Notizie in Pillole dal 28 novembre 2024 al 05 dicembre 2024 (fonte: Agra press)

LA COMMISSIONE EUROPEA HA ISTITUITO IL CONSIGLIO EUROPEO PER L’AGRICOLTURA E L’ALIMENTAZIONE

15045 – bruxelles (agra press) – la commissione europea ha istituto oggi il consiglio europeo per l’agricoltura e l’alimentazione (european board on agriculture and food – ebaf), accogliendo cosi’ una delle raccomandazioni della relazione finale del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura avviato nel gennaio scorso. presieduto dal commissario per l’alimentazione e l’agricoltura christophe HANSEN, l’ebaf ha lo scopo di “sostenere una nuova cultura del dialogo, della fiducia e della partecipazione multi-attoriale tra la commissione e i rappresentanti della filiera alimentare e della societa’ civile. un invito a presentare candidature per formare il consiglio e’ stato pubblicato oggi. il consiglio e’ composto da un massimo di 30 organizzazioni in rappresentanza delle tre categorie interessate: la comunita’ agricola, altri attori della filiera alimentare e la societa’ civile, anche in rappresentanza di settori quali quello delll’ambiente e del clima, del benessere degli animali e dei consumatori. la commissione valutera’ tutte le domande di adesione e intende completare la composizione del consiglio all’inizio del 2025. il nuovo organo consultivo fornira’ consulenza di alto livello alla commissione ue sul proseguo della relazione del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura dell’ue e contribuire alla messa a punto della visione per l’agricoltura e l’alimentazione, che sara’ presentata entro i primi 100 giorni di attivita’ dell’esecutivo. i membri del consiglio saranno incoraggiati a promuovere la comprensione e lo scambio di esperienze tra loro e a prestare particolare attenzione alla coerenza e alla sinergia delle politiche dell’unione e alla loro congruita’ con le iniziative del settore privato. il consiglio e’ istituito per cinque anni e si riunisce in linea di principio da due a sei volte l’anno. il commissario HANSEN puo’ convocare il gruppo per riunioni supplementari qualora sia necessaria una consulenza urgente.

BIETICOLTURA: CONFAGRICOLTURA ER, POTENZIARE E SOSTENERE L’UNICA FILIERA DELLO ZUCCHERO ITALIANO

15024 – bologna (agra press) – “‘potenziare l’unica filiera dello zucchero italiano che in emilia-romagna ha il cuore della produzione dove si coltiva piu’ della meta’ delle barbabietole. proteggere redditi, occupazione e un indotto strategico per il paese: l’alimento valorizza il ‘made in italy’ alimentare, in piu’ l’energia rinnovabile ottenuta dal sottoprodotto degli zuccherifici e’ una risorsa importante, che equivale al consumo annuo di 26.400 abitazioni’. e’ l’appello del presidente di confagricoltura emilia romagna, marcello BONVICINI, che chiede sostegno e aiuti concreti a tutti i livelli – europeo, nazionale e regionale – per la difesa di un comparto che fa capo al gruppo cooperativo coprob-italia zuccheri, con sede a bologna da oltre 60 anni, e riunisce circa 7000 aziende agricole in sei regioni, con due stabilimenti di lavorazione a minerbio (bo) e pontelongo (pd)”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura emilia romagna, che cosi’ prosegue: “oggi la produzione di zucchero 100% italiano – declinato nelle varianti del semolato classico, nostrano grezzo di barbabietola e nostrano grezzo di barbabietola biologica -, copre il 10% del consumo interno. il presidente regionale di confagricoltura sottolinea che ‘l’emilia-romagna e’ il principale bacino bieticolo-saccarifero con 17.000 ettari di superficie investita a barbabietola da zucchero, nel 2024, sui 30.000 ettari totali, ma quest’anno la resa media in campo e’ scesa del 25%, a causa delle ondate di calore intense e prolungate verificatesi tra meta’ luglio e meta’ agosto, seguite da intense piogge nei mesi di settembre e ottobre che hanno ostacolato le operazioni di raccolta’. per il 2025, la filiera provera’ a correre ai ripari cercando di anticipare le semine gia’ da meta’ gennaio, in maniera tale da far partire la raccolta intorno al 10 luglio: una vera rivoluzione dovuta al cambiamento climatico. l’auspicio di marcello BONVICINI e’ che il neo presidente della regione, michele de PASCALE, ‘possa valutare in tempi stretti come procedere per dare supporto ai bieticoltori colpiti da un’annata veramente negativa’. la barbabietola da zucchero e’ coltura strategica, fondamentale nell’ambito delle rotazioni agricole. essa nutre il terreno rendendolo fertile per altre coltivazioni e migliora la struttura del suolo. di rilievo e’ anche l’impronta di carbonio (carbon footprint) perche’ un ettaro di barbabietola da zucchero ha la stessa capacita’ di assorbimento della co2 di un ettaro di bosco. la filiera dello zucchero e’ un eccellente esempio di circolarita’: ogni anno circa 180.000 tonnellate di polpe surpressate – uno dei sottoprodotti della lavorazione della barbabietola nei due zuccherifici di minerbio e pontelongo – vanno in gran parte (l’80%) alla produzione di energia elettrica da biogas, principalmente negli impianti di coprob e della confederazione dei bieticoltori-cgbi, la restante all’alimentazione animale; il melasso invece e’ indispensabile per la produzione del lievito”.

