Stipula contratti di affitto agrari in deroga alla durata di legge di 15 (quindici) anni – Attenzione!

 

Con riferimento alla stipula dei contratti di affitto agrari in deroga, invitiamo tutti i soci/clienti a prestare la massima attenzione e ad affidarsi all’Associazione, in quanto ci stanno pervenendo segnalazioni di proposte di contratti di affitto agrari in deroga da sottoscrivere esclusivamente tra le parti, senza l’assistenza e la sottoscrizione delle organizzazioni agricole.

Ricordiamo che per la validità dei patti in deroga ex art. 45 legge n. 203/1982, tra i quali quello sulla durata dell’affitto, che altrimenti verrebbe ricondotto, ai sensi di legge, a 15 (quindici) anni, è imprescindibile l’assistenza e la sottoscrizione delle organizzazioni agricole nei contratti di affitto agrari.

I nostri Uffici Tecnici sono a disposizione.

ROTTAMAZIONE-QUATER: Disponibile il servizio on-line per presentare la domanda

Entro il 30.4.2023 i contribuenti possono, tramite la presentazione di un’apposita domanda, aderire alla c.d. “rottamazione-quater”, introdotta dalla Finanziaria 2023, al fine di estinguere i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo 1.1.2000 – 30.6.2022.

Per individuare i carichi oggetto di rottamazione il soggetto interessato può richiedere sul sito Internet www.agenziaentrateriscossione.gov.it, il “Prospetto informativo” contenente l’elenco delle cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito che possono essere definiti nonché l’importo dovuto in caso di adesione alla “rottamazione”.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate-riscossione, con il Comunicato stampa 7.4.2023, ha reso nota la disponibilità, sul proprio sito Internet, del servizio on-line per la presentazione della domanda, evidenziando altresì che “è … sempre consigliabile attivarsi in anticipo rispetto alla scadenza, per evitare il rischio di rallentamenti dei sistemi informatici dovuto all’elevato traffico degli ultimi giorni“.

Servizio on-line di presentazione della domanda

La domanda di definizione va presentata in via telematica tramite il servizio on-line disponibile all’indirizzo https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/domanda-di-adesione/ utilizzando una delle seguenti modalità alternative:

  • nell’area riservata, accedendo con le credenziali SPID, CIE (Carta di Identità Elettronica) e CNS (Carta Nazionale dei Servizi). In tal caso è necessario compilare il form ed indicare le cartelle / avvisi che il contribuente intende definire;
  • nell’area pubblica, accedendo senza necessità di pin e password. In tal caso va compilato il form ed allegato il documento di riconoscimento.

Gli intermediari abilitati possono presentare la domanda direttamente dall’area riservata EquiPro con le credenziali Entratel.

Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate – riscossione nel citato Comunicato stampa, “all’interno della propria area riservata il contribuente può presentare la dichiarazione di adesione con più immediatezza grazie alla funzionalità che consente di selezionare con un semplice click, direttamente dall’elenco dei debiti «definibili», le cartelle, gli avvisi o i carichi che si vogliono inserire nella domanda, senza quindi la necessità di indicare i dati identificativi degli atti“.

Si rammenta che:

  • se il contribuente non intende aderire alla “rottamazione-quater” con riferimento a tutto l’avviso / cartella, può indicare anche un singolo carico contenuto nell’avviso / cartella;
  • è possibile presentare, anche in tempi differenti ma comunque entro il 30.4.2023, distinte domande riferite ai diversi carichi, a ciascuna delle quali sarà collegato un proprio piano di definizione. Con la “separazione” delle domande si evita che l’eventuale decadenza dalla definizione di uno dei piani (per mancato pagamento di una rata) “trascini” quella degli altri piani di pagamento.

Dopo la presentazione della domanda il contribuente, a seconda della modalità di invio utilizzata (area riservata / area pubblica) riceve dall’Agenzia delle Entrate – riscossione le seguenti comunicazioni.

L’accoglimento / diniego della domanda è comunicato al contribuente, da parte dell’Agenzia delle Entrate – riscossione, entro il 30.6.2023.

A seguito dell’accoglimento della domanda il contribuente deve provvedere al pagamento, entro il 31.7.2023 (unica soluzione / prima rata), delle somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di capitale / maturate a favore dell’Agente della riscossione a titolo di rimborso spese per procedure esecutive e notifica della cartella di pagamento.

