Notizie in Pillole dal 09 maggio 2024 al 15 maggio 2024 (fonte: Agra press)

SOSTENIBILITA’:BARRILE(CONFAGRICOLTURA),AGRICOLTURA FONDAMENTALE ATTRAVERSO ECONOMIA CIRCOLARE E DIGITALE

6065 – roma (agra press) – “‘un’agricoltura forte e sostenibile contribuisce alla solidita’ del paese, garantendo sicurezza alimentare e tutela ambientale’, ha detto il direttore generale di confagricoltura, annamaria BARRILE, durante il suo intervento all’european innovation for sustainability summit, (eiis), oggi a palazzo taverna, a roma”. lo rende noto un comunicato di confagricoltura, che cosi’ prosegue: “BARRILE ha ribadito come le imprese agricole condividano con l’industria la principale delle sfide di oggi, attraverso un modello produttivo sempre piu’ orientato verso filiere intelligenti che tengano insieme produttivita’, efficienza e attenzione all’ambiente per competere sui mercati. ‘per queste ragioni – ha ricordato BARRILE – confagricoltura e unione italiana food hanno dato vita al progetto mediterranea, che unisce il mondo del settore primario e quello della trasformazione industriale, legando le filiere agroalimentari della dieta mediterranea, patrimonio unesco, in una compagine da 106 mld di euro’. ‘abbiamo siglato questa alleanza per rafforzare le filiere verticali gia’ esistenti e crearne di nuove – ha sottolineato il dg di confagricoltura – obiettivo da raggiungere con progetti di filiera integrata e iniziative di sostegno, promozione e comunicazione delle nostre produzioni per vincere le sfide della sostenibilita”. tra i temi affrontati, anche quello della bioeconomia. ‘siamo un settore virtuoso: in agricoltura non si butta niente – ha sottolineato BARRILE – occorre ripensare a politiche, investimenti e sistemi produttivi sostenibili piu’ incisivi dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. l’economia circolare e’ oggi un paradigma imprescindibile per evitare sprechi e valorizzare gli scarti riutilizzandoli, perche’ possano diventare energia, concime e molto altro. in europa sprechiamo circa il 20 % di cio’ che produciamo. e’ inaccettabile. con il banco alimentare onlus stiamo sviluppando iniziative specifiche per individuare buone pratiche da promuovere, con l’obiettivo di sensibilizzare le nostre imprese sul riutilizzo di materiali utili all’agricoltura’, ha concluso BARRILE”.

