresciuto del 15% questo anche in virtu’ di aiuti governativi e anche per il miglioramento delle tecnologie di accumulo. LANZETTA si e’ soffermato sulla sfida che rappresenta per la rete la presenza di impianti di produzione diffusi sul territorio, rendendo notto che dei 22 miliardi che enel prevede di investire nel triennio 2025-27, ben 16 serviranno proprio a potenziare la rete, anche per difenderla da cambiamenti climatici, ha precisato. LANZETTA si e’ poi soffermato sulle sinergie possibili tra impresa agricoltura e produttori di energia nonche’ sulle possibilita’ di collaborazione anche di tipo finanziario. le agroenergie – ha fatto presente GIANSANTI – rappresentano una realta’ economica importante che gia’ oggi vale circa tre gigawatt di produzione elettrica con la prospettiva, a suo avviso, di poter essere almeno raddoppiata. confagricoltura – ha aggiunto il presidente – ritiene che l’attivita’ di produzione di energia elettrica possa essere complementare all’attivita’ primaria di un agricoltore che e’ e resta quella di produrre beni alimentari fondamentali nella vita di tutti noi e che certamente questa produzione diventa strategica sia per l’attivita’ di impresa, perche’ poter risparmiare nell’acquisto e nella valorizzazione dell’energia elettrica attraverso l’autoproduzione e’ certamente un elemento di forte competitivita’, sia rispetto a modelli di sostenibilita’ delle nostre produzioni. “credo che sia importante adesso dialogare con il governo sia per la messa a terra delle fonti residue del pnnr, anche per evitare disimpegni, per la parte parco agrisolare, dell’agri voltaico e anche nello sviluppo delle biomasse del biogas e biometano”. GIANSANTI ha concluso parlando della prospettiva della transizione della mobilita’ ottenuta fonti interne all’azienda agricola, citando un progetto sul bioetanolo di confagricoltura umbria. infine, il presidente di confagricoltura ha salutato con favore il nuovo atteggiamento non improntato al “furore ideologico” della commissione europea nei confronti delle politiche di sostenibilita’ e verdi. “noi fino alla fase precedente alla guerra di aggressione della russia contro l’ucraina avevamo idea che non produrre energia ed acquistarla a basso costo – ha affermato LOLLOBRIGIDA nelle sue conclusioni – fosse un buon affare. abbiamo scoperto subito dopo che questo intanto limita la sovranita’ delle nazioni e poi limita la certezza delle catene di approvvigionamento energetico con un autocrate mette in condizione nazioni democratiche di dover pagare di piu’ o addirittura di essere sotto ricatto rispetto agli approvvigionamenti”. “oggi noi abbiamo invece un approccio totalmente diverso, lo abbiamo a livello nazionale e lo ha anche l’unione europea, un approccio condizionato da questi fatti esterni”, nel quale trova spazio la strategia per le agroenergie, che e’ cambiato drasticamente rispetto a prima. qui il comunicato di confagricoltura sull’incontro shorturl.at/tmgj4.

CONFAGRICOLTURA, LA NUOVA STRETTA SUL VINO DELLA COMMISSIONE UE VA CONTRO SETTORE VITALE PER ECONOMIA

1563 – roma (agra press) – “‘i contenuti del recente documento della commissione ue per la modifica del piano del 2021, il beating cancer (beca), sono addirittura peggiorativi rispetto al piano di tre anni fa, gia’ bocciato dall’europarlamento’. il presidente della fnp vino di confagricoltura, christian MARCHESINI, commenta cosi’ le proposte contenute nel documento della commissione fortemente osteggiato dagli operatori che auspicavano un cambio di passo con la nuova legislatura ue”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura. “per il settore vitivinicolo, gia’ alle prese con un periodo difficile per la minaccia dei dazi, il calo dei consumi e le forti incertezze sul futuro, un inasprimento delle misure e’ inaccettabile in questi termini”, afferma MARCHESINI, che aggiunge: “sia chiaro, non ci opponiamo ai principi ispiratori del beca, ma il vino e’ innanzitutto cultura, derivante da pratiche agricole che arricchiscono i territori, elemento fortemente legato al concetto di dieta mediterranea patrimonio dell’umanita’, e pertanto non puo’ essere paragonato a una semplice bevanda alcolica”. “la commissione europea sta invece preparando nuove misure che riguardano l’accessibilita’ dei prodotti (ad esempio prezzi, tassazione e acquisti transfrontalieri), l’informazione ai consumatori e la regolamentazione della pubblicita’ degli alcolici”, spiega il comunicato, nel precisare che “secondo la commissione, anche la tassazione dell’alcol puo’ contribuire agli obiettivi della politica sanitaria, cosi’ come le avvertenze sanitarie sulle etichette delle bottiglie, comprese quelle di vino”. “confagricoltura, insieme alla filiera, si appella pertanto agli europarlamentari italiani per riportare ad un livello scientifico e pragmatico le discussioni su un documento che va contro un settore vitale per l’economia italiana ed europea”, conclude il comunicato.