 

 

 

DL “BLOCCACREDITI”: le novità dopo la conversione in legge

In sede di conversione del c.d. “Decreto blocca crediti”, emanato lo scorso febbraio, sono state apportate rilevanti modifiche alla normativa della detrazione del 110% (che nel 2023 può risultare ridotta al 90%) e dell’esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura / cessione del credito a seguito di interventi edilizi / di risparmio energetico “agevolati”

Tra le modifiche si evidenziano le seguenti:

  • Proroga per le unifamiliari, fino al prossimo 30 settembre.
  • Possibilità di spalmare il superbonus in dieci rate, sia per i committenti che per i cessionari dei crediti.
  • Remissione in bonis, fino al 30 novembre, per chi voglia cedere un credito relativo a spese 2022 (o rate residue del 2020 e 2021), ma a fine marzo non abbia firmato un contratto con una banca.

E, ancora, chiarimenti sullo stop a cessione del credito e sconto in fattura, con l’introduzione di diverse deroghe (a partire da quella per Iacp e Onlus) e varie norme interpretative su Sal, Sismabonus, obbligo di attestazione Soa.

Anche se arrivano parecchie novità, viene confermata la chiusura della fase nella quale cessione del credito e sconto in fattura sono stati strumenti accessibili in modo indiscriminato a tutti i contribuenti e per tutte le agevolazioni.

A partire dal 17 febbraio 2023 e per il futuro, restano eccezioni piuttosto limitate (come quella per i lavori di rimozione delle barriere architettoniche), ma il principio generale è che gli sconti fiscali non sono più cedibili. In questo modo, l’impatto delle agevolazioni sui conti pubblici dovrebbe diventare più sopportabile. E non è escluso che Istat ed Eurostat per l’anno in corso riclassifichino, proprio per effetto del decreto, i crediti come non pagabili, tornando di fatto all’assetto precedente.

Con la pubblicazione in Gazzetta si apre anche la partita dell’attuazione, che nel caso della legge di conversione partirà dal cosiddetto “spalmacrediti”, l’opzione per utilizzare il credito fiscale relativo al superbonus in dieci anni.

La norma deriva dall’Aiuti quater: l’Agenzia delle Entrate, prima delle modifiche della legge di conversione (che ne allargano il perimetro a sismabonus e bonus barriere architettoniche e ai crediti comunicati entro il 31 marzo), aveva già messo a terra un’ipotesi di attuazione che adesso va solo limata. Questa opzione, allora, non sarà disponibile solo nelle prime fasi di vita del credito; anche chi ha già utilizzato una o più rate potrà scegliere di spalmare il residuo su dieci anni.

Un’ulteriore norma, introduce la convertibilità dei crediti in Btp, ma la stessa, andrà integrata «con appositi provvedimenti di natura direttoriale dell’agenzia delle Entrate e del ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia». L’utilizzo pratico di questo strumento, però, partirà nel 2028. E l’attuazione, presumibilmente, prenderà tempi lunghi.

 Novità normative in caso di dimissioni da parte del lavoratore padre 

Si informa che L’INPS, con la circolare n. 32 del 20 marzo 2023 – acquisito il parere del Min. Lavoro – ha fornito alcune istruzioni in materia di accesso alla NASpI nelle ipotesi di dimissioni volontarie rassegnate dal lavoratore padre nel periodo seguente alla fruizione del congedo di paternità obbligatorio (art. 27-bis, D.Lgs. n. 151/2001 “Il padre lavoratore, dai due mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i cinque mesi successivi, si astiene dal lavoro per un periodo di dieci giorni lavorativi, non frazionabili ad ore, da utilizzare anche in via non continuativa. Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio”) e del congedo di paternità alternativo (art. 28 , D.Lgs. n. 151/2001 ), entro un anno di vita del bambino, così come riformate dal Decreto conciliazione lavoro, D.lgs 30 giugno 2022 n. 105.

Si ricorda che prima delle modificazioni apportate dal D.lgs 30 giugno 2022 n. 105, l’accesso alla NASpI, come il diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, in caso di dimissioni nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento e fino al compimento di un anno di età del bambino era riservata, oltre che alla lavoratrice madre, anche al lavoratore padre ma nelle sole ipotesi di fruizione del congedo di paternità alternativo, fruibile “in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre”.