IL 12/12 A ROMA ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA. INTERVENTI DI FITTO, TAJANI, LOLLOBRIGIDA, NARDELLA, DORFMANN, CANER

14932 – roma (agra press) – “il 12 dicembre 2024, alle ore 15:15, al palazzo della cancelleria, a roma, si terra’ l’assemblea invernale di confagricoltura, dal titolo ‘italia, europa, mondo – le sfide dell’agricoltura’”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che precisa: “aprira’ i lavori massimiliano GIANSANTI, presidente confagricoltura e copa. partecipano: raffaele FITTO, vicepresidente esecutivo commissione ue; antonio TAJANI, vicepresidente del consiglio e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; francesco LOLLOBRIGIDA , ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste; marina CALDERONE, ministro del lavoro e politiche sociali; herbert DORFMANN, coordinatore comagri parlamento europeo; dario NARDELLA, capogruppo commissione agricoltura per il pse, parlamento europeo (in attesa di conferma); federico CANER, coordinatore assessori reg. agricoltura conferenza stato-regioni; monica MAGGIONI, giornalista rai; emma MARCEGAGLIA, vicepresidente ispi; vittorio emanuele PARSI, professore universita’ cattolica del sacro cuore”.

CONSUMO SUOLO: EMILIA-ROMAGNA, CON LEGGE REGIONE SALVATI 21MILA ETTARI DESTINATI A URBANIZZAZIONE

14998 – bologna (agra press) – la legge urbanistica dell’emilia-romagna sta dando risultati concreti contro il consumo di suolo: ha infatti garantito un taglio definitivo di 21.100 ettari sui 26.666 previsti nei piani regolatori generali e nei piani strutturali comunali. di questi oltre la meta’, pari a 12.380 ettari, riguardano aree potenzialmente interessate da alluvioni di media e alta pericolosita’, mentre altri 1.132 ettari sono stati stralciati in zone soggette a rischio di dissesto idrogeologico. sono i dati diffusi con un comunicato dalla regione emilia-romagna dopo la diffusione del rapporto ispra sul consumo di suolo. “la nostra norma e’ unica nel panorama nazionale, come dimostrano i dati. ma occorre fare di piu’, e’ necessario anche un piano per il tutto il paese”, ha detto l’assessora regionale alla programmazione territoriale, barbara LORI.

CONFAGRICOLTURA, BENE MODIFICHE IRPEF CON NORME SU TASSAZIONE AGRICOLA

14916 – roma (agra press) – “confagricoltura accoglie positivamente l’approvazione definitiva, da parte del consiglio dei ministri, del decreto legislativo sulle modifiche all’irpef contenente le norme che riguardano la tassazione agricola”. lo rende noto un comunicato della confederazione che cosi’ prosegue: “relativamente al settore primario, fondamentale la riconduzione ai redditi agricoli dei proventi che possono ricavarsi dalla cessione di beni materiali e immateriali derivanti dalla lotta ai cambiamenti climatici e dalla tutela dell’ambiente, come i certificati di crediti di carbonio per la cattura della co2 attraverso l’utilizzo delle nuove tecniche dell’agricoltura rigenerativa. per confagricoltura e’ importante avere ricondotto al sistema della tassazione agricola le attivita’ collegate comunque allo svolgimento di cicli biologici di carattere animale o vegetale che possono concorrere al raggiungimento degli obiettivi della transizione green nell’ottica della sostenibilita’ ambientale. positivo anche il principio dell’adeguamento delle norme fiscali del tuir a quelle dell’art. 2135 c.c. per tutte le forme di esercizio delle attivita’ agricole, tramite lo svolgimento di un ciclo biologico, anche con sistemi evoluti di coltivazione di vegetali in ambienti chiusi (vertical farming), di colture idroponiche, aeroponiche, etc., entro determinati limiti. si tratta di un grande passo – conclude confagricoltura – che permette all’agricoltura di cogliere gli sviluppi delle moderne tecnologie in grado di risparmiare risorse naturali a vantaggio di una produzione sicura, al riparo anche dagli eventi climatici”.

LUPO: CONFAGRICOLTURA, BENE DECLASSAMENTO PROTEZIONE PASSO AVANTI PER EQUILIBRIO TERRITORI

14881 – roma (agra press) – “cambia lo status di protezione del lupo: da ‘strettamente protetto’ a ‘protetto’. lo ha deciso oggi il voto del comitato permanente della convenzione di berna”, informa un comunicato stampa di confagricoltura. “con la decisione, di fatto, il lupo viene declassato come specie. per confagricoltura – prosegue il comunicato – si tratta di un passo importante per frenare l’espansione incontrollata dei predatori, in particolare in montagna. gli attacchi dei lupi sono fortemente aumentati, anche a bassa quota, parallelamente alla crescita della popolazione del grande carnivoro, soprattutto in italia. confagricoltura aveva portato la questione all’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee, facendosi portavoce delle forti preoccupazioni degli imprenditori agricoli, evidenziando come l’eccessiva presenza dei lupi abbia causato gravi attacchi sempre piu’ frequenti alle greggi e agli allevamenti, procurando ingenti danni economici alle aziende agricole, ma anche pericolo per le comunita’. era insomma necessaria e urgente una presa di posizione efficace a tutela delle attivita’ del settore primario e degli alpeggi, che sono a tutti gli effetti un’attivita’ economica e di presidio del territorio. a livello procedurale, dopo il 7 marzo 2025, quando la delibera entrera’ in vigore, l’ue potra’ adattare i corrispondenti allegati della direttiva habitat. la commissione proporra’ una modifica legislativa mirata a tal fine, che dovra’ essere adottata dal parlamento europeo e dal consiglio. ogni paese avra’ quindi la facolta’ di gestire con maggiore flessibilita’ le popolazioni locali di lupo, che rimane specie protetta e pertanto conservata ma, appunto, nell’ambito di un equilibrio generale piu’ ampio per tutte le attivita’”.

