La vicepresidente Priolo: “Per la prima volta si parte con una dotazione di risorse. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria in un’ottica non di restrizioni ma di opportunità”.

Oltre 60 “azioni” per cinque ambiti di intervento: città e aree di pianura, trasporti e mobilità, energia e biomasse per il riscaldamento domestico, attività produttive, agricoltura e zootecnia. Con un obiettivo preciso, raggiungere nel più breve tempo possibile, e mantenere, i livelli di qualità dell’aria stabiliti dalle norme europee e nazionali in modo da evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell’inquinamento per la salute umana e l’ambiente. Per l’agricoltura e la zootecnia, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l’efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti e per l’acquisto di macchine e attrezzature che consentano migliori performance ambientali. Ma anche, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, l’obbligo di interramento dei rifiuti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento (dal 1^ ottobre al 31 marzo), oltre a quello di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1^ gennaio del 2030. A partire dal 1^ gennaio 2026, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, ci sarà l’obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile e, comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento. Nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato si conferma inoltre il divieto di abbruciamento dei residui vegetali dal 1° ottobre al 31 marzo, salvo deroghe per emergenze fitosanitarie e per altre casistiche particolari.