Ad oggi l’Inps con la circolare sopra citata– condividendo l’indirizzo interpretativo ministeriale – specifica che l’accesso alla NASpI è da intendersi rivolto al lavoratore padre sia nel caso di fruizione del congedo di paternità obbligatorio che nel caso di paternità alternativo, ciò comporta una serie di obblighi in capo al Datore di Lavoro, il quale in tali ipotesi dovrà versare il ticket di licenziamento e pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso.

Nel caso in cui il lavoratore presentasse dimissioni ricadendo nella casistica sopra descritta non avrà l’obbligo di presentare le dimissioni on line (previste dall’art. 26, del D.L.vo n. 151/2015) ma dovrà provvedere a comunicare, per iscritto, la volontà di recedere dal rapporto di lavoro al proprio datore di lavoro e convalidare le dimissioni presso la sede dell’Ispettorato territoriale del Lavoro.

 

 

Indagine di percezione degli agricoltori riguardo alla transizione ecologica 

 

Buongiorno, l’Università di Bologna sta lavorando a progetti relativi alla transazione ecologica. Verrà fatta anche una tesi sull’argomento. In relazione a questo sotto trovate il link per compilare un breve questionario, che sarà ANONIMO e naturalmente GRATUITO per raccogliere dati relativi agli studi in corso. 

Con questo breve questionario si vuole indagare la propensione degli agricoltori ad attuare pratiche che contribuiscano alla transizione ecologica.

Crediamo che i nostri sistemi agroalimentari debbano gradualmente diventare più sostenibili e vorremmo raccogliere le vostre opinioni a riguardo, le problematiche che affrontate ogni giorno e le vostre richieste per migliorare le future politiche agroalimentari.

Dopo aver compilato il questionario, se avesse intenzione di approfondire l’argomento e raccontarci la sua esperienza diretta, non esiti a mandarci una mail all’indirizzo giulia.scaramuzzo@studio.unibo.it e saremo lieti di confrontarci e di supportarla nelle sue scelte

 

Link per la compilazione del questionario: 

https://unibodipsa.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_0dZmNVn02TEAZ9A 

Grazie per averci dedicato del tempo.

 

 

 

Firmata la convenzione tra Confagricoltura Forlì-Cesena e di Rimini e la società ECO certificazioni 

 

Confagricoltura ha il piacere di annunciare che è attiva la collaborazione con ECO Certificazioni SPA per i servizi di:

  • Verifica periodica delle attrezzature di Lavoro;
  • Verifica periodica degli impianti di messa a terra;
  • Gestione del portale INAIL CIVA

Le verifiche periodiche sulle macchine come carri raccogli frutta e telescopici – per l’elenco completo si veda l’all VII del D.lgs. 81/08 – sono disciplinate dall’art.71 del D.lgs. 81/08 e sono di diretta responsabilità dei datori di lavoro i quali potranno rivolgersi non solo agli Enti Pubblici (Inail/Asl), ma anche ai Soggetti Privati abilitati.

ECO Certificazioni vanta una ventennale esperienza nel mondo delle macchine e opera come Soggetto Abilitato su tutto il territorio italiano con tariffe agevolate per gli associati a Confagricoltura.

ECO Certificazioni, inoltre, supporta i datori di lavoro attraverso il monitoraggio e l’inserimento delle pratiche di verifica sull’apposito portale CIVA INAIL.

Per ogni informazione contattare:

Cristall Bazzani

3299613932

CBazzani@ecocertificazioni.eu

 

 

 

Raccolta segnalazioni danni da gelate 

Le basse temperature notturne di questi giorni hanno probabilmente determinato danni ad alcune produzioni.

Come noto i danni da gelate non possono essere delimitati se non dopo una deroga specifica approvata dal Parlamento, detto ciò, Confagricoltura in accordo con la Regione, visto l’andamento degli ultimi giorni, ha ritenuto opportuno raccogliere le segnalazioni in modo che l’assessorato possa inviarle al Ministero con una nota specifica. 

Chiediamo pertanto alle aziende interessate di comunicare agli uffici tecnici preferibilmente via mail, in alternativa telefonicamente oppure di persona negli uffici i seguenti dati:

  • Coltura interessata dal danno
  • Quantità danneggiate
  • Percentuale media del danno
  • Comune o comuni interessati 

La raccolta dei dati è prevista entro e non oltre il prossimo 19 aprile per attivare velocemente le procedure possibili. 