PRESENTATO A ROMA RAPPORTO ISMEA-QUALIVITA SU DOP ECONOMY. INTERVENTO DI LOLLOBRIGIDA

14780 – roma (agra press) – e’ stato presentato a roma il 2 dicembre 2024, con l’intervento del ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste francesco LOLLOBRIGIDA e le relazioni dei rappresentati delle istituzioni di settore il rapporto ismea-qualivita 2024 (shorturl.at/lWpoV), l’analisi della dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo dop igp. un comunicato della fondazione qualivita informa che: “la dop economy italiana, malgrado le varie criticita’ del sistema produttivo agricolo e dei mercati, si mostra in buona salute. i dati del XXII rapporto ismea-qualivita descrivono un settore da 20,2 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2023 (+0,2% su base annua), per una crescita del +52% in dieci anni e un contributo del 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano. cresce del +3,5% il comparto del cibo che supera per la prima volta i 9 miliardi di euro, mentre il vino imbottigliato frena sia come quantita’ (-0,7%) che come valore (-2,3%) e si attesta su 11 miliardi di euro. bene l’export, con i prodotti dop igp leva del made in italy nel mondo, che conferma un valore di 11,6 miliardi di euro con trend positivo nei paesi ue. il sistema della dop economy italiana si fonda su 317 consorzi di tutela autorizzati dal ministero dell’agricoltura che coordinano il lavoro di oltre 194.000 imprese delle filiere cibo e vino capaci di generare lavoro per quasi 850.000 occupati. le esportazioni del comparto dop igp confermano un valore di 11,6 miliardi di euro (-0,1% sul 2022) e un trend del +75% in dieci anni. la crescita nei paesi ue (+5,3%) compensa il calo nei paesi extra-ue (-4,6%), dato particolarmente significativo alla luce dell’attuale dibattito sui dazi, con i paesi terzi che assorbono oltre la meta’ (52%) dell’export della dop economy italiana e gli stati uniti, prima destinazione in assoluto, che da soli valgono oltre un quinto (21%) delle esportazioni italiane dop igp. il settore cibo realizza 4,67 miliardi di euro per un +0,7% in un anno e un +90% sul 2013, con crescite in valore per formaggi, pasta e olio di oliva. per il vino cala la quantita’ esportata (-2,9%) per un valore pari a 6,89 miliardi di euro (-0,6%), in tenuta dopo il balzo del +10% del 2022 e con un trend del +66% sul 2013. alla base delle filiere dop igp vi sono 194.387 operatori, di cui 186.547 produttori e 31.197 trasformatori, che aderiscono ai disciplinari di produzione e si sottopongono ai controlli per la certificazione. nel vino si contano 107.175 operatori e nel comparto cibo 87.212. il rapporto ismea-qualivita 2024 approfondisce anche l’impatto della dop economy sull’occupazione, elaborando i dati inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione delle filiere dop igp. nel complesso si stimano 847.405 occupati nella dop economy italiana, 510.260 nella fase agricola e 337.145 nella fase di trasformazione. il settore vitivinicolo dop igp conta 332.506 occupati, mentre il comparto cibo 585.543. dopo due anni consecutivi con dati in aumento in diciotto regioni su venti, il rapporto ismea-qualivita 2024 descrive un quadro piu’ variegato: su 107 province italiane 61 hanno valore della dop economy piu’ alto, il 17% con crescite a doppia cifra. prosegue il trend positivo nell’area sud e isole (+4,0%), sempre in crescita negli ultimi cinque anni, con buoni risultati soprattutto per sardegna (+19%) e abruzzo (+11%). cresce anche il nord-ovest, trainato dalla lombardia che supera per la prima volta i 2,5 miliardi di euro e cresce per il terzo anno consecutivo. il nord-est ha risultati stabili nel complesso (-0,6%) e vale il 54% della dop economy, con l’emilia-romagna che frena leggermente (-2,4%) e il veneto che con 4,85 miliardi di euro si conferma regione leader. nel centro i risultati peggiori (-3,9%) con la toscana (-5,5%) che rappresenta la gran parte del valore economico e il lazio unica regione in crescita (+8,8%). la dop economy del cibo cresce per il terzo anno di fila e nel 2023 raggiunge 9,17 miliardi di euro di valore alla produzione (+3,5% la crescita annua, +44% il trend dal 2013) per un fatturato al consumo finale che sfiora i 18 miliardi di euro (+3,6%). bene soprattutto i formaggi (+5,3%), per la prima volta sopra i 5,5 miliardi di euro e con la produzione piu’ alta degli ultimi cinque anni, ma buone crescite in valore anche per oli di oliva (+33%), prodotti della panetteria e pasticceria (+9%) e carni fresche (+10%). l’export raggiunge 4,67 miliardi di euro (+0,7% su base annua e +90% sul 2013), grazie