CIBUS: AGRONETWORK-CONFAGRICOLTURA, INCONTRO CON PRESIDENTE FARNETTI SU DIETA MEDITERRANEA E SALUTE

6103 – parma (agra press) – “agronetwork, associazione fondata da confagricoltura, nomisma e luiss per favorire il dialogo tra agricoltura e industria e promuovere l’agroalimentare italiano, ha organizzato in occasione di cibus 2024 un incontro con la presidente dell’associazione sara FARNETTI, medico internista e nutrizionista, per parlare di dieta mediterranea, funzionale e soprattutto di longevita’ sana”, informa un comunicato della confederazione. “le prospettive dell’agrifood italiano, in europa e nel mondo – evidenzia FARNETTI – gia’ presentano risultati brillanti sia sull’export che sui fatturati e saranno sempre piu’ legate all’attenta combinazione fra gusto, salute, ambiente e territorio. solo il nostro made in italy puo’ garantire quella sintesi ottimale per il consumatore”. “i regimi alimentari classici propongono dei metodi da applicare giornalmente, riducendo o aumentando le proteine, o limitando i grassi e i carboidrati, se non addirittura ricorrendo al digiuno, tutti orientati a modificare la composizione bromatologica dell’alimentazione. non e’ la quantita’ o il tipo di nutriente a fare la differenza, ma la qualita’ degli alimenti che consumiamo e la loro funzionalita’ – dice FARNETTI, che aggiunge -: dobbiamo imparare a scegliere gli alimenti per guadagnare salute, invece di sposare un metodo. partiamo dal nostro patrimonio gastronomico e da quegli alimenti che combiniamo per formulare la dieta mediterranea”. importanti e utili sono proprio i prodotti tipici del bacino mediterraneo: olive, olio extravergine di oliva, frutta secca. “pensiamo alle mandorle di avola, ai pistacchi di bronte, alle nocciole torinesi, alle olive italiane, greche, francesi, spagnole e turche, ma anche all’avocado che si coltiva anche da noi in sicilia. sono ricchi di grassi buoni e poveri di carboidrati. inseriti in una dieta giornaliera consentono di evitare eccessi, avere meno fame, mantenere piu’ bassa l’insulina, permettendo di assumere molti polifenoli attivi, sostanze antiossidanti e diverse vitamine. sono – sottolinea la presidente di agronetwork – una sana alternativa a un pacchetto di cracker”. “e’ fondamentale – sottolinea confagricoltura – assumere molte verdure per aumentare l’indice di sazieta’ e per ridurre la velocita’ di assorbimento dei carboidrati, tuttavia, non bisogna dimenticare che anche le cotture hanno un ruolo importante per conservare al massimo le sostanze contenute”. “la dieta mediterranea non e’ un equilibrio predefinito dei nutrienti. per ‘attualizzarla’ e’ necessario renderla funzionale al nostro benessere. i vantaggi – afferma FARNETTI – emergono proprio da un utilizzo funzionale degli alimenti, adeguato e personalizzato, in base alle necessita’ di ciascuna persona”. con il passare del tempo sono cambiate le nostre abitudini e gli stili di vita. “non viviamo piu’ in contesti rurali e anche il dispendio energetico oggi e’ diverso, cosi’ come lo sono il nostro fabbisogno e persino gli orari in cui mangiamo. eppure, la dieta mediterranea rimane un patrimonio dell’umanita’ perche’ continua ad essere il principale strumento per una longevita’ sana e lo strumento preventivo per eccellenza. attraverso l’impiego funzionale di alimenti mediterranei – conclude FARNETTI – possiamo preservare e migliorare la nostra salute ogni giorno e ad ogni pasto. e mentre noi guadagniamo salute, lo fa anche l’ambiente perche’ utilizzarli in modo funzionale per l’organismo e’ assolutamente sostenibile”.

PIRACCINI, ENTUSIASMO ESPOSITORI CONFERMA MACFRUT APPUNTAMENTO INTERNAZIONALE FILIERA ORTOFRUTTA

6107 – rimini (agra press) – “l’entusiasmo degli espositori conferma macfrut appuntamento internazionale della filiera ortofrutticola. nel corso della tre giorni al rimini expo centre sono stati 56.200 gli ingressi nei padiglioni fieristici con una crescita delle presenze del 13% rispetto allo scorso anno. si tratta dell’edizione piu’ entusiasmante di sempre, chiaro indizio di dinamismo degli operatori e di fiducia verso il futuro. tanti sono gli elementi di soddisfazione di questo appuntamento che ha registrato una crescita piu’ accentuata il primo giorno di fiera: un altissimo livello qualitativo dei visitatori, operatori e buyer esteri sempre piu’ presenti, anche per la maggiore attrattivita’ della produzione italiana, ed incontri di livello scientifico con i massimi esperti mondiali”. lo rende noto un comunicato di macfrut. “vorrei fare mia l’osservazione che mi ha fatto un espositore nel corso della manifestazione, secondo il quale macfrut e’ divenuto un momento imprescindibile per capire in quale direzione va il settore – afferma il presidente di macfrut renzo PIRACCINI – ecco, e’ questo l’obiettivo che ci siamo dati e la consapevolezza che gli espositori l’abbiano compreso ci dice che stiamo andando nella giusta direzione. e’ il gioco di squadra di un’intera filiera che vince in macfrut come conferma il successo di questa edizione. per noi, questo traguardo, e’ il punto di partenza verso nuove sfide, consapevoli che il nostro paese merita una manifestazione di respiro internazionale. e proprio per questo gia’ da domani saremo al lavoro per un’edizione 2025 ancora piu’ ricca e internazionale”.