 

 

Le regole sul trasferimento dei titoli PAC 

Agea in data 12 aprile 2023 ha emanato una Circolare di Coordinamento, che disciplina la procedura di trasferimento dei titoli PAC, nonché le procedure di registrazione e gestione, all’interno del Registro Titoli, delle annotazioni di pignoramenti e pegni aventi ad oggetto i titoli PAC ed i relativi trasferimenti che si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2023. 

I trasferimenti titoli possono essere eseguiti unicamente in favore di un agricoltore in attività, ad eccezione dei casi di successione effettiva o anticipata.

Le istruttorie sul requisito di agricoltore in attività devono essere eseguite, secondo le modalità e procedure previste dalla Circolare Agea prot. n. 12874 del 22 febbraio 2023 entro il 30 novembre dell’anno di presentazione della domanda di trasferimento titoli; eventuali istruttorie eseguite oltre tale termine non produrranno effetti in relazione ai trasferimenti titoli e le domande di trasferimento titoli saranno rigettate.

Analogamente, eventuali debiti, in capo al soggetto cedente, che non verranno estinti entro il 30 novembre, comporteranno il rigetto della domanda di trasferimento, così come eventuali sospensioni amministrative, riguardanti il cedente o il cessionario, che non verranno cancellate entro il 30 novembre, comporteranno il rigetto del trasferimento.

Il trasferimento titoli sarà rigettato anche qualora il cedente non presti l’assenso al trasferimento, sempre entro il 30 novembre, o qualora lo stesso manifesti il diniego al trasferimento.

Inoltre, il trasferimento sarà rigettato qualora al soggetto cedente sia stata concessa l’anticipazione con fondi nazionali.

La domanda di trasferimento titoli deve essere presentata dall’agricoltore cessionario entro il termine previsto per la presentazione della domanda unica, anche tardiva, per l’anno di campagna. Successivamente a tale scadenza non è possibile presentare domande di trasferimenti titoli.

Le domande di trasferimento, presentate entro i termini sopra indicati, potranno essere perfezionate entro il 30 novembre dell’anno di presentazione del trasferimento.

L’art. 13, comma 3, del DM 23 dicembre 2022, n. 660087, stabilisce che i titoli ottenuti gratuitamente dalla riserva nazionale, compresi quelli incrementati di valore, non possono essere trasferiti prima di tre anni dall’anno di assegnazione salvo nei casi di successione mortis causa e laddove sia garantita la continuità aziendale, per trasformazioni societarie, sempreché il titolare dei diritti eserciti, fino al termine del vincolo, il controllo sulla società cessionaria con le modalità stabilite nell’allegato VII del decreto stesso.

Il periodo di tre anni di divieto di trasferimento comprende l’anno di assegnazione dalla riserva nazionale; pertanto, i titoli assegnati o incrementati di valore dalla riserva nazionale nell’anno 2023, non potranno essere ceduti prima del 2026.

Inoltre, per tutte le fattispecie di subentro in un contratto di affitto di titoli nella posizione del proprietario, il divieto in questione non trova applicazione in quanto i titoli che sono incrementati di valore in ragione dell’accesso alla riserva nazionale, restano comunque in capo all’affittuario fino alla scadenza dell’affitto e, successivamente, tornano in capo al proprietario senza la parte del valore del titolo incrementato dalla riserva nazionale. Lo stesso criterio si applica per la fattispecie risoluzione/recesso del contratto e rientro dei titoli.

La citata Circolare elenca tutte le fattispecie di trasferimento titoli ammesse e nell’allegato 2 sono indicati, per ciascuna fattispecie, i documenti obbligatori che dovranno essere prodotti all’atto del trasferimento.

Poiché per il periodo di programmazione 2023-2027 non è più previsto al livello nazionale il regime per i piccoli agricoltori, a partire dal 1° gennaio 2023 coloro che fino al 2022 aderivano a tale regime possono trasferire i titoli detenuti utilizzando le fattispecie previste.

Nella citata Circolare vengono indicate inoltre le fattispecie di pignoramento e pegno, riguardanti i titoli PAC. 

Ricordiamo che ad oggi la scadenza per la presentazione della Domanda Unica è fissata al 15 maggio.

