PENSIONI VECCHIAIA 2024 CON SISTEMA CONTRIBUTIVO

Riguardo alle pensioni di vecchiaia il 2024 non vede cambiare i requisiti anagrafici e contributivi a tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi. La pensione di vecchiaia è subordinata al raggiungimento di un requisito contributivo di almeno 20 anni, congiuntamente ad un’età minima di 67 anni.

Le novità ci sono per i lavoratori appartenenti al sistema contributivo (primo contributo versato o accredito successivamente al 31.12.1995), dal 1° gennaio 2024 l’accesso a pensione è subordinato al raggiungimento di un importo soglia pari a 534,41 €, considerando sempre il raggiungimento del requisito contributivo di almeno 20 anni, congiuntamente ad un’età minima di 67 anni.

CONGEDO PARENTALE – ELEVAZIONE DELL’INDENNITÀ AL 60% DELLA RETRIBUZIONE PER UN ULTERIORE MESE

La legge di Bilancio 2024 ha modificato parte delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità disponendol’elevazione dal 30% al 60% della retribuzione, dell’indennità di congedo parentale per un’ulteriore mensilità da fruire entro il sesto anno di vita del figlio.

Per il solo anno 2024 l’elevazione dell’indennità di congedo parentale per l’ulteriore mese è pari all’80% della retribuzione (invece del 60%).

La sopracitata modifica non aggiunge un ulteriore mese di congedo parentale indennizzato, ma dispone l’elevazione dell’indennità al 60% della retribuzione (80% per il solo anno 2024) per un ulteriore mese dei tre spettanti a ciascun genitore e non trasferibili all’altro.

Tale possibilità trova la sua applicazione con riferimento ai lavoratori dipendenti che terminano il congedo di maternità o, in alternativa, di paternità successivamente al 31 dicembre 2023.

Si vuole precisare che l’ulteriore mese indennizzato al 60% della retribuzione (80% per il solo anno 2024) è uno solo per entrambi i genitori e può essere fruito in modalità ripartita tra gli stessi o da uno soltanto di essi. Si precisa che la fruizione “alternata” tra i genitori non preclude la possibilità di fruirne nei medesimi giorni e per lo stesso figlio, come consentito per tutti i periodi di congedo parentale.

Riassumendo il congedo parentale di entrambi i genitori risulta indennizzabile come di seguito:

– un mese è indennizzato all’80% della retribuzione, entro i 6 anni di vita o entro 6 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o di affidamento del minore;

– un ulteriore mese è indennizzato al 60% della retribuzione (80% per il solo anno 2024), entro i 6 anni di vita o entro 6 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o di affidamento del minore;

– sette mesi sono indennizzati al 30%, a prescindere dalla situazione reddituale; – i rimanenti 2 mesi non sono indennizzati, salvo il caso in cui il richiedente si trovi nella condizione reddituale prevista dall’articolo 34, comma 3, del testo unico.

SVOLGERE ATTIVITÀ LAVORATIVA PERCEPENDO ASSEGNO INVALIDITÀ CIVILE –  SI PUÒ MA ENTRO CERTI LIMITI DI REDDITO

L’Assegno di Invalidità Civile è riconosciuto agli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 anni e i 67 anni nei cui confronti sia accertata una invalidità civile compresa tra il 74% ed il 99%. Trattandosi di un sostegno a carattere assistenziale, vanno rispettati specifici requisiti di reddito.

DESTINATARI E IMPORTI

Il beneficio può essere richiesto da soggetti che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 67 anni.

La prestazione è concessa per 13 mensilità con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento dell’invalidità.

Per il 2024 è stata fissata a 313,33 € al mese. Non è reversibile ai superstiti e non è soggetta al prelievo Irpef.

LIMITI REDEDITUALI

Per avere diritto all’Assegno di Invalidità Civile, gli interessati devono rispettare determinati limiti reddituali che, non possono eccedere il valore di 5.725,46 €.

COMPATIBILITÀ

L’assegno mensile è incompatibile con le prestazioni dirette di invalidità a qualsiasi titolo erogate.

