PENSIONI PIÙ RICCHE A DICEMBRE – ANTICIPO DEL CONGUAGLIO DI PEREQUAZIONE

È anticipato al 1° dicembre 2023 l’anticipo del conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni.

La variazione percentuale definitiva calcolata dall’Istat per l’anno 2022 da utilizzare ai fini della perequazione automatica delle pensioni per l’anno 2023 è stata pari al +8,1%.

Sono state interessate dall’operazione tutte le pensioni e le prestazioni assistenziali con decorrenza precedente l’anno 2023.

Rata di dicembre 2023: sulla rata di dicembre 2023 vengono corrisposti il nuovo importo spettante e utilizzato anche per la tredicesima mensilità, e gli arretrati di importo non superiori a 1.000 euro. Sul cedolino è stata inserita la nota informativa dedicata.

Comunicazione ai pensionati: per tutti i pensionati interessati, la comunicazione di dettaglio del pagamento di dicembre 2023 reca l’indicazione dell’importo aggiuntivo dovuto.

DOMANDE PER IL CONTRIBUTO PART-TIME: COME OTTENERE I 550€

Al via il contributo da 550 euro per i part-time con lunghi periodi di inattività. La domanda si invia dal sito dell’Inps o tramite patronati dal 13 novembre al 15 dicembre. L’agevolazione, già presente lo scorso anno, è stata rinnovata per il 2023 con il decreto fiscale di accompagnamento alla Legge di Bilancio, che prevede il riconoscimento del bonus per tutte le tipologie di contratto part time.

REQUISITI

È necessario essere titolari nel 2021 e 2022 di un contratto di lavoro a tempo parziale con periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa e complessivamente compresi tra 7 e 20 settimane. Anche in riferimento al 2021 sono idonee tutte le tipologie di part time. I lavoratori, poi, alla data di presentazione della domanda, non devono essere titolari di altri rapporti di lavoro dipendente, non devono essere beneficiari della Naspi ed essere titolare di un trattamento pensionistico diretto. Questo contributo, infine, non concorre alla formazione del reddito.

I cittadini che ne hanno diritto e non hanno presentato la domanda nel 2022 possono inviarla nel 2023 per entrambi gli anni. Infatti, coloro che hanno fatto domanda nell’anno 2022 possono solo inviare quella relativa a quest’anno mentre chi non ha fatto domanda né per il 2022 né per il 2023 possono inviare entrambe le domande.

COMPATIBILITÀ E CUMULABILITÀ DI NASPI E DIS-COLL CON LE PRESTAZIONI AGRICOLE DI LAVORO SUBORDINATO OCCASIONALE A TEMPO DETERMINATO

La Legge di Bilancio 2023 attraverso l’art. 1, commi da 343 a 354 ha previsto una disciplina sperimentale valida per il biennio 2023-2024, che consente alle imprese agricole – che rispettano i contratti collettivi nazionali e provinciali – la possibilità di utilizzo delle prestazioni occasionali per un massimo di 45 giornate lavorative per ciascun lavoratore.

Tali prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a T.D. sono riferite ad attività di natura stagionale e possono essere fruite anche da percettori delle prestazioni di disoccupazione NASpI e DIS-COLL.

Di seguito quanto previsto dalla normativa:

  • il compenso erogato al lavoratore per il lavoro occasionale in agricoltura è esente da qualsiasi imposizione fiscale,
  • il beneficiario delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL può svolgere prestazioni di lavoro occasionale in agricoltura entro il limite di quarantacinque giornate di prestazione per anno civile, senza obbligo di comunicazione all’INPS del compenso derivante dalle stesse;
  • la fruizione dell’indennità NASpI e DIS-COLL e i compensi derivanti dalle prestazioni occasionali (LOAgri) sono interamente cumulabili e pertanto le indennità non saranno soggette a sospensione, abbattimento o decadenza (artt. 9, 10 e 11 del decreto legislativo n. 22/2015).
  • la contribuzione versata dal datore di lavoro e dal lavoratore per lo svolgimento delle prestazioni lavorative occasionali in agricoltura (LOAgri) è da considerarsi utile ai fini di eventuali successive prestazioni di disoccupazione, anche agricola;
  • in caso di prestazioni di lavoro occasionale in agricoltura (LOAgri), l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni di disoccupazione NASpI e DIS-COLL gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionale agricolo.

DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO 2024 – PRIME INNOVAZIONI DA APPROVARE

Riportiamo le prime novità che potrebbero essere introdotte nel testo del Disegno di Legge di Bilancio 2024, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2023.