Gli uffici tecnici sono a disposizione per ogni chiarimento.

 

 

 

Comunicazione per produttori di patate da consumo – Servizio Fitosanitario Emilia-Romagna 

Si ricorda che:

  • in seguito alla pubblicazione del documento tecnico ufficiale n.4 del Servizio Fitosanitario Nazionale, i produttori di patate da consumo che commercializzano all’ingrosso sono tenuti alla registrazione al Registro Ufficiale degli Operatori Professionali (RUOP), che sostituisce la ormai vecchia autorizzazione regionale. Potete trovare le informazioni necessarie accedendo al seguente link:  Produzione di patate da consumo — Agricoltura, caccia e pesca (regione.emilia-romagna.it);
  • inoltre, si ricorda la scadenza del 30 aprile per l’invio della comunicazione annuale di coltivazione da parte dei produttori di patate da consumo iscritti al RUOP. La comunicazione deve essere fatta utilizzando il foglio excel in allegato da inviare via PEC al Servizio Fitosanitario Regionale omp1@postacert.regione.emilia-romagna.it completo in ogni sua parte, specificando anche le coordinate GPS dei siti di produzione.

Gli uffici tecnici sono a disposizione per la predisposizione degli adempimenti necessari.

 

 

Credito, Agrifidi domande da presentare entro il prossimo 28 aprile 

In data 23 gennaio 2023 la Regione Emilia-Romagna ha deliberato il nuovo “Programma Operativo 2023 per migliorare le condizioni di accesso al Credito di Conduzione con la concessione, attraverso gli Organismi di garanzia, di un Aiuto De Minimis sotto forma di concorso interessi.

 

Il bando propone due linee di credito: “prestito di conduzione max. 12 mesi” e “Prestito di conduzione medio periodo fino ad un massimo di 60 mesi con contributo per i primi 36 mesi” con il solo regime di aiuto in de minimis.

Per il breve termine l’abbattimento è fissato nella misura del 2%. (Importo minimo 6.000,00 euro e max. 150.000,00)

Per il medio termine l’abbattimento è fissato nella misura del 2,50%.(Importo minimo 12.000,00 euro e max.500.000,00)

Ribadisco anche in questa occasione che è un contributo molto importante, perché l’aiuto previsto (2,5% annuo), viene calcolato per 3 anni ed attualizzato all’anno in cui viene presentata la domanda, per essere poi liquidato all’azienda in 3 rate annuali, uguali e costanti. Questo aiuto corrisponde all’incirca ad un 4,4% netto: quindi, per semplificare, una domanda dell’importo di euro 100 mila riceverà un contributo di Euro 4.400,00 pagato in 3 rate uguali di Euro 1.466,00 per i primi 3 anni di durata del prestito. 

Le Priorità sono state cambiate:

  • imprese agricole condotte da giovani imprenditori, con età inferiore ai 41 anni (che non abbiano ancora compiuto i 41 anni alla data di presentazione della domanda);
  • imprese agricole ricadenti nelle zone svantaggiate individuate dalla versione 11.1 del Programma di Sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna;
  • altre imprese agricole del territorio regionale. 

La dotazione finanziaria complessivamente ammonta ad euro 900 mila, così ripartiti: euro 600 mila per le domande a breve termine ed Euro 300 mila per quelle a medio periodo.

Abbiamo avuto rassicurazione dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna che, in sede di assestamento di Bilancio, la Regione si farà carico di tutte le richieste pervenute per riuscire a soddisfarle. 

La grossa novità è costituita dal fatto che la Regione Emilia-Romagna, su precisa richiesta, ha modificato, alzandoli, i parametri Ettaro / Coltura della modulistica in maniera tale da potere avere importi più elevati all’atto della presentazione della domanda. Questo consente alle aziende, in accordo con la Banca di potere aumentare la cifra che prima era limitata da questi parametri che non erano più stati ritoccati da anni. 

La data di scadenza di presentazione delle domande è fissata al 28 aprile 2023.   

Ricordo che le aziende devono essere in Regola con il DURC anche al momento della presentazione della domanda. 

 

Gli uffici tecnici sono a disposizione per ogni chiarimento e per la compilazione delle domande.

 

 

 

Comunicazione annuale attività vivaistica.

Ricordiamo a tutte le aziende interessate che entro la fine di aprile è necessario presentare la comunicazione annuale relativa all’attività vivaistica.

