DISOCCUPAZIONE AGRICOLA 2024 TUTTE LE INFORMAZIONI PER FARE DOMANDA

A gennaio inizierà la campagna di invio delle domande di disoccupazione agricola 2024.

Per presentare la domanda puoi rivolgerti al Patronato ENAPA nel periodo dal 08 gennaio al 31 marzo 2024.

Elenchiamo un breve riepilogo dei requisiti per l’accesso alla domanda:

gli aventi diritto sono i lavoratori agricoli dipendenti e le figure equiparate: operai o salariati agricoli con contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno.

Per richiederla bisogna inoltre avere:

  • iscrizione agli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti per il 2023 o contratto a tempo indeterminato per parte del 2023
  • almeno 2 anni di anzianità contributiva nel settore dell’agricoltura, ovvero nel 2022-2023
  • almeno 102 giornate di lavoro nel biennio 2022-2023. Tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento

L’indennità spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento per gli operai agricoli a tempo determinato edel 30% della retribuzione effettiva per operai agricoli a tempo indeterminato.

Per chi ha figli fino ai 21 anni di età (e senza limiti di età in caso di disabilità) o il coniuge a carico, contestualmente può essere avanzata anche la richiesta di altri sostegni familiari (Assegno Unico e Universale o Assegni al Nucleo Familiare).

DOCUMENTI NECESSARI PER PRESENTARE DOMANDA

  • Documento d’Identità (Carta d’Identità, Passaporto) in corso di validità
  • Codice Fiscale
  • Buste paga/contratto di lavoro
  • Eventuali fotocopie di liquidazioni malattia o infortunio per il 2023
  • Permesso di soggiorno, se sei un lavoratore straniero
  • IBAN in corso di validità

DOCUMENTI NECESSARI PER ASSEGNO UNICO O ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE

  • Attestazione ISEE in corso di validità
  • Codice Fiscale dei familiari
  • Dichiarazione dei Redditi 2023
  • CU Certificazioni Uniche 2023

BONUS PER GENITORI SEPARATI/DIVORZIATI E/O NON CONVIVENTI – IN SOSTITUZIONE DEL MANCATO PERCEPIMENTO DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO NEL PERIODO COVID-19

Durante il periodo emergenziale legato al Covid-19 è stato istituito un fondo per il sostegno in favore dei genitori separati o divorziati in stato di bisogno, al fine di garantire la continuità di erogazione dell’assegno di mantenimento.

Tale fondo si rivolge a qui genitori che percepivano un assegno di mantenimento per i figli minorenni o maggiorenni disabili e che durante il periodo emergenziale da Covid-19 (8 marzo 2020 al 31 marzo 2022) abbiano smesso di percepirlo per inadempienza del genitore tenuto all’erogazione, per avvenuta sospensione, riduzione o cessazione dell’attività lavorativa di quest’ultimo. La sospensione dell’attività lavorativa non deve essere stata inferiore a 90 giorni, oppure deve aver determinato una riduzione del reddito non inferiore al 30% rispetto al reddito percepito nel 2019.

Il limite di reddito per il genitore che percepisce l’assegno di mantenimento per i figli deve essere inferiore o uguale ad un importo di 8.174,00 €.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Si precisa che le domande possono essere inviate in modalità telematica entro e non oltre il 31 marzo 2024, sul portale dell’INPS.

DOCUMENTI NECESSARI

  • Nel caso in cui la disabilità del figlio maggiorenne sia stata certificata prima del 2010 bisognerà allegare alla domanda l’attestazione della disabilità
  • È necessario allegare la documentazione necessaria a provare il diritto all’assegno di mantenimento (es: sentenza di separazione)

BONUS EROGATO

Infine, per quanto attiene alla misura del bonus, questo dovrebbe andare a compensare/sostituire quanto si percepiva come l’assegno di mantenimento, fino ad un limite massimo di euro 800,00 mensili per 12 mesi, e comunque fino a esaurimento delle risorse del Fondo, che ammontano a 10 milioni di euro.

ASSEGNI FAMILIARI E QUOTE DI MAGGIORAZIONE DI PENSIONE – AUTONOMI AGRICOLIE PENSIONATI ISCRITTI NELLE GESTIONI DEI LAVORATORI AUTONOMI

Le categorie che possono richiedere gli assegni familiari sono:

  • coltivatori diretti, mezzadri e coloni e piccoli coltivatori diretti;
  • pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori) per i quali rimane il diritto alle quote di maggiorazione salariale

REQUISITI

Il pagamento degli assegni familiari (o quota di maggiorazione) è subordinato alla condizione che gli interessati vivano a carico del richiedente e che il nucleo familiare non superi determinati limiti di reddito.

IMPORTI EROGATI

Gli importi delle prestazioni sono pari a:

  • 8,18 € mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per fratelli, sorelle e nipoti;
  • 10,21 € mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e fratelli, sorelle e nipoti;
  • 1,21 € mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

I limiti di reddito mensili personali validi per il 2024 al fine di accertare se il familiare sia a carico, cioè economicamente non autosufficiente, sono:

  • 843,04 € per il coniuge, per un genitore, per fratelli, sorelle e nipoti;
  • 1475,32 € per due genitori ed equiparati.

I nuovi limiti di reddito sono valevoli in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti.