Non ci sono invece ostacoli al riconoscimento di un’altra prestazione di tipo previdenziale non di invalidità (es. pensione di vecchiaia o pensione anticipata, pensione ai superstiti).

Il beneficiario dell’assegno mensile può svolgere attività lavorativa purché non superi il limite di reddito previsto per il riconoscimento della prestazione.

La prestazione viene attualmente erogata fino al 67° anno di età, al compimento della quale l’assegno d’invalidità si trasforma automaticamente in assegno sociale.

LA PENSIONE ANTICIPATA “CONTRIBUTIVA”

La Legge di Bilancio 2024 ha confermato la possibilità di accedere alla pensione anticipata “contributiva” con importanti modifiche. 

La pensione anticipata “contributiva” può essere richiesta da chi ha iniziato a lavorare e versare i contributi previdenziali da dipendente, autonomo, o nella “gestione separata”, per la prima volta dopo il 31 dicembre 1995.

REQUISITI

  • Requisito anagrafico: 64 anni di età (questo requisito potrà vedere degli incrementi nei prossimi anni per i parametri di aspettativa di vita). 
  • Requisito contributivo: almeno 20 anni di contributi. La novità 2024 è che anche questo requisito potrà essere incrementato in base all’aspettativa di vita. 
  • Importo minimo: altro requisito è che l’importo della pensione anticipata “contributiva” deve essere nella “soglia” minima di almeno a 3 volte l’importo dell’Assegno Sociale vigente nel 2024, cioè 1.603,23 euro lordi

Attenzione: nel 2023, la “soglia” minima era invece pari a 2,8 volte l’Assegno Sociale cioè, nel 2024, questo importo è di euro 1.485,15 euro, rimasto valido solo per le donne con un figlio. Per le donne con due o più figli, la già menzionata soglia si abbassa ancora a 2,6 volte l’importo dell’Assegno Sociale 2024, pari a 1.379,07 euro mensili. 

IMPORTI E DECORRENZA

Importo massimo: altra novità della Legge di Bilancio 2024 è l’introduzione di un tetto massimo dell’importo di pensione pari a 5 volte l’importo delle pensioni integrate al minimo, pari a 2.993,05 euro mensili lordi per l’anno 2024. Per chi avesse maturato un importo superiore al tetto massimo, questo taglio resterà fino al momento del diritto alla pensione di vecchiaia, all’età di 67 anni. 

Decorrenza della pensione: fino al 2023, la decorrenza della pensione anticipata “contributiva” era dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti. La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto anche per questo tipo di pensionamento il meccanismo delle “finestre”, fissando la decorrenza a 3 mesi successivi alla maturazione del diritto.  

PENSIONE ANTICIPATA FLESSIBILE – QUOTA 103 – REQUISITI 2024

Ci sono importanti novità per la fruizione della pensione anticipata flessibile Quota 103 per chi perfeziona i requisiti nel 2024 – 62 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi.

In particolare, la legge 213/203 (Legge di Bilancio 2024) all’art.1, commi 139 e 140 ha previsto che la pensione Quota 103 nel 2024:

  • viene liquidata con le regole del sistema contributivo
  • la pensione in pagamento non potrà superare 4 volte il trattamento minimo (per il 2023 il tetto è di 5 volte il T.M.), la parte eccedente viene corrisposta all’età della pensione di vecchiaia;
  • nuove finestre mobili: per chi matura i requisiti nel 2024 il tempo di attesa si allunga:
  • Dipendenti Privati e Lavoratori Autonomi si passa da 3 mesi a 7 mesi;
  • Dipendenti Pubblici si passa da 6 mesi a 9 mesi.
  • Anche per il 2024 resta confermato l’incentivo al posticipo del pensionamento

Posticipo del pensionamento: per lavoratori dipendenti, che maturano il diritto alla pensione anticipata flessibile nell’anno 2024 è riconosciuta la facoltà di proseguire l’attività lavorativa dipendente e di conseguenza rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi previdenziali a loro carico relativi all’Assicurazione generale per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) o a forme sostitutive ed esclusive della medesima (9,19%) e acquisire tale incentivo al posticipo del pensionamento direttamente in busta paga dal datore di lavoro.