Tutte le imprese in possesso di un’autorizzazione fitosanitaria per esercitare l’attività vivaistica sono tenute a comunicare annualmente le produzioni vivaistiche dell’anno precedente e la produzione stimata dell’anno in corso secondo le indicazioni della Regione Emilia-Romagna.

Sono esonerati coloro che producono esclusivamente tappeti erbosi.

La scadenza per l’invio della Comunicazione è il 30 aprile di ogni anno.

Gli uffici tecnici sono a disposizione per la predisposizione delle comunicazioni, previo appuntamento.

VIA LIBERA AL PAIR 2030: è stato approvato il Piano aria integrato regionale

Crescono i Comuni coinvolti, nel Pair 2020 erano 33, il nuovo Piano conferma l’estensione a 207 come da misure straordinarie del 2021.

Ridurre le emissioni di inquinanti. Intervenire simultaneamente su trasporti, combustione di biomasse, agricoltura, ma anche sull’industria, e farlo sia su scala estesa (di Bacino padano e nazionale) che locale. E prevenire gli episodi di inquinamento acuto, riducendo i picchi locali. Questi, in sintesi, gli obiettivi strategici del Piano aria integrato regionale – Pair 2030, che può contare su risorse pari a 154,6 milioni di euro, 64 dei quali verranno impiegati nel primo triennio. Dopo un lungo e articolato percorso di confronto con moltissimi interlocutori, il Pair è stato adottato in Giunta. Ora inizia un percorso che porterà il Piano alla discussione in Aula nell’ambito della Assemblea legislativa. Una grossa novità riguarda i Comuni coinvolti: nel Piano precedente erano 33, fra cui tutti i capoluoghi di provincia, nel nuovo Piano saranno 207 (Bologna e agglomerato, Appennino, Pianura Ovest e Pianura Est), confermando quindi l’estensione dell’ambito di intervento introdotta con le misure straordinarie del 2021. Sono stati individuati 8 ambiti d’intervento prioritari per il raggiungimento degli obiettivi della qualità dell’aria, di cui 5 tematici (ambito urbano e zone di pianura, trasporti, energia e biomasse, attività produttive) e 3 trasversali. Per agricoltura e zootecnia, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l’efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti, ma anche l’obbligo di interramento degli effluenti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento, oltreché l’obbligo di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1° gennaio del 2030. A partire dal 1° gennaio 2026, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, ci sarà l’obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile e, comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento. Sono confermate le misure emergenziali, già introdotte nel 2021, che si attivano sulla base di un meccanismo previsionale volto a evitare il più possibile il verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10. Il Piano prevede inoltre che i Comuni, nel momento in cui vengano raggiunti, in una delle stazioni di monitoraggio collocate sul proprio territorio, i 25 superamenti del valore limite giornaliero di PM10, intervengano con misure aggiuntive a livello locale sulle principali sorgenti emissive.

Per ulteriori informazioni, visitare il seguente link:

https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/notizie/primo-piano/ambiente-via-libera-al-pair-2030

 

 

 

LOTTA ALLE CAVALLETTE: piano della Regione per prevenire possibili infestazioni estive

Sopralluoghi in campo con agricoltori e tecnici di Comuni e Asl Romagna per l’avvio della strategia di contenimento. Mammi: “Indispensabile un attento presidio del territorio coinvolgendo tutti coloro che operano nelle zone in cui vengono registrate le infestazioni”.