soprattutto alla crescita nei mercati ue (+6,4%). numeri frutto dell’impegno di 87.212 operatori, 585mila occupati, 182 consorzi di tutela autorizzati dal masaf e 42 organismi di controllo. frena nel 2023 il vino dop igp, sia come produzione imbottigliata pari a 25,9 milioni di ettolitri (-0,7%) che come valore dell’imbottigliato che si attesta su 11 miliardi di euro (-2,3%), con andamento opposto fra dop e igp. per i vini dop il calo della domanda ha indotto gli operatori a imbottigliare di meno (-4%), per un valore pari a 9,08 miliardi di euro (-3,7%). per i vini igp cresce la quantita’ imbottigliata (+6%) per un valore di 1,95 miliardi di euro nel 2023 (+4,8%). l’export raggiunge 6,89 miliardi di euro (-0,6% su base annua e +66% sul 2013), una sostanziale tenuta dopo il balzo del +10% registrato nel 2022. numeri di una filiera composta da 107.175 operatori, 333mila occupati, 135 consorzi di tutela autorizzati dal masaf e 12 organismi di controllo. la spesa per i prodotti nella gdo e’ pari a 5,9 miliardi di euro nel 2023, per una crescita del +7,2% in un anno, dinamica in linea con l’intero comparto alimentare, la cui spesa nel 2023 e’ cresciuta del +8,6% (frutto di un innalzamento dei prezzi, con un carrello leggermente alleggerito nei volumi). il cibo segna un +9,5%, con formaggi e oli di oliva che crescono anche in volume, oltre che in valore; la spesa per il vino registra un +2,7%. nei primi 9 mesi del 2024, i dati sulla spesa alimentare degli italiani confermano i livelli del 2023 (con un +0,8% su base annua). si conferma il ruolo crescente dei discount per i prodotti dop igp che nel corso del 2024 superano la quota di mercato del 18%; anche il ricorso alle vendite in promozione da parte della gdo risulta piu’ elevato rispetto ai prodotti generici. francesco LOLLOBRIGIDA, ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste ha dichiarato: ‘il XXII rapporto ismea-qualivita ci descrive una dop economy che continua a essere un pilastro fondamentale per il nostro sistema agroalimentare. un valore complessivo alla produzione di oltre 20 miliardi di euro e una crescita del comparto del cibo del 3,5% nel 2023, testimoniano la forza delle nostre filiere e la qualita’ che il made in italy rappresenta nel mondo. nonostante le attuali sfide geopolitiche, i nostri prodotti dop e igp guidano l’export, confermando il ruolo strategico dei 317 consorzi di tutela, che coordinano il lavoro di quasi un milione di operatori. guardiamo al futuro con ottimismo, certi del valore che il nostro agroalimentare sa generare, rafforzando il territorio e l’identita’ italiana’. ‘i dati di questo rapporto confermano che le indicazioni geografiche italiane rappresentano un sistema resiliente, capace di affrontare con successo le molteplici sfide che il 2024 ha posto, sia in ambito climatico che commerciale. questo risultato e’ sostenuto da una base occupazionale solida e dal continuo potenziamento dei 317 consorzi di tutela riconosciuti dal masaf. in particolare, i dati relativi al sud italia in crescita da un quinquennio, evidenziano un rafforzamento del modello della dop economy in quei territori, a testimonianza della capacita’ del settore di radicarsi e prosperare anche in contesti complessi. guardando al futuro e’ fondamentale che il settore dop igp, con le istituzioni italiane ed europee, rivolga la massima attenzione alle rapide trasformazioni tecnologiche nel campo alimentare e alle dinamiche evolutive dei mercati internazionali, per assicurare al sistema un livello sempre piu’ alto di competitivita’ e sostenibilita”, ha detto mauro ROSATI, direttore fondazione qualivita e origin italia. per sergio MARCHI, direttore generale ismea: ‘ismea e’ da oltre vent’anni punto di riferimento per l’analisi strutturale ed economica del sistema delle indicazioni geografiche, fornendo un contributo significativo alla definizione delle politiche di settore. accanto a realta’ di eccellenza come la fondazione qualivita e origin italia, l’istituto supporta il ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste in diversi ambiti: dal monitoraggio continuativo dei dati produttivi e di mercato alla valutazione dei piani di regolazione dell’offerta per rafforzare la competitivita’ e la governance delle filiere, sino all’assistenza tecnica nella definizione della strategia nazionale di valorizzazione e promozione della qualita’ agroalimentare. un impegno che vede uniti tutti: imprese, consorzi di tutela e istituzioni per la crescita competitiva del sistema della dop e igp italiane e per un suo sviluppo in chiave sempre piu’ sostenibile e innovativa’.”.