MATTARELLA, LA REPUBBLICA GUARDA ALLE VICENDE DRAMMATICHE DEGLI ITALIANI DI ISTRIA, DALMAZIA, FIUME CON RISPETTO

1545 – roma (agra press) – “si e’ svolta questa mattina al palazzo del quirinale, alla presenza del presidente della repubblica, sergio MATTARELLA, la celebrazione del ‘giorno del ricordo’. la cerimonia si e’ conclusa con il discorso del presidente della repubblica. erano presenti alla cerimonia il presidente del senato della repubblica, ignazio LA RUSSA , il presidente del consiglio dei ministri, giorgia MELONI, il presidente della corte costituzionale, giovanni AMOROSO, il vice presidente della camera dei deputati, giorgio MULE’, esponenti del governo, del parlamento, autorita’ civili e appartenenti alle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. ha detto MATTARELLA: “ci incontriamo per rinnovare la giornata del ricordo: occasione solenne, che invita a riflettere su pagine buie del nostro passato, per conservare e rinnovare la memoria delle sofferenze degli italiani d’istria, di fiume, della dalmazia, in un periodo tragicamente tormentato della storia d’europa. in quella zona a oriente, cosi’ peculiare, dove, a fasi alterne, si erano incontrate, convivendo, comunita’ italiane, slave, tedesche e di tante altre provenienze, la violenza prese il sopravvento, trasformandola in una terra di sofferenza. la guerra porta sempre con se’ conseguenze terribili: lutto, dolore, devastazione. era stato cosi’ durante la prima guerra mondiale, nella quale furono immolati, in una ostinata e crudele guerra di trincea, milioni di giovani d’entrambe le parti. ma quella lezione sanguinosa non aveva, purtroppo, indotto a cambiare. perche’ ancor piu’ disumani furono gli eventi del secondo conflitto mondiale, dove allo scontro tra eserciti di nazioni che si erano dichiarate nemiche, si sovrappose il virus micidiale delle ideologie totalitarie, della sopraffazione etnica, del nazionalismo aggressivo, del razzismo, che si accani’ con crudelta’ contro le popolazioni civili, specialmente contro i gruppi che venivano definiti minoranze. e, nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instauro’ la dittatura comunista di TITO, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone. di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le foibe restano il simbolo piu’ tetro. e nessuna squallida provocazione puo’ ridurne ricordo e dura condanna. oltre a crudeli, inaccettabili casi di giustizia sommaria e di vendette contro esponenti del deposto regime fascista, la furia omicida dei comunisti jugoslavi si accani’ su impiegati, intellettuali, famiglie, sacerdoti, anche su antifascisti, su compagni di ideologia, colpevoli soltanto di esigere rispetto nei confronti della identita’ delle proprie comunita’. di fronte al proposito del nuovo regime jugoslavo di sovranita’ sui territori giuliani, l’essere italiano diveniva un ostacolo, se non una colpa. ben presto, sotto minaccia e dopo una seconda ondata di violenze, i nostri concittadini di istria, dalmazia, fiume, furono messi di fronte al drammatico dilemma: assimilarsi, disconoscendo le proprie radici, la lingua, i costumi, la religione, la cultura. oppure andare via, perdendo beni, casa, lavoro, le terre in cui erano nati. in grande maggioranza scelsero di non rinunciare alla loro italianita’ e, di fatto, alle liberta’, di pensiero, di culto, di parola. in trecentomila – uomini, donne, anziani, bambini – radunate poche cose, presero la triste via dell’esodo. come abbiamo ascoltato dalle intense letture tratte dal libro di greta SCLAUNICH, spesso l’accoglienza in italia non fu quella che sarebbe stato doveroso assicurare. stenti, sistemazioni precarie, poverta’, ma soprattutto diffusa indifferenza, diffidenza. financo ostilita’ da parte di forze e partiti che si richiamavano, in italia, alla stessa ideologia comunista di TITO. non mancarono, nelle vicende tristi degli esuli, atti di forte solidarieta’, di amicizia, di accoglienza da parte di molti italiani. ma, in generale, la loro tragedia, di cui portavano intimamente le cicatrici, fu sottovalutata e, talvolta, persino, disconosciuta.il mancato riconoscimento fu, per molti, una pena inattesa e dolorosa. l’istituzione del giorno del ricordo, votata a larghissima maggioranza dal parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso. la memoria storica e’ un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni stato, di ogni comunita’. ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati. troppo a lungo “foiba” e “infoibare” furono sinonimi di occultamento della storia. la memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori. abbiamo appena ascoltato alcuni testimoni diretti di quella tragedia: egea HAFFNER e giulio MARONGIU. dobbiamo loro affetto e riconoscenza. nelle esemplari parole che ci hanno offerto, si coglie un forte ammonimento per la pacificazione e la riconciliazione. ogni popolo, ogni nazione, porta con se’ un carico di sofferenze e di ingiustizie subite. apprezziamo gli sforzi, fatti dagli storici dell’una e dell’altra parte, per avvicinarsi a una memoria condivisa. ma, ove questo non fosse facilmente conseguibile, e talvolta non lo e’, dobbiamo avere la capacita’ di compiere gesti di attenzione, dialogo, rispetto. dobbiamo ascoltare le storie degli altri, mettere in comune le sofferenze, e lavorare insieme per guarire le ferite del passato. se ci si pone dalla parte delle vittime, dei defraudati, dei perseguitati, la prospettiva cambia, i rancori lasciano il posto alla condivisione, e si rende valore al percorso di reciproca comprensione. e’ in questo spirito che, nel 2020, il presidente PAHOR e io ci siamo recati, insieme, prima alla foiba di basovizza, simbolo del calvario di tanti italiani, e poi al monumento dei giovani sloveni fucilati dal fascismo. non per dimenticare, ne’ per rivendicare. ma per trarre dagli errori e dalle sofferenze del passato l’ulteriore spinta per un cammino comune. perche’ le diversita’ non dividono, ma diventano ricchezze se si collabora e si pensa, insieme, nell’ottica di futuro comune. e’ questo lo spirito in cui si muovono gli appartenenti all’associazione degli esuli, che ringrazio per il loro impegno che coniuga, insieme, ansia di verita’ e volonta’ di concordia. e’ lo spirito che anima la preziosa attivita’ delle associazioni delle minoranze linguistiche che, negli ultimi anni, hanno promosso in italia, in slovenia, in croazia, dialoghi e incontri per riscoprire la ricchezza della storia comune. e’ lo spirito che abbiamo respirato, sabato scorso, all’inaugurazione dell’anno da capitale della cultura europea, alla quale – con un gesto di grande generosita’ e lungimiranza – nova gorica – ha voluto associare gorizia: due citta’ simbolo, solo pochi decenni fa, di dolorose divisioni e di innaturali separazioni. oggi, nel nostro continente, stati e popoli che nel passato si sono combattuti sono insieme nell’unione europea, condividendo valori, identita’, principi, prospettive. il progressivo allargamento della famiglia europea ha conseguito risultati giudicati fino a qualche decennio fa impensabili. si e’ trattato di un percorso che, in europa, ha visto il ribaltamento della pretesa di dominazione, di secoli di guerre fratricide e rovinose. un percorso che ha ricomposto lacerazioni profonde, grazie alla cooperazione e al multilateralismo, offrendo oltre settant’anni di pace, sicurezza, benessere e stabilita’ al nostro continente e consentendo l’affermazione dei valori della liberta’, dell’uguaglianza, della democrazia, del rispetto dello stato di diritto. la pace dei settant’anni! nell’auspicio che prosegua costantemente, sempre piu’ a lungo. un cammino non sempre agevole, costellato da aperture e da ostacoli, ma che oggi piu’ che mai va proseguito con coraggio, ostinazione e saggezza, sia all’interno dell’unione sia alle sue frontiere, impegnandosi anche per favorire l’ingresso di nuovi membri – paesi dei balcani occidentali che ne sono ancora esclusi, ucraina, moldova – e diffondendo nel continente lo spirito europeo, che esprime e persegue pace, dialogo, integrazione, collaborazione e sviluppo. le nuove generazioni hanno ben compreso la sfida del tempo. collaborano, lavorano, studiano e vivono insieme, trasformando le differenze in opportunita’, e attuando, nei fatti, lo spirito dell’unione europea. abbiamo il dovere di non deluderli e di continuare a operare con coraggio. a sperare, a non rassegnarci. soltanto cosi’ potremo trasmettere ai giovani, idealmente, in questa giornata del ricordo – insieme all’orgoglio di una conseguita identita’ europea, tanto propria alle culture dei popoli del confine orientale – il testimone della speranza, incoraggiandoli a mantenere viva la memoria storica delle sofferenze patite da loro connazionali, adoperandosi perche’ vengano evitati errori e colpe del passato, promuovendo, ovunque rispetto e collaborazione. anche quest’anno la giornata del ricordo ci ha offerto e ci offre un’opportunita’ da raccogliere con impegno per riflettere sulle lezioni del passato. la repubblica guarda alle vicende drammatiche vissute dagli italiani di istria, dalmazia, fiume con rispetto e con solidarieta’, e lavoriamo, nell’unione europea, insieme alla slovenia, alla croazia e agli altri paesi amici per costruire, ogni giorno, nuovi percorsi di integrazione, amicizia e fratellanza tra i popoli e gli stati”.