Mappatura delle zone di rischio, informazioni preventive e applicazione tempestiva di un efficace prodotto biologico. Sono i punti principali del piano di battaglia della Regione contro la presenza delle cavallette dei prati (Calliptamus italicus) che con la primavera tornano nella fascia collinare e pedecollinare romagnola. In previsione delle nuove nascite di cavallette, il settore Fitosanitario della Regione ha tenuto alcuni incontri direttamente in campo con gli agricoltori interessati, i tecnici dei Comuni e dell’Asl Romagna. La strategia condivisa punta a programmare le azioni di contrasto da attuare in coincidenza con le nuove nascite previste a partire da metà maggio. L’individuazione dei principali focolai da parte degli agricoltori è la base per un piano di controllo coordinato dal settore Fitosanitario e basato sull’applicazione tempestiva di un insetticida biologico (laser a base della sostanza attiva Spinosad) che ha recentemente ottenuto un’autorizzazione eccezionale da parte del Ministero della Salute, per essere impiegato nei campi di erba medica contro la cavalletta dei prati. “Ora è il momento giusto per avviare le azioni più efficaci di contrasto- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il settore Fitosanitario regionale, in collaborazione con gli agricoltori, i Comuni interessati e l’Asl Romagna, ha messo a punto gli interventi preventivi, dall’informazione alla mappatura, e i trattamenti localizzati per i quali abbiamo ottenuto l’autorizzazione dal Ministero”.
“Per ridurre le popolazioni di cavallette e contenerne i danni- conclude Mammi- non si può prescindere da un attento presidio del territorio, che può essere effettuato soltanto coinvolgendo tutti coloro che operano nelle zone, soprattutto collinari, in cui vengono registrate le infestazioni”. Caldo torrido, mancanza di pioggia e terreno argilloso sono le principali condizioni che favoriscono l’infestazione. Per questo motivo il settore Fitosanitario ha predisposto materiale informativo rivolto a imprenditori agricoli ed Enti locali, per sensibilizzare la popolazione e gli operatori a segnalare le grillare – i luoghi in cui l’insetto depone le uova – e sta organizzando ulteriori incontri tecnici sul territorio per aggiornare la mappa dei rischi.

Per maggiori informazioni, visitare il seguente link:

https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/lotta-alle-cavallette-piano-della-regione-per-prevenire-possibili-infestazioni-estive

 

 

 

ALBO GESTORI AMBIENTALI: scadenza pagamento diritti annui di iscrizione

I pagamenti relativi all’albo gestori ambientali devono essere effettuati annualmente. La scadenza annuale per il pagamento è il 30 Aprile; se il pagamento non viene effettuato entro tale data la posizione nell’Albo verrà sospesa.

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio tecnico – Area ambiente

 

Visita il nostro Sito Web e la nostra pagina Facebook

 https://patronatoenapa.com

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News

 

CONGEDI/ PERMESSI ASSISTENZA PERSONE DISABILI

PERMESSI MENSILI / PROLUNGAMENTO CONGEDO PARENTALE / CONGEDO STRAORDINARIO

(Circolare INPS n. 39 del 4 aprile 2023) 

Con la circolare in commento l’INPS provvede ad acquisire alcune novità normative contenute nel D.lg. 105 del 30 giugno 2022 (entrato in vigore dal 13 agosto 2022) recante “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio”.

Tra le precisazioni di sintesi fornite dall’Istituto si ricorda che:

 

  • Permessi mensili (art.33 l.104/92)

 

Dal 13 agosto 2022 (data di entrata in vigore del D.LGS n. 105/2022) i 3 giorni di permesso mensile retribuito per assistere una persona con disabilità in situazione di gravità, può essere riconosciuto su richiesta, da più soggetti tra quelli aventi diritto, che possono fruirne in via alternativa. In pratica (è stato eliminato infatti il principio del “referente unico”).

 

Si evidenzia che è necessaria l’allegazione della dichiarazione del disabile di farsi assistere dal soggetto richiedente.

 

  • Prolungamento congedo parentale (art.33 D.lg. 151/2001)

Il D.lgs n. 105/2022 nel riformulare il comma 5 dell’art. 34 del D. LGS n. 151/2001, ha previsto che i periodi di prolungamento del congedo parentale, in caso di figlio minore con handicap in situazione di gravità (art. 33 del D.Lgs n. 151/2001), e non ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, non comportano la riduzione di: ferie, riposi, tredicesima e gratifiche natalizie, ad eccezione di emolumenti accessori connessi all’effettiva presenza in servizio.

Sul punto l’Istituto precisa che la contrattazione collettiva può prevedere trattamenti di maggior favore per i lavoratori interessati, ad esempio accordi che prevedano la corresponsione di emolumenti accessori anche in caso di assenza del genitore in congedo parentale di cui all’art. 33.

 

 

  • Congedo straordinario (art.42 D.lg. 151/2001)

 

Il comma 5 del D. Lgs n. 151/2001, come riformulato dal D.lgs n. 105/2022, ha previsto che può usufruire del congedo straordinario per l’assistenza a un familiare disabile in situazione di gravita anche il convivente di fatto e la parte dell’unione civile.