LAVORO E FAMIGLIE:

  • conferma della carta dedicata a te e del bonus bollette;
  • riduzione canone Rai in bolletta;
  • eliminati i titoli di Stato dall’ISEE;
  • decontribuzione totale per le donne con almeno due figli;
  • conferma del congedo parentale all’80 per cento, e aggiunta di un ulteriore mese indennizzato in maniera più favorevole;
  • incremento del fondo per il bonus asilo nido: l’importo massimo, in presenza di specifiche condizioni, passa a 3.600 euro;
  • rinnovo contratti PA, Pubblica Amministrazione;
  • conferma dell’ISCRO, l’indennità straordinaria per gli autonomi;
  • detassazione per notturni e festivi per il settore del turismo;
  • nuove modalità di controllo contro l’evasione nel settore domestico;
  • nuove modalità di accesso alla pensione anticipata: quota 103 con penalizzazioni e conferma con modifiche di Ape Sociale e Opzione donna

Riguardo agli aiuti alle famiglie riportiamo alcune indicazioni sul congedo parentale, fondi asilo nido e decontribuzione per le lavoratrici madri:

Riguardo al congedo parentale: viene introdotta un’ulteriore mensilità aggiuntiva, con il riconoscimento del 60 per cento della retribuzione (oltre a quella già ulteriormente inserita con retribuzione all’80 per cento). Per il 2024 entrambi i mesi dovrebbero essere all’80 per cento.

Tra le misure viene inserito anche il potenziamento del fondo asili nido, ma solo in caso di figlie o figli nati nel 2024 in una famiglia in cui è già presente un bambino o una bambina fino a 10 anni.

Infine si prevede una decontribuzione per le madri lavoratrici, il cosiddetto bonus mamme 2024: le lavoratrici, nel caso di due figli o più saranno esonerate dal pagamento dei contributi a carico del lavoratore. I limiti all’applicazione della misura sono i seguenti:

  • il raggiungimento del decimo anno del secondo figlio;
  • il raggiungimento del diciottesimo anno del terzo figlio.

Dal testo del DDL Bilancio emergono due aspetti rilevanti:

  • il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di 3.000 euro annuali;
  • l’agevolazione è rivolta solo a coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato.

LAVORO E PENSIONE: LE PRINCIPALI NOVITÀ

Infine, un altro capitolo importante è quello delle pensioni: si restringono le strade verso il pensionamento con le novità tracciate dal Disegno di Legge di Bilancio.

In linea generale, le principali novità in arrivo possono essere riassunte nei seguenti punti:

  • si arriva a Quota 103 con penalizzazioni: pensione a 63 anni d’età e 41 di contributi con calcolo dell’assegno secondo il sistema contributivo. Finestre d’uscita dilatate;
  • viene confermata Opzione Donna, ma il requisito anagrafico sale a 61 anni, le altre regole restano uguali;
  • conferma anche per Ape Sociale: il requisito anagrafico sale a 63 anni e 5 mesi, invariate le altre condizioni.
  • La pensione di vecchiaia accessibile con 67 anni d’età e 20 di contributi e un importo almeno pari all’assegno sociale e per quanto riguarda la pensione anticipata contributiva (64 anni d’età e 20 di contributi), l’importo minimo passa da 2,8 a 3 volte quello dell’assegno sociale.

Ape Sociale e Opzione donna: aumenta di 5 mesi, fino a 63 anni e 5 mesi l’età per l’accesso all’ammortizzatore che accompagna alla pensione disoccupati, caregiver, invalidi con almeno il 74% e impegnati in lavori gravosi. Aumenta di un anno, fino a 61 anni l’età minima per l’accesso a Opzione donna ai quali va aggiunto un anno di finestra mobile (un anno e mezzo per le autonome). Potranno usarlo le donne nate fino al 1963 che hanno almeno 35 anni di contributi nel 2023 e quindi hanno cominciato a lavorare almeno dal 1988 ricalcolando tutto l’importo con il metodo contributivo.

Adeguamento alla Speranza Vita dal 2025: l’adeguamento alla speranza di vita per chi va in pensione a prescindere dall’età una volta raggiunti 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 le donne) partirà nel 2025 e non nel 2027. Resta la finestra mobile di tre mesi. 

RICOSTITUZIONE PENSIONE PER SUPPLEMENTO – AVVISO IMPORTANTE

La ricostituzione della pensione è una pratica che consente di ricalcolare l’importo della pensione sulla base del riconoscimento della contribuzione versata o maturata in precedenza alla decorrenza della data di pensionamento.

Consigliamo pertanto, a chi ha avuto la pensione liquidata nell’anno 2018 ed ha continuato a versare contributi prestando attività lavorativa per periodi successivi alla decorrenza della pensione, di recarsi presso le nostre sedi di Patronato in modo da presentare domanda per ottenere così un adeguamento dell’importo della pensione a seguito dei suddetti contributi versati.