MACFRUT: GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA), LAVORIAMO INSIEME A NUOVI MODELLI PRODUTTIVI PER ORTOFRUTTA

5974 – rimini (agra press) – “‘gli imprenditori sono pronti a investire, lo dimostra la grande partecipazione ai bandi ismea. ma si tratta di un’attitudine all’innovazione che deve trovare terreno fertile anche attraverso la ricerca scientifica e standard di rigenerazione del suolo adatti ai territori italiani’, ha affermato il presidente di confagricoltura, massimiliano GIANSANTI alla tavola rotonda ‘l’ortofrutta che cambia: la sfida dei mercati’, organizzata da confagricoltura al macfrut di rimini”. lo rende noto un comunicato della confederazione, che cosi’ prosegue: “‘se il comparto ortofrutticolo italiano sara’ messo nelle condizioni di guardare al futuro, con il sostegno del sistema della distribuzione, potremo creare un nuovo modello agricolo di successo’, ha aggiunto GIANSANTI. la tavola rotonda e’ stata un momento di riflessione tra i principali attori delle filiere ortofrutticole sull’attuale situazione del comparto. partendo dalla comune consapevolezza delle problematiche attuali, l’obiettivo e’ condividere strategie di breve e lungo periodo. il 2023 e’ stato un anno record per l’export dell’ortofrutta italiana, con un valore complessivo di 5,8 miliardi. il comparto, tuttavia, deve far fronte a varie criticita’ come quadri normativi farraginosi, nuove abitudini di consumo e cambiamenti climatici che minacciano intere colture. il risultato e’ una crescita del 15% delle importazioni e una riduzione della bilancia commerciale, scesa a 540 milioni di euro rispetto a una media storica di 1 miliardo. i partecipanti alla tavola rotonda, rappresentanti di tutta la filiera, si sono trovati d’accordo su molti aspetti: la necessita’ di riconquistare il mercato interno, anche valorizzando quegli ortaggi che per loro natura non possono viaggiare troppo; la domanda di una maggiore omogeneita’ nella regolamentazione del mercato da parte di enti locali e istituzioni nazionali; tenere insieme comunicazione ed educazione alimentare per far riscoprire, soprattutto alle giovani generazioni, il valore della frutta e degli ortaggi freschi. insieme a massimiliano GIANSANTI erano presenti all’incontro: marco SALVI (presidente fruitimprese), gennaro VELARDO (presidente italia ortofrutta), maura LATINI (presidente coop italia), valentino DI PISA (presidente di fedagromercati) e fabio massimo PALLOTTINI (presidente italmercati)”.