API CONFAGRICOLTURA AD AQUAFARM 12-13/2 PRESENTA PRIMO MANUALE SU BENESSERE PESCI IN ALLEVAMENTO

1553 – roma (agra press) – “innovazione tecnologica, sviluppo sostenibile, collaborazione strategica: queste le parole chiave della partecipazione dell’api, l’associazione piscicoltori italiani di confagricoltura, ad aquafarm 2025, l’ottava edizione della mostra-convegno internazionale dedicata all’acquacoltura, molluschicoltura, algocoltura e industria della pesca, che si apre il mercoledi’ 12 febbraio a pordenone. nella due giorni di manifestazione (https://www.aquafarm.show/) sono numerosi i convegni e gli incontri tra operatori ed esperti internazionali”. lo rende noto un comunicato stampa di confagricoltura. “per l’api – spiega il presidente matteo LEONARDI, al suo debutto in questo ruolo all’associazione piscicoltori italiani – l’edizione 2025 e’ molto importante, perche’ verra’ presentato ufficialmente il primo manuale italiano dedicato al benessere dei pesci allevati, realizzato insieme all’izsve e altri enti di riferimento. una guida sul benessere delle specie ittiche allevate, vero e proprio strumento pensato per supportare gli operatori nel valutare e migliorare la qualita’ della vita dei pesci. e’ ormai dimostrato che garantire il benessere animale rappresenta uno degli elementi chiave per le nostre produzioni, che si distinguono e sono apprezzate anche per questo in tutto il mondo”. “il progetto – prosegue il comunicato – rappresenta un punto di svolta per il settore ed e’ il frutto della collaborazione tra api e l’istituto zooprofilattico delle venezie, insieme a esperti del mondo accademico e istituzionale, tra cui l’universita’ di bologna, l’universita’ di camerino, l’universita’ di milano, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il ministero della salute e la federazione europea dei produttori di acquacoltura. con questa iniziativa, l’associazione riafferma il proprio impegno per la sostenibilita’ dell’acquacoltura italiana e la qualita’ dei suoi prodotti. lo stesso spirito che anima lo stand di api (padiglione 5 – stand 59c) alla fiera di pordenone, battezzato ‘acquacoltura insieme’, proprio per evidenziare l’impegno della piu’ grande associazione del settore (rappresenta il 90% delle imprese italiane di itticoltura) nella costruzione di una visione strategica condivisa per la crescita del comparto, che punta sull’innovazione per garantire, insieme alla scienza e alla ricerca, un prodotto di eccellenza”.

CORTE COSTITUZIONALE: PUBBLICATA LA SENTENZA SULLA INAMMISSIBILITA’ DEL REFERENDUM SU AUTONOMIA DIFFERENZIATA

1460 – roma (agra press) – “con la sentenza numero 10 pubblicata oggi – disponibile qui: bit.ly/4jGZGU5 -, la corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum per l’abrogazione della legge numero 86 del 2024, contenente disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni ordinarie ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della costituzione. la corte ha rilevato che l’oggetto e la finalita’ del quesito non risultano chiari”. lo rende noto un comunicato della corte che cosi’ prosegue: “il quesito ha come oggetto l’abrogazione della legge numero 86, quale risultante a seguito della sentenza numero 192 del 2024 – consultabile qui: bit.ly/3WQ6SDi -. la corte ha osservato che tale sentenza ha profondamente inciso sull’architettura essenziale della predetta legge, dichiarando l’illegittimita’ costituzionale di molteplici disposizioni della stessa legge e l’illegittimita’ consequenziale di altre disposizioni, fornendo anche l’interpretazione costituzionalmente orientata di ulteriori disposizioni. in particolare, la corte ha sottolineato che la sentenza numero 192 ha comportato il trasversale ridimensionamento dell’oggetto dei possibili trasferimenti alle regioni (solo specifiche funzioni e non gia’ materie), nonche’ la paralisi dell’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (lep) concernenti diritti civili o sociali. ne discende che attualmente non c’e’ modo di determinare i lep. la conseguenza e’ che risulta obiettivamente oscuro l’oggetto del quesito, che originariamente riguardava la legge numero 86 e ora riguarda quel che resta della stessa legge a seguito delle numerose e complesse modifiche apportate dalla sentenza numero 192. cio’ pregiudica la possibilita’ di una scelta libera e consapevole da parte dell’elettore, che la costituzione garantisce. il quesito e’ inoltre privo di chiarezza quanto alla sua finalita’. la rilevata oscurita’ dell’oggetto del quesito porta con se’ un’insuperabile incertezza sulla stessa finalita’ obiettiva del referendum. con il rischio che esso si risolva in altro: nel far esercitare un’opzione popolare non gia’ su una legge ordinaria modificata da una sentenza di questa corte, ma a favore o contro il regionalismo differenziato. la consultazione referendaria verrebbe ad avere una portata che trascende quel che i costituenti ritennero fondamentale, cioe’ l’uso corretto e ragionevole di questo importante strumento di democrazia. se si ammettesse la richiesta in esame, si avrebbe una radicale polarizzazione identitaria sull’autonomia differenziata come tale, e in definitiva sull’articolo 116, terzo comma, della costituzione, che non puo’ essere oggetto di referendum abrogativo, ma solo di revisione costituzionale”.