 

Sul punto l’Istituto ha provveduto a chiarire che la convivenza di fatto deve risultare dalla  dichiarazione anagrafica sottoscritta di fronte all’ufficiale d’anagrafe ovvero inviate al comune competente, corredate dalla necessaria documentazione, con le modalità di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

 

Mentre la qualifica di “parte dell’unione civile” deve risultare negli atti delle unioni civili registrati nell’archivio dello stato civile.

 

Pertanto, in sede di domanda il richiedente il congedo straordinario potrà limitarsi a dichiarare di essere parte dell’unione civile o convivente di fatto.

 

Per quanto attiene al requisito della convivenza con il disabile, questa può istaurarsi anche in una fase successiva alla presentazione della domanda di congedo straordinario ma deve sussistere al momento della fruizione del congedo in esame. Pertanto la domanda è stata integrata con una funzione che prevede una dichiarazione del richiedente nella quale attesta – sotto la propria responsabilità – di impegnarsi ad istaurare la convivenza entro l’inizio del congedo e per tutta la sua durata.

Infine, la Circolare precisa che non possono essere cumulati nell’arco dello stesso mese i permessi mensili (art. 33, comma 3, legge n. 151/2001), il prolungamento del congedo parentale (art. 33 del D.Lgs n. 151/2001) e le ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale (art. 42, comma 1, del D.Lgs n. 151/2001).

Pertanto, qualora venga presentata e accolta una domanda di prolungamento del congedo parentale oppure di ore di riposo giornaliero a esso alternative, tutte le autorizzazioni ai giorni di permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/1992, per assistere la stessa persona disabile grave, in corso di validità negli stessi mesi, saranno sospese e riattivate d’ufficio per i periodi successivi già oggetto di precedenti provvedimenti di accoglimento.

Allo stesso modo, per i mesi in cui uno o entrambi i genitori siano autorizzati a fruire di giornate di prolungamento del congedo parentale oppure delle ore di riposo giornaliero a esso alternative, non potranno essere accolte nuove domande di giorni di permesso mensili per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave.

  

 

 

PENSIONI

INCREMENTO PENSIONI MINIME

(Circolare Inps n.35 del 3 aprile 2023) 

Tra le disposizioni di natura previdenziale introdotte con la legge 197 del 29 dicembre 2033 n. 232 contenente Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 – all’art. 1 comma 310, in via eccezionale per il 2023 e il 2024 è stato previsto l’incremento delle pensioni di importo pari o inferiore al T.M. (Trattamento Minimo), ivi compresa la tredicesima mensilità. 

L’incremento è pari a: 

  • 1,5 punti percentuali per l’anno 2023, elevati a 6,4 punti percentuali per i soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni;
  • 2,7 punti percentuali per l’anno 2024;
  • Il T.M. 2023 è fissato in € 563,74. 

“Al fine di contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche registrate e attese per gli anni 2022 e 2023, per le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo INPS, in via eccezionale con decorrenza 1° gennaio 2023, con riferimento al trattamento pensionistico lordo complessivo in pagamento per ciascuna delle mensilità da gennaio 2023 a dicembre 2024, ivi compresa la tredicesima mensilità spettante, è riconosciuto in via transitoria un incremento, limitatamente alle predette mensilità e rispetto al trattamento mensile determinato sulla base della normativa vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, di 1,5 punti percentuali per l’anno 2023, elevati a 6,4 punti percentuali per i soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni, e di 2,7 punti percentuali per l’anno 2024.

L’incremento di cui al presente comma non rileva, per gli anni 2023 e 2024, ai fini del superamento dei limiti reddituali previsti nel medesimo anno per il riconoscimento di tutte le prestazioni collegate al reddito.

 L’incremento di cui al presente comma è riconosciuto qualora il trattamento pensionistico mensile sia complessivamente pari o inferiore all’importo mensile del trattamento minimo INPS. Qualora il trattamento pensionistico complessivo sia superiore al predetto importo e inferiore a tale limite aumentato dell’incremento disciplinato dal presente comma l’incremento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.

Resta fermo che, ai fini della rivalutazione delle pensioni per gli anni 2023 e 2024, il trattamento pensionistico complessivo di riferimento è da considerare al netto dell’incremento transitorio di cui al presente comma, il quale non rileva a tali fini e i cui effetti cessano in ogni caso, rispettivamente, al 31 dicembre 2023 e