Il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti è fissato per il 2024 all’importo mensile di 598,61 €.

ASSEGNO DI INCLUSIONE – VERIFICA DELLE CONDIZIONI DI SVANTAGGIO

Il richiedente l’accesso alla misura ADI, qualora lui stesso o un componente del nucleo familiare si trovi in una delle condizioni di svantaggio previste dal decreto n.154/2023, è tenuto a dichiarare in domanda il possesso della certificazione attestante tale condizione, senza specificarla, e l’inserimento in un programma di cura e assistenza in data antecedente alla presentazione della domanda di ADI.

Viene quindi chiarito che i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni riguardanti l’attestazione della condizione di svantaggio e l’inserimento in un programma di cura e assistenza devono sussistere (essere stati emessi) prima della presentazione della domanda ADI.

BONUS MAMME 2024 – A CHI SPETTA

Con la Legge di Bilancio 2024, è stato emanato un esonero totale del versamento dei contributi sociali a carico delle lavoratrici, chiamato “bonus mamme lavoratrici”.

A CHI SPETTA

A partire dal 1 gennaio 2024:

  • alla madre di due figli, fino a che il figlio più piccolo non abbia compiuto 10 anni
  • alla madre di tre figli, fino a che il figlio più piccolo non abbia compiuto 18 anni

LIMITI ED ESCLUSIONI

L’esonero totale è ammesso nel limite massimo annuo di 3.000 euro riparametrato su base mensile. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico.

COME RICHIEDERLO

Il taglio contributivo così come previsto a carico della lavoratrice sarà automaticamente applicato a partire dal mese di gennaio 2024 dal datore di lavoro (chi non ne ha beneficiato sarà conguagliato al primo stipendio raggiungibile).

Scanso equivoci è buona norma inviare al datore di lavoro i dati anagrafici dei figli ed i rispettivi codici fiscali.

CONGEDO PARENTALE – INNALZAMENTO A DUE MESI

La Legge di Bilancio 2024 ha previsto l’innalzamento a due mesi del congedo parentale indennizzato all’80%.

Pertanto, i genitori lavoratori che finiranno il periodo di maternità-paternità dopo il 31 dicembre 2023 (anche per un solo giorno), avranno dunque la possibilità di fruire di due mesi di congedo parentale retribuito all’80% nel 2024, fino a sei anni di vita del figlio, mentre i successivi sette mesi di congedo parentale indennizzato, fruibili (fra entrambi i genitori) fino ai 12 anni del figlio, saranno retribuiti come di consueto al 30%.

Oltre i nove mesi, il congedo parentale non è più indennizzato, quindi si può chiedere, ma senza retribuzione.

Si tenga conto che la nuova Legge di Bilancio 2024, a parte l’estensione a due mesi dei congedi retribuiti all’80%, non ne ha cambiato le regole ed i limiti, per cui tale previsione/incremento, continua ad operare esclusivamente a beneficio dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che terminano il congedo di maternità – oppure – di paternità obbligatorio o alternativo successivamente al 31 dicembre 2023, rimangono pertanto esclusi sia i lavoratori autonomi che gli iscritti alla Gestione Separata per i quali rimangono le regole generali.

Da ultimo si ricorda che dal 2025, il secondo mese di congedo parentale sarà invece coperto a regime da una indennità pari al 60% della retribuzione (invece che all’80%).

ASSEGNO UNICO PER I FIGLI A CARICO CESSAZIONE DEI PAGAMENTI SULLA CARTA RDC E PRESENTAZIONE DI NUOVA DOMANDA PER FRUIRE DELLA PRESTAZIONE DAL MESE DI MARZO 2024

Per effetto dell’entrata in vigore dal primo gennaio 2024 del Assegno di Inclusione, nei confronti dei nuclei familiari per i quali è cessata la fruizione del Reddito di cittadinanza (RdC) al 31 dicembre 2023 e ai quali l’Assegno unico e universale per i figli a carico (AUU) veniva corrisposto come quota integrativa dello stesso Reddito, che non hanno presentato la domanda di AUU, la relativa prestazione continua a essere erogata sulla carta RdC per l’intero importo spettante, senza soluzione di continuità, sino alla mensilità di febbraio 2024, tenuto conto dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) valido al 31 dicembre 2023.

Detto ciò, si rappresenta che a decorrere dalla mensilità di marzo 2024, per coloro che eventualmente non vi abbiano già provveduto, è necessario presentare una nuova domanda di Assegno unico e universale per i figli a carico. L’eventuale presentazione della domanda di ADI da parte dei nuclei potenziali beneficiari della nuova misura, infatti, non sostituisce in alcun modo la domanda di AUU che, pertanto, deve essere sempre presentata per poter beneficiare della prestazione familiare.

Si ricorda, infine, che la domanda di AUU e l’ISEE aggiornato possono essere presentati entro il termine del 30 giugno 2024, senza perdita degli arretrati, che saranno corrisposti con successivo conguaglio.

In assenza dell’ISEE in corso di validità, l’importo dell’AUU sarà calcolato a partire dal mese di marzo 2024 con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa. Qualora la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) sia presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi eventualmente già erogati per l’annualità 2024 saranno adeguati a partire dal mese di marzo 2024 con la corresponsione dei relativi arretrati.