CORTE COSTITUZIONALE: PUBBLICATA SENTENZA SU AMMISSIBILITA’ REFERENDUM IN MATERIA DI CITTADINANZA

1465 – roma (agra press) – “la richiesta referendaria in materia di cittadinanza e’ diretta ad abrogare, congiuntamente, l’intero articolo 9, comma 1, lettera f), della legge numero 91 del 1992 e, limitatamente ad alcune parole, l’articolo 9, comma 1, lettera b). la combinazione delle due diverse abrogazioni avrebbe quale esito che tutti gli stranieri maggiorenni con cittadinanza di uno stato non appartenente all’unione europea potrebbero presentare richiesta di concessione della cittadinanza italiana dopo cinque anni di residenza legale in italia. la corte costituzionale ha affermato, con la sentenza numero 11 depositata oggi – consultabile qui: bit.ly/4aQ1S7s -, che il quesito e’ omogeneo, chiaro e univoco. all’elettore, infatti, e’ proposta una scelta facilmente intellegibile in ordine agli anni di residenza nel territorio della repubblica necessari, per il maggiorenne cittadino di uno stato non appartenente all’ue, per poter presentare domanda di concessione della cittadinanza italiana: dieci, come attualmente previsto, o cinque, come eventualmente disporrebbe la legge in caso di approvazione del referendum abrogativo”. lo rende noto un comunicato della corte che cosi’ prosegue: “la richiesta referendaria non contraddice neppure la natura abrogativa del referendum, che la corte ha costantemente ritenuto non possa essere utilizzato per costruire, attraverso il quesito, nuove norme non ricavabili dall’ordinamento. nel caso di specie, la corte ha ritenuto che la nuova regola non sarebbe del tutto estranea al contesto normativo di riferimento. in caso di approvazione del referendum abrogativo, infatti, verrebbe a essere modificato esclusivamente il tempo di residenza legale necessario per poter presentare la domanda di cittadinanza, pari a cinque anni, restando invece fermi i soggetti che potranno fare la richiesta, i restanti requisiti per presentarla (la residenza nel territorio della repubblica e l’adeguata conoscenza della lingua italiana), nonche’ la natura di atto discrezionale di ‘alta amministrazione’ del provvedimento di concessione della cittadinanza. la corte ha rilevato che, del resto, il quinquennio di residenza legale sul territorio nazionale, che prima della legge numero 91 del 1992 era il requisito temporale richiesto allo straniero per poter ottenere la cittadinanza italiana, e’ gia’ oggi previsto dalla legge quale presupposto perche’ possano conseguire la cittadinanza italiana gli stranieri maggiorenni adottati da cittadino italiano, gli apolidi e i rifugiati. la normativa di risulta, pertanto, sarebbe pienamente in linea con un criterio gia’ utilizzato dal legislatore”.

CORTE COSTITUZIONALEPUBBLICATA SENTENZA SU AMMISSIBILITA’ REFERENDUM ABROGATIVO CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE

1462 – roma (agra press) – “la corte costituzionale, con la sentenza numero 14 – consultabile qui: bit.ly/3EF1c8T -, ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum abrogativo denominata ‘abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi'”. lo rende noto un comunicato della corte che cosi’ prosegue: “il quesito referendario riguarda l’abrogazione di alcune previsioni (articoli 19, commi 1, 1-bis e 4, e 21, comma 01, del decreto legislativo numero 81 del 2015) che attualmente consentono la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato (e anche la loro proroga e/o il rinnovo) fino a un anno senza dover fornire alcuna giustificazione, e, per quelli di durata superiore, sulla base di una giustificazione individuata dalle parti, anche se non prevista ne’ dalla legge, ne’ dai contratti collettivi stipulati dai sindacati piu’ rappresentativi a livello nazionale. le norme oggetto del quesito non rientrano fra le leggi per cui la costituzione, all’articolo 75, esclude che si possa richiedere referendum abrogativo. il quesito, inoltre, soddisfa tutti i requisiti (di chiarezza, omogeneita’, univocita’) richiesti per consentire all’elettore di esercitare una scelta libera e consapevole. esso, infatti, e’ formulato nei termini di un’alternativa secca: da un lato, abrogare le disposizioni vigenti, con conseguente estensione ai rapporti di lavoro di durata infrannuale dell’obbligo di giustificazione dell’apposizione del termine oggi sussistente per la stipulazione di contratti di lavoro di durata superiore all’anno e il necessario riferimento, per tutti i contratti a termine, alle sole cause giustificative previste dalla legge o dai contratti collettivi; dall’altro, conservare la normativa vigente, che, all’opposto, ne liberalizza l’impiego”.

CORTE COSTITUZIONALE: PUBBLICATA SENTENZA SU AMMISSIBILITA’ REFERENDUM MISURA MASSIMA INDENNITA’ DA LICENZIAMENTO ILLEG

1461 – roma (agra press) – “la corte costituzionale, con la sentenza numero 13 pubblicata oggi – disponibile qui: bit.ly/416Jfcn -, ha dichiarato ammissibile il referendum popolare per l’abrogazione dell’articolo 8 della legge numero 604 del 1966, limitatamente alle parole che stabiliscono una misura massima (pari a sei mensilita’ dell’ultima retribuzione globale di fatto) per la liquidazione dell’indennita’ da licenziamento illegittimo”. lo rende noto un comunicato della corte che in motivazione, ha precisato come “la norma oggetto del quesito referendario trova oggi applicazione, a seguito delle modifiche intervenute nella legislazione in materia, nei confronti dei soli lavoratori assunti alle dipendenze delle cosiddette ‘piccole imprese’ (ossia, ai datori di lavoro che non raggiungono la soglia dimensionale indicata dall’articolo 18, ottavo comma, dello statuto dei lavoratori) prima del 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del decreto legislativo numero 23 del 2015, attuativo della legge sul jobs act. a giudizio della corte – prosegue il comunicato – il quesito in esame non incontra i limiti di cui all’articolo 75 della costituzione e risponde ai requisiti di chiarezza, univocita’ e omogeneita’, in quanto pone una chiara alternativa all’elettore: mantenere l’attuale misura massima dell’indennita’, ovvero rimuoverla per consentire al giudice di quantificare, senza piu’ tale ostacolo, un ristoro equo con congruo effetto deterrente”.

CORTE COSTITUZIONALE: PUBBLICATA SENTENZA SU AMMISSIBILITA’ REFERENDUM ABROGAZIONE DECRETO DELEGATO SU LICENZIAMENTI ILL

1466 – roma (agra press) – “e’ ammissibile la richiesta di referendum sull’abrogazione del decreto legislativo numero 23 del 2015, che ha attuato una delle deleghe legislative conferite al governo con il cosiddetto jobs act. lo ha stabilito la corte costituzionale con la sentenza numero 12 del 2025, depositata oggi – consultabile qui: bit.ly/40Q3MAl  – che ha precisato: la ‘circostanza che all’esito dell’approvazione del quesito abrogativo il risultato di un ampliamento delle garanzie per il lavoratore non si verificherebbe in realta’ in tutte le ipotesi di invalidita” del licenziamento, perche’ per alcune di queste (e in particolare nel caso del licenziamento intimato al lavoratore assente per malattia o infortunio, oppure intimato per disabilita’ fisica o psichica a un lavoratore che non versava in realta’ in tale condizione) ‘si avrebbe, invece, un arretramento di tutela’, non inficia la chiarezza, l’omogeneita’ e l’univocita’ della richiesta di referendum”. lo rende noto un comunicato della corte che cosi’ prosegue: “il quesito referendario chiama, infatti, il corpo elettorale ‘a una valutazione complessiva e generale, che puo’ anche prescindere dalle specifiche e differenti disposizioni normative, senza perdere la propria matrice unitaria’. questa e’ ravvisabile, ha precisato la corte, ‘nel profilo teleologico sotteso al quesito referendario, mirante all’abrogazione di un corpus organico di norme e funzionale alla reductio ad unum, senza piu’ la divisione tra prima e dopo la data del 7 marzo 2015, della disciplina sanzionatoria dei licenziamenti illegittimi, con la riespansione della disciplina pregressa, valevole per tutti i dipendenti’, a prescindere dalla data della loro assunzione. rimane, pertanto, salvaguardato – ha concluso la corte – ‘un nesso di coerenza tra il mezzo e il fine referendario’, cio’ che esclude che si sia in presenza di ‘un uso artificioso del referendum abrogativo’ “.