EMILIA ROMAGNA: FEDERICO MAGNANI ELETTO PRESIDENTE DI ANGA-CONFAGRICOLTURA FORLI’-CESENA E RIMINI

14773 – Forli’ (agra press) – “i giovani di confagricoltura forli’-cesena e rimini – anga hanno un nuovo presidente: si tratta di federico MAGNANI che succede a michele GHETTI. classe 1990 e laureato alla facolta’ di agraria dell’universita’ di bologna con gli studi specialistici rivolti sulla medicina delle piante, MAGNANI ricopre attualmente diversi ruoli, in particolar modo seguendo la gestione della coltivazione, all’interno della fungar, azienda di coriano specializzata nella produzione di funghi prataioli e pleurotus”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura di forli’ cesena e rimini.

MERCOSUR: COPA-COGECA SI OPPONGONO AD ACCORDO CHE SAREBBE DURO COLPO PER AGRICOLTURA EUROPEA

14759 – bruxelles (agra press) – in una riunione che si e’ svolta a bruxelles copa e cogeca hanno ribadito in modo netto l’opposizione all’accordo ue-mercosur; alla riunione e’ intervenuto anche il commissario europeo per l’agricoltura e l’alimentazione, christophe HANSEN (che entrera’ in carica il 1 dicembre, ndr). il prossimo 9 dicembre i presidenti di copa e cogeca, insieme ai membri di presidenza, saranno a bruxelles per incontrare la presidenza del consiglio agricolo ed i ministri dell’agricoltura per avere la certezza che l’opposizione del settore agricolo all’accordo sia ascoltata in modo chiaro. ne da’ notizia un comunicato di copa-cogeca. la firma di un accordo commerciale con i paesi del mercosur, proprio all’inizio del mandato della nuova commissione, rappresenterebbe un duro colpo per l’agricoltura europea; in particolare, sostengono copa e cogeca, questa scelta sarebbe in contrasto proprio con l’approccio basato sul dialogo con il mondo agricolo, sostenuto dalla presidente ursula VON DER LEYEN. la parte agricola dell’accordo e’ economicamente sbilanciata ed e’ ingiusta a causa delle differenze degli standard di produzione. si tratterebbe nei fatti di una minaccia diretta per il modello agricolo europeo, anche a causa degli effetti cumulativi con altri accordi commerciali. come gia’ sottolineato nella lettera aperta inviata alla presidente VON DER LEYEN e ai capi di stato, copa e cogeca non appoggeranno mai un accordo commerciale sbilanciato a sfavore dell’europa e dannoso per l’ambiente. copa e cogeca fanno anche riferimento ai problemi che i produttori stanno gia’ affrontando sia per far progredire ulteriormente le relazioni commerciali con l’ucraina sia per contrapporsi alle attuali tensioni con la cina. copa e cogeca informano inoltre che hanno discusso con HANSEN del documento “visione per il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione”, che il commissario ha promesso entro i primi 100 giorni del suo mandato, assicurando che presenteranno nelle prossime settimane le loro proposte in merito.

STAGIONALI: CONFAGRICOLTURA, SERVE PIU’ TEMPO PER CARICARE LE PRATICHE

14755 – roma (agra press) – “e’ forte la preoccupazione di non riuscire a precaricare tutte le istanze relative alla richiesta di lavoratori extracomunitari stagionali per il settore agricolo entro il termine stabilito del 30 novembre”. lo segnala in un comunicato confagricoltura, che gia’ all’inizio del periodo stabilito per l’inserimento della documentazione necessaria (la finestra e’ aperta dal 1° novembre), aveva messo in evidenza le difficolta’ derivanti dalla nuova procedura, anche a causa dell’interconnessione con le altre banche dati, quali ad esempio unioncamere, agenzia delle entrate, catasto. “difficolta’ – prosegue il comunicato – aumentate dalla discontinuita’ di funzionamento del portale, soprattutto in questi ultimi giorni. la confederazione che ha compreso e condiviso le ragioni che hanno portato le amministrazioni competenti a rivedere la procedura informatica per rendere piu’ trasparente l’iter della richiesta ed evitare utilizzi anomali del sistema, chiede di avere a disposizione un periodo piu’ ampio per il caricamento delle istanze, attraverso una proroga di almeno 15 giorni o un significativo ampliamento della finestra temporale gia’ preannunciata per gennaio 2025”.

PAC: MAMMI (EMILIA ROMAGNA), ANTICIPI PER MIGLIAIA DI AZIENDE AGRICOLE PER IL SOSTEGNO AL REDDITO

14748 – bologna (agra press) – “un pacchetto di quasi 180 milioni di euro per l’agricoltura dell’emilia-romagna. a tanto ammontano gli anticipi dei contributi comunitari per la campagna 2024 pagati alle imprese agricole da agrea, l’agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. di questi, 44,8 milioni sono gli anticipi erogati sugli impegni a superficie e le indennita’ compensative del programma di sviluppo rurale, rappresentano il 72% degli importi richiesti pagabili e sono andati a 19.332 aziende, l’88% delle domande presentate. un’ulteriore tranche di pagamenti, per 134,3 milioni, e’ stata destinata a interventi di sostegno al reddito nel quadro del primo pilastro della politica agricola comunitaria (pac)”. lo rende noto un comunicato stampa della regione. “si tratta di anticipi che vanno a migliaia di aziende agricole impegnate nella valorizzazione del territorio e nelle produzioni di qualita’, per sostenere il loro reddito in anni complessi dal punto di vista produttivo – commenta l’assessore regionale all’agricoltura alessio MAMMI -. con il completamento della fase di anticipi 2024, agrea passera’ ora alla fase istruttoria di erogazione dei saldi, che prendera’ il via da dicembre”. “le principali misure finanziate dagli anticipi dello sviluppo rurale 2024 per 44,8 milioni di euro – prosegue il comunicato – vanno dai 17 milioni per le indennita’ compensative con un tasso di beneficiari pari al 92%, al settore bio e di produzione integrata con 23,9 milioni, di cui 17,5 milioni per le pratiche biologiche e 6,4 milioni per la produzione integrata. per quanto riguarda le misure di sostegno al reddito sono stati erogati oltre 134,3 milioni di euro. il sostegno di base pesa per 99 milioni destinati a 35.419 beneficiari, gli altri interventi di aiuto riguardano i giovani agricoltori (1,8 milioni), la sostenibilita’ ambientale per colture arboree e oliveti di pregio (5,7 milioni), il sostegno accoppiato e redistribuzione reddito (27,6 milioni di euro)”.

ISMEA, CRESCONO NEL BIO LE COPERTURE ASSICURATIVE +3% NEL 2023

14730 – roma (agra press) – “il mercato delle polizze agricole agevolate nel circuito delle aziende biologiche ha oltrepassato, nel 2023, 648 milioni di euro in termini di valori assicurati, con un incremento di oltre il 3% su base annua. un risultato che ricalca un trend ormai in atto da diversi anni, se si esclude l’unica battuta d’arresto del 2021. e’ quanto rivela il ‘rapporto ismea sulla gestione del rischio nell’agricoltura biologica 2024′ (shorturl.at/Xjj8t), giunto quest’anno alla sua quinta edizione”. lo rende noto un comunicato di ismea, che cosi’ prosegue: “un andamento pro-ciclico, quello delle polizze contro i rischi meteo-climatici, maturato in un contesto di ulteriore crescita del peso economico dell’agricoltura biologica nel panorama produttivo agricolo nazionale. l’anno scorso, oltre ai valori, sono cresciute, con quasi 105 mila ettari, anche le superfici assicurate (+1,8% sul 2022), mentre il numero di aziende con almeno una polizza e’ sceso sotto le 5.200 unita’ (-4% circa). un fenomeno, quest’ultimo, che va letto tuttavia in ‘combinato disposto’ con due importanti evidenze date dalla crescita della dimensione media aziendale, che nel bio ha superato i 20 ettari, e dall’aumento del valore medio assicurato per azienda (oltre 125 mila euro). altro aspetto da evidenziare e’ la riduzione, seppure contenuta, dell’intero ammontare dei premi assicurativi – sui quali l’agricoltore riceve un contributo pubblico fino al 70% – sceso complessivamente a 63,4 milioni di euro (-0,6% sul 2022). un andamento in netta controtendenza con le dinamiche osservate negli anni precedenti, che riflette, per la prima volta, la diminuzione del costo assicurativo, con la tariffa media tornata sotto la soglia del 10%. le aziende assicurate rappresentano il 7,4% dell’intera platea delle imprese bio, mentre le superfici totalizzano un piu’ modesto 4,3% di sau biologica (superficie agricola utilizzata) che, come noto, e’ tuttavia costituita anche da ampie estensioni di prati e pascoli tipicamente non assicurate. sono percentuali, comunque, raddoppiate, in entrambi i casi, rispetto a quelle di sette anni fa, a conferma dei progressi gia’ compiuti e dei possibili sviluppi entro la fine del decennio. il rapporto conferma un rilevante squilibrio nella distribuzione territoriale delle polizze agevolate, con il nord che concentra oltre il 68% dei valori assicurati, contro il 17% circa delle regioni centrali e il 15% del mezzogiorno. uno squilibrio che caratterizza anche il mercato assicurativo agricolo ‘convenzionale’, ma che nel bio assume un carattere meno evidente. l’elemento della concentrazione emerge anche a livello di comparti produttivi, con i primi quattro (uva da vino, frutta, cereali e ortaggi) che rappresentano poco meno del 90% del totale dei valori assicurati. quanto alle garanzie, nel biologico prevalgono le polizze contro le avversita’ di frequenza (grandine, vento forte, eccesso di pioggia, eccesso di neve), eventualmente associate ad avversita’ accessorie, mentre i rischi catastrofali (alluvione, siccita’, gelo e brina) rientrano tra le coperture assicurative in meno del 50% dei contratti. l’attenzione agli eventi catastrofali (e le relative coperture) e’ comunque maggiore nel bio rispetto all’intero mercato delle polizze agricole agevolate. maggiore anche il ricorso alle garanzie sperimentali, rappresentate nel 2023 quasi esclusivamente dalle polizze index based, schemi assicurativi che quantificano le perdite di raccolto, rispetto agli eventi atmosferici, sulla base di indici predeterminati”.

INPS, PUBBLICATI I DATI 2023 DELL’OSSERVATORIO SUGLI STRANIERI REGOLARI NON COMUNITARI E COMUNITARI

14652 – roma (agra press) – “e’ stato pubblicato oggi l’osservatorio sugli stranieri. i dati completi relativi al periodo 2014-2023 sono disponibili nella sezione “osservatori statistici” del sito www.inps.it, al link servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/1059″. lo rende noto un comunicato dell’inps, che cosi’ prosegue: “nell’anno 2023 sono 4.384.044 i cittadini stranieri, comunitari e non comunitari, presenti nelle banche dati dell’inps, di cui 3.820.718 (87,2%) sono lavoratori attivi, 319.456 (7,3%) pensionati e 243.870 (5,6%) percettori di prestazioni a sostegno del reddito (disoccupazione o mobilita’). il 73,9%, pari a 3,2 milioni di persone, proviene da paesi non comunitari, il 6,5%, circa 283 mila, da paesi comunitari dell’ue15 e il 19,6%, circa 859 mila persone, dai restanti paesi dell’ue. dall’analisi per paese nel 2023 troviamo che i principali paesi di provenienza degli stranieri sono: la romania, con 706 mila persone (16,1% del complesso degli stranieri rilevati dagli archivi dell’istituto), l’albania con quasi 428 mila persone (9,8%), marocco (342 mila, 7,8%), cina (223 mila, 5,1%) e ucraina (217 mila, 5,0%). tra i cittadini stranieri prevale il genere maschile (56,7%) ma con forti differenze tra i paesi con valori massimi per pakistan (94,6%), bangladesh (93,7%), egitto (92,0%), senegal (82,8%), india (78,0%) e marocco (71,3%) e valori minimi per ucraina (20,8%), moldova (33,3%), peru’ (40,7%) e filippine (42,5%). per quanto riguarda l’eta’ i non comunitari sono generalmente piu’ giovani: quasi la meta’ ha meno di 39 anni (45,6% contro il 31,3% dei comunitari); il 43,3% ha tra i 40 e i 59 anni (contro il 52,5% dei comunitari) e l’11,1% ha piu’ di 60 anni (contro il 16,2% dei comunitari). il 61,8% degli stranieri censiti negli archivi dell’istituto nel 2023 risiede o lavora in italia settentrionale, il 23,3% in italia centrale e il 14,9% nel mezzogiorno (italia meridionale e isole). rispetto alla popolazione residente, al nord l’incidenza degli stranieri e’ di 9,9 su 100 residenti, al centro 8,7 e al sud e isole 3,3. a livello nazionale l’incidenza si attesta a 7,4 stranieri per 100 residenti. nel 2023 gli stranieri che lavorano, pari a 3,8 milioni, sono in maggioranza lavoratori dipendenti del settore privato: 3,3 milioni (57,5% maschi) con retribuzione media annua di circa 16.000 euro. piu’ in dettaglio: 2,6 milioni lavorano in settori diversi dall’agricoltura (64,5% maschi) e hanno una retribuzione media annua di circa 18.000 euro; circa 293 mila lavorano nel settore agricolo (74,0% maschi) con retribuzione media di circa 9.500 euro; circa 492 mila sono lavoratori domestici (11,0% maschi) con una retribuzione media di circa 9.300 euro”.