MACFRUT: ISMEA, ITALIA INVESTE SU FRUTTA IN GUSCIO, MA CLIMA TAGLIA LE RESE E RIDUCE LA PRODUZIONE

6035 – rimini (agra press) – ammonta a 270 mila tonnellate la produzione di nocciole, mandorle, noci, castagne e pistacchi realizzata dall’italia nel 2023. un’offerta ricca e diversificata, in termini di varieta’ e caratteristiche distintive, espressione dei molteplici territori di provenienza, che pone l’italia nella top-ten dei produttori mondiali. nell’ultimo decennio, nonostante l’aumento delle superfici investite, gli eventi climatici eccezionali hanno penalizzato le rese, riducendo l’offerta interna del 7% e determinando un maggiore ricorso al prodotto di importazione. sono queste – informa un comunicato stampa dell’istituto – alcune delle principali evidenze dell’analisi ismea presentata oggi al convegno “gli stati generali sulla frutta in guscio” organizzato al macfrut di rimini. piu’ in dettaglio, come emerge dalla presentazione di mario SCHIANO, analista di mercato ismea, l’italia ha importato nel 2023 un quantitativo di 460 mila tonnellate, quasi due volte la produzione nazionale, per un controvalore di 1,4 miliardi di euro. si tratta soprattutto di forniture extra-ue con usa, turchia e cile che insieme concentrano oltre il 50% dei volumi totali. un ruolo di rilievo e’ rivestito, tuttavia anche dalla spagna, da cui dipende circa il 12% del nostro import. l’italia e’ il sesto maggiore importatore mondiale di frutta in guscio, per il rilevante fabbisogno dell’industria dolciaria nazionale, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, ma anche per la significativa crescita dei consumi interni, favoriti dalla diffusione di stili di vita orientati al benessere e dal successo di prodotti innovativi, quali mix e barrette energetiche/dietetiche, che hanno contribuito a destagionalizzare l’acquisto di frutta in guscio svincolandolo dalle tradizionali occasioni legate a ricorrenze e festivita’. nell’ultimo anno il consumo complessivo di frutta in guscio in italia (considerando la domanda intermedia e finale) si e’ attestato, secondo le elaborazioni ismea, a 638 mila tonnellate, il 25% in piu’ rispetto a dieci anni fa. secondo i dati ismea-niq, nel 2023 la spesa delle famiglie italiane per gli acquisti di frutta in guscio “tal quale” hanno totalizzato 1,1 miliardi di euro (di cui 911 milioni di prodotto confezionato), per volumi complessivi superiori a 115 mila tonnellate. significativo l’incremento anche rispetto all’anno dell’emergenza covid, quando le vendite sul circuito domestico avevano registrato un picco di crescita. rispetto al 2020 gli acquisti sono infatti aumentati dell’11% in termini quantitativi e del 16% in valore. si tratta di una passione intergenerazionale, quella per la frutta in guscio, che coinvolge i piu’ giovani, la generazione z, ma anche i boomer, come rivela la ricerca condotta in collaborazione con il dipartimento coris della sapienza di roma illustrata nel corso del convegno. in cima alle preferenze dei consumatori, sottolinea l’analisi presentata dalla prof.ssa fabiola sfodera, ci sono noci e mandorle particolarmente apprezzate per le loro proprieta’ nutritive, davanti alle nocciole. seguono pistacchi e arachidi, per i quali la spinta all’acquisto e’ correlata soprattutto a fattori edonistici e, infine, le castagne, il cui consumo risente ancora pero’ di una forte componente stagionale. la ricerca, condotta nella seconda meta’ del 2023 utilizzando diverse tecniche quali analisi netnografica (ossia lo studio delle interazioni sociali nei contesti comunicativi digitali), focus group, web sentiment analysis e store check, presso i punti vendita al dettaglio, ha individuato 4 cluster distinti di consumatori di frutta in guscio: i cosiddetti “nostalgici” per i quali il consumo e’ ancora legato a specifiche ricorrenze della tradizione, “nutrizionisti fai da te”, che ne privilegiano l’aspetto funzionale connesso in particolare al fitness, i fan dell’homemade, che ne esaltano l’utilizzo in chiave creativa in cucina, e gli “heavy consumers” che consumano regolarmente frutta in guscio per piacere o perche’ indicati all’interno di specifici regimi nutrizionali. tra le diversi motivazioni alla base dell’acquisto prevale la dimensione funzionale di questi alimenti, come la ricchezza di nutrienti, i benefici per la salute, il loro potere saziante, l’utilizzo come sostituto del pasto. ma a spingere i consumi, soprattutto al sud, sono anche le componenti ludica e conviviale, legate per lo piu’ alle tradizioni e a specifiche ricorrenze. tra i driver di acquisto al primo posto e’ stato indicato il prezzo, seguito dalla qualita’, espressa in termini di freschezza e croccantezza, e dal formato che premia le piccole dimensioni, mentre elementi come l’origine italiana, la presenza di marchi di qualita’ (come i riconoscimenti dop) e le indicazioni in etichetta sembrano influire in misura minore nei processi decisionali. relativamente alle occasioni di consumo, la frutta in guscio appare estremamente versatile: si adatta alla colazione, allo snack spezza fame, all’aperitivo e al dopo cena; in alcuni casi funge da sostituto di un pasto principale. l’analisi condotta presso i punti vendita (discount, bio/wellness, insegna despecializzata, largo consumo value, largo consumo premium) ha evidenziato l’assenza di una collocazione univoca, con conseguente disorientamento del consumatore. quando la frutta in guscio e’ confezionata occupa ampie scaffalature, e’ collocata all’entrata o nei pressi delle casse oppure all’interno dei reparti snack salati o di quelli dedicati alla colazione. quando e’ sfusa si trova principalmente nel reparto frutta e verdura, in genere supportata solo da nome e prezzo. generalmente i brand protagonisti sono le marche commerciali, ie cosiddette private label, mentre le marche industriali sono meno presenti e raramente valorizzate. il convegno, moderato da fabio DEL BRAVO, responsabile della direzione filiere e analisi di mercato di ismea, ha visto confrontarsi su questi temi i rappresentanti della filiera produttiva e della distribuzione: alessandro ANNIBALI, presidente new factor spa, settimio DISCENDENTI, presidente op cpn, pompeo MASCAGNA, presidente di assofrutti, ignazio VASSALLO coordinamento della frutta in guscio, sonia RICCI, presidente unaproa, vincenzo FALCONI, direttore italia ortofrutta e germano FABIANI, responsabile settore ortofrutta coopitalia. le conclusioni del convegno sono state affidate al sottosegretario luigi D’ERAMO (lega).