CORTE COSTITUZIONALE: PUBBLICATA SENTENZA SU AMMISSIBILITA’ REFERENDUM SU RESPONSABILITA’ IMPRENDITORE COMMITTENTE

1459 – roma (agra press) – “con la sentenza numero 15 – consultabile al link: bit.ly/3CHrxCH -, la corte costituzionale ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dell’articolo 26, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, numero 81, limitatamente alle parole ‘le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attivita’ delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.’, dichiarata conforme a legge dall’ufficio centrale per il referendum, costituito alla corte di cassazione, con ordinanza del 12 dicembre 2024. la corte costituzionale ha osservato che la norma oggetto del quesito non interferisce con le materie per le quali l’articolo 75, secondo comma, della costituzione preclude il ricorso all’istituto del referendum abrogativo”. lo rende noto un comunicato della corte che cosi’ prosegue: “il quesito rispetta i requisiti di chiarezza e semplicita’, essenziali per garantire il popolo nell’esercizio del suo potere sovrano. dalla formulazione del quesito si evince in modo inequivocabile la finalita’ di rafforzare la responsabilita’ dell’imprenditore committente. il quesito tende a un esito lineare e pone al corpo elettorale un’alternativa netta: ‘il mantenimento dell’attuale assetto della responsabilita’ solidale, contraddistinto da deroghe significative, o l’integrale riespansione di tale responsabilita’, senza alcuna eccezione per i danni prodotti dai rischi tipici delle attivita’ delle imprese appaltatrici e subappaltatrici’. e’ dunque garantita quella scelta chiara e consapevole, che il giudizio di ammissibilita’ demandato alla corte costituzionale e’ chiamato a salvaguardare”.

RUGBY: CONFERENZA STAMPA ISMEA CON MASAF E FIR PER PRESENTARE LO SPOT SULLA FRUTTA IN GUSCIO PROTAGONISTA IN CAMPO

1469 – roma (agra press) – “prosegue anche nel 2025, in occasione del torneo sei nazioni, la partnership fra la federazione italiana rugby e il ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, con la collaborazione di ismea, istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che vede la nazionale italiana di rugby testimonial, attraverso uno spot tv e una serie di iniziative di comunicazione, della filiera della frutta in guscio italiana”. lo rende noto un comunicato di ismea che cosi’ prosegue: “la campagna di comunicazione 2025 prende il via con un nuovo spot che vede la frutta in guscio protagonista in campo, affiancando l’italrugby nelle fasi di gioco come alleato decisivo per conquistare la meta. la campagna e’ stata presentata oggi a roma presso la sala stampa dello stadio olimpico nel corso della conferenza stampa pre-partita del match italia-galles valido per il sei nazioni, alla presenza del ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA, del presidente della fir-federazione italiana rugby andrea DUODO, del presidente dell’ismea livio PROIETTI, del direttore generale ismea sergio MARCHI, affiancati dal capitano della squadra nazionale michele LAMARO e da uno dei protagonisti dello spot, l’azzurro manuel GIULIANI. proprio al villaggio del sei nazioni, in occasione delle tre partite giocate in casa dalla nazionale l’8 febbraio, il 23 febbraio e il 15 marzo, saranno anche distribuite diecimila confezioni di frutta in guscio dei produttori italiani nello stand masaf-ismea; saranno inoltre proiettati gli spot sui maxi-schermi dell’area hospitality e all’interno dello stadio e il banner della campagna sui led a bordocampo. la collaborazione con la fir proseguira’ anche oltre la durata del sei nazioni, mediante la pianificazione al livello nazionale dello spot e la partecipazione della campagna alla festa del rugby , con il coinvolgimento dei piccoli rugbisti”. “l’alimentazione e’ una componente fondamentale del benessere – ha dichiarato LOLLOBRIGIDA – e nel mondo dello sport, questo aspetto viene esaltato da atleti straordinari che dimostrano capacita’, volonta’ e perseveranza, qualita’ che trovano una forte espressione nel rugby. la frutta a guscio italiana e’ riconosciuta per la sua qualita’ ed e’ importante spiegare sempre di piu’ che scegliere prodotti italiani, in particolare la frutta a guscio, offre una garanzia superiore sotto ogni aspetto, non solo per il gusto, ma anche per il benessere”. DUODO ha dichiarato: “la maglia azzurra e’ il simbolo del made in italy nel mondo, e siamo orgogliosi che quella dell’italrugby ed i nostri atleti siano stati individuati anche quest’anno dal ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste e da ismea per promuovere un’eccellenza alimentare come la frutta in guscio italiana. lo sport e’ sinonimo di salute, cosi’ come lo e’ un’alimentazione sana, e la fir insieme alle istituzioni ed ai propri partner e’ impegnata nel contribuire in modo concreto alla promozione della cultura alimentare presso le nuove generazioni, delle atlete e degli atleti di domani. ringrazio a nome mio e di tutto il consiglio federale LOLLOBRIGIDA e PROIETTI che ci hanno voluti ancora una volta in prima linea per sostenere un grande prodotto e contribuire a farlo conoscere, attraverso un’importante campagna di comunicazione, dentro e fuori i nostri confini”. “associare il consumo della frutta in guscio a uno sport come il rugby, e allo sport in generale – ha dichiarato PROIETTI – significa valorizzare il legame naturale tra le eccellenze agroalimentari del nostro territorio e una sana alimentazione, che va appresa sin dall’infanzia e adottata nelle abitudini quotidiane. l’italia puo’ vantare una produzione di frutta in guscio di altissima qualita’, riconosciuta a livello internazionale, ed e’ fondamentale promuoverne la conoscenza tra i consumatori. questa campagna nasce proprio con questo obiettivo: testimoniare l’impegno delle istituzioni nel sostenere la filiera e diffondere una cultura alimentare piu’ consapevole”. “la campagna ‘frutta in guscio – dentro c’e’ l’italia’, avviata nel 2022, ha esordito con una prima fase dedicata al coinvolgimento dei produttori italiani di frutta in guscio in occasione delle piu’ prestigiose fiere di settore, tra cui macfrut e sigep, oltre all’importante vetrina internazionale ‘divinazione expo 24 – g7 agricoltura e pesca’ di ortigia. al centro della narrazione – prosegue il comunicato – il legame inscindibile tra prodotto e territorio di origine, valorizzato dall’identita’ visiva della campagna che racchiude nei gusci della frutta immagini iconiche di paesaggi italiani. questo messaggio e’ stato amplificato attraverso il coinvolgimento di top influencer, contribuendo a rafforzarne l’impatto. ora la campagna entra in una nuova fase, con un articolato piano di comunicazione cross-mediale rivolto al grande pubblico. il payoff ‘buona, sicura e ricca di benessere’ richiama, invece, alle proprieta’ organolettiche dei prodotti della filiera, al rigoroso sistema di controlli che l’italia garantisce e alle numerose proprieta’ che rendono la frutta in guscio un alleato per il nostro benessere”. videodichiarazione ad agra press di PROIETTI presidente ismea https://youtu.be/dgOH7HI-1KU