AGRITURISMO: MARCHI (ISMEA) +23% IN 10 ANNI, RISORSA CHIAVE PER TURISMO E AGRICOLTURA ITALIANA

14631 – firenze (agra press) – “gli agriturismi italiani rappresentano una risorsa strategica per il settore agricolo e turistico, offrendo multifunzionalita’, sostenibilita’ e una risposta concreta ai problemi dello spopolamento delle aree interne”. e’ quanto emerso dall’intervento di sergio MARCHI, direttore generale dell’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ismea) durante il convegno ‘agriturist racconta l’agriturismo italiano: passato, presente e futuro’, organizzato da agriturist ieri alla fattoria di maiano, a fiesole (fi). lo rende noto un comunicato stampa di confagricoltura toscana. “nel 2022 – ha detto MARCHI – le aziende agrituristiche autorizzate in italia erano 25.849, un aumento del 23,7% rispetto al 2013. queste strutture rappresentano il 2,3% del totale delle aziende agricole italiane e generano un valore complessivo di quasi 1,9 miliardi di euro, pari al 2,6% del prodotto agricolo nazionale. i numeri confermano come gli agriturismi siano una risorsa fondamentale per il sistema agricolo e turistico del nostro paese”. secondo i dati ismea, tutte le tipologie di servizi agrituristici sono cresciute nell’ultimo decennio: l’alloggio e la ristorazione segnano entrambi un aumento del +23%, mentre le degustazioni hanno registrato un impressionante +75%. “questa diversificazione dei servizi non solo contribuisce a incrementare i ricavi – ha spiegato il dg di ismea – ma amplia anche le opportunita’ per offrire esperienze uniche e autentiche ai turisti”. la capacita’ ricettiva del comparto e’ in costante espansione: “gli agriturismi italiani oggi offrono 535.000 posti a sedere (+32% rispetto al 2013), 297.000 posti letto (+32%) e 14.500 piazzole di sosta (+77%). questa crescita non e’ solo numerica – ha detto MARCHI – ma testimonia l’importanza del settore nel fornire un’alternativa valida sia per contrastare l’overtourism nelle citta’ d’arte sia per rivitalizzare le aree rurali”. la presenza degli agriturismi e’ diffusa in modo capillare su tutto il territorio nazionale: “il 63% dei comuni italiani ospita almeno un agriturismo, percentuale che sale all’85% nelle regioni del centro italia, come la toscana, e al 98% in alcune province – ha sottolineato MARCHI -. il 31% delle strutture si trova in aree montane e il 53% in aree collinari, dimostrando come gli agriturismi siano veri e propri presidi del territorio, capaci di mantenere vivo il tessuto socioeconomico e culturale anche nei luoghi piu’ marginalizzati”. anche la domanda agrituristica e’ in aumento, con numeri che superano ampiamente quelli pre pandemia: “nel 2023 gli arrivi totali sono cresciuti dell’11% rispetto al 2022, con un incremento del 18% per i turisti stranieri e del 5% per quelli italiani. per la prima volta – ha spiegato il dg di ismea – gli ospiti stranieri hanno superato gli italiani, raggiungendo quota 2,3 milioni. i pernottamenti complessivi, invece, sono aumentati del 7%, con un dato particolarmente significativo per gli stranieri (+11% rispetto al 2022)”. “gli agriturismi italiani – ha concluso MARCHI – sono un modello di eccellenza. non solo rappresentano un’importante fonte di reddito per le aziende agricole, ma contribuiscono a preservare il paesaggio, a mantenere vive le tradizioni locali e a offrire esperienze uniche ai turisti. inoltre, grazie alla crescente adozione di pratiche sostenibili, come l’uso di energie rinnovabili e il riciclo dei materiali, sono un esempio virtuoso di come il turismo possa integrarsi con la tutela dell’ambiente e lo sviluppo del territorio”.

STATO-REGIONI: INTESA PER PUNTI AGRICOLI SU DOP E IGP, PSA, API, FILIERA OLIVICOLA, VIGNETI

14446 – roma (agra press) – nella riunione di giovedi’ 28 novembre la conferenza stato-regioni ha raggiunto l’intesa sui vari punti di interesse per l’agroalimentare presenti nell’ordine del giorno. In particolare, e’ stata raggiunta l’intesa sui seguenti punti: intesa, ai sensi dell’articolo 1, comma 129, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante “bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, sullo schema di decreto del masaf, concernente “modifica del decreto ministeriale 26 luglio 2024, n. 339084, recante ‘determinazione dei criteri e delle modalita’ per la concessione di CONTRIBUTI CONCERNENTI LA VALORIZZAZIONE E LA SALVAGUARDIA DELLE CARATTERISTICHE DI QUALITA’ DEI PRODOTTI AGRICOLI ED ALIMENTARI contraddistinti da denominazioni di origine protette (dop) e indicazioni geografiche protette (igp) ai sensi del regolamento (ue) 2024/1143′ – incremento dotazione finanziaria”; intesa sullo schema di decreto del masaf, recante “misure urgenti per contrastare la diffusione della PESTE SUINA AFRICANA. attuazione della previsione dell’art. 6 del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2024, n. 101. individuazione dei criteri di distribuzione delle risorse per incentivare interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza”; intesa, ai sensi dell’articolo 1, comma 129, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante “bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021- 2023”, sullo schema di decreto del masaf, concernente interventi a sostegno della FILIERA APISTICA a valere sul “fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura”; intesa, ai sensi dell’articolo 1, comma 129, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante “bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021- 2023”, sullo schema di decreto del masaf, di modifica del decreto ministeriale del 21 giugno 2024, concernente “modifica al decreto del 23 novembre 2021, recante: ‘interventi per la FILIERA OLIVICOLA ai sensi dell’articolo 1, comma 128, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, che istituisce il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura’. PROROGA DEL TERMINE DI COMPLETAMENTO DELLE ATTIVITA’ oggetto di contributo e di presentazione ad agea della richiesta di erogazione del contributo stesso”; intesa sullo schema di decreto del masaf, recante “disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 58, paragrafo 1, lettera a) del regolamento (ue) 2021/2115 del parlamento europeo e del consiglio, e successive modificazioni, per quanto riguarda l’applicazione dell’intervento della RICONVERSIONE E RISTRUTTURAZIONE DEI VIGNETI”; intesa sullo schema di decreto del masaf, recante “disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 58, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (ue) 2021/2115 del parlamento europeo e del consiglio, e successive modificazioni, per quanto riguarda l’applicazione dell’intervento settoriale vitivinicolo investimenti”; intesa sullo schema di decreto del masaf, recante “sistema di AUTORIZZAZIONI PER GLI IMPIANTI VITICOLI – PROROGA DEI TERMINI di scadenza nelle aree colpite da turbative del mercato vitivinicolo”; su quest’ultimo punto sono state accolte le indicazioni della conferenza delle regioni contenute in questo documento https://tinyurl.com/88tt4mca  sono state rese inoltre due informative: la prima sullo schema di decreto del masaf, concernente “modifica del decreto ministeriale del 19 luglio 2024, n. 326370, recante ‘piano strategico della pac 2023-2027 – istituzione del coordinamento nazionale akis'”; la seconda sullo schema di decreto del masaf, recante la SEMPLIFICAZIONE DEL CIRCUITO FINANZIARIO concernente sia la sottomisura “AMMODERNAMENTO DEI FRANTOI OLEARI” che la sottomisura “AMMODERNAMENTO DEI MACCHINARI AGRICOLI” – pnrr – missione 2, componente 1, investimento 2.3 – innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. infine, sono stati designati quattro rappresentanti delle regioni e delle province autonome di trento e di bolzano in seno al COMITATO NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE – sezione consultiva delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare.

ACCORDI COMMERCIALI: COMMISSIONE UE, CON CETA ED EPA BILANCIO POSITIVO PER AGROALIMENTARE EUROPEO

14661 – bruxelles (agra press) – la commissione europea ha pubblicato oggi un nuovo studio che esamina l’evoluzione del commercio agroalimentare dell’ue dopo l’attuazione dell’accordo economico e commerciale globale ue-canada (ceta) e dell’accordo di partenariato economico ue-giappone (epa), rende noto un comunicato. per quanto riguarda il ceta – spiega la commissione -, le esportazioni europee e canadesi sono cresciute a tassi simili dopo l’inizio dell’attuazione provvisoria dell’accordo, determinando un saldo commerciale positivo per il settore agroalimentare dell’ue di 2,1 miliardi di euro nel 2023. le esportazioni dell’ue con accesso preferenziale al mercato canadese hanno registrato un aumento stimato del 14% delle quote di mercato (corrispondente a 400 milioni di euro in piu’ per le esportazioni dell’ue). per quanto riguarda l’epa con il giappone, le esportazioni dell’ue con accesso preferenziale sono aumentate di circa 267 milioni di euro dall’entrata in vigore dell’accordo, raggiungendo una crescita del 4% della quota di mercato delle esportazioni agroalimentari dell’ue nel mercato giapponese. nel 2023, il settore agroalimentare dell’ue ha registrato un saldo commerciale agroalimentare positivo con il giappone pari a 9,1 miliardi di euro.

API: D’ERAMO (MASAF), DA STATO-REGIONI OK A DECRETO 10 MLN A SOSTEGNO FILIERA

14686 – roma (agra press) – “raggiunta l’intesa in conferenza stato-regioni sul decreto del masaf che riguarda gli interventi a sostegno della filiera apistica e con il quale saranno stanziate risorse pari a 10 milioni di euro”. lo afferma in un comunicato il sottosegretario all’agricoltura, sovranita’ alimentare e foreste, luigi D’ERAMO. “un impegno mantenuto con i nostri apicoltori e un’importante risposta alla filiera, alle prese ormai da tempo con una crisi economica a cui hanno contribuito piu’ elementi, dagli effetti delle conseguenze dei cambiamenti climatici – dalla siccita’ alle alluvioni alle grandinate – fino alla concorrenza sleale di prodotti importati e venduti a bassissimo prezzo, di dubbia composizione e scarsa qualita’”, afferma D’ERAMO. “con questo decreto, frutto di un lavoro che abbiamo condiviso con il settore, e per il quale ringrazio il ministro LOLLOBRIGIDA – continua il sottosegretario – diamo una risposta concreta a una filiera in difficolta’ e che consideriamo strategica, per tutta l’agricoltura, la tutela della biodiversita’ e dell’ambiente”. “il decreto – prosegue il comunicato – definisce finalita’, criteri e modalita’ di utilizzo delle risorse, pari a 10 milioni di euro, a valere sul ‘fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura’, destinate a concedere un aiuto una tantum, finalizzato al ristoro delle aziende aventi alla data del 31 dicembre 2023 un numero di alveari non inferiori a 105, come risultanti dalla banca dati nazionale zootecnica”.