EMILIA-ROMAGNA: DA REGIONE II BANDO PER GIOVANI UNDER 41 CON 30 MLN A FONDO PERDUTO

1472 – bologna (agra press) – “in emilia-romagna l’agricoltura e’ sempre piu’ giovane. dopo i buoni risultati del primo bando della regione che ha finanziato 225 nuovi insediamenti, viale aldo moro apre un nuovo bando dedicato agli under 41. finanziato con 30 milioni di euro della programmazione dello sviluppo rurale 2023-27, cofinanziamento di fondi europei, statali e regionali, il nuovo bando approvato dalla giunta regionale prevede nuovi contributi a fondo perduto per l’insediamento dei giovani agricoltori e per gli investimenti produttivi al fine di garantire la competitivita’ delle imprese”. lo rende noto un comunicato stampa regionale. “il futuro dell’agricoltura passa dalle nuove generazioni che portano con se’ competenze formative e soluzioni innovative – afferma l’assessore all’agricoltura, alessio MAMMI -. con questo bando confermiamo il nostro impegno per favorire il ricambio generazionale in un comparto strategico per l’economia e l’identita’ della nostra regione. i risultati di adesione al primo bando dimostrano che l’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano una opportunita’ di investimento per chi vuole iniziare a fare impresa. sostenere il reddito dei giovani imprenditori che scelgono di far nascere nuove aziende agricole in emilia-romagna e’ fondamentale per mantenere un settore agricolo dinamico, competitivo, capace di valorizzare le produzioni locali e pronto ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e del mercato globale”. “con il precedente bando – prosegue il comunicato – erano state ammesse a finanziamento 225 domande di premio di primo insediamento con contributi per 12,2 milioni di euro, cui si erano aggiunte ulteriori 159 domande di contributo riguardanti gli investimenti aziendali per un totale di spesa pari ad oltre 27,5 milioni di euro. il bando si rivolge giovani imprenditori di eta’ inferiore a 41 anni e attivi in agricoltura da meno di 24 mesi al momento della presentazione della domanda. i partecipanti devono presentare piani per lo sviluppo aziendale della durata massima di tre anni, con l’obiettivo di migliorare i processi produttivi sul piano economico e della sostenibilita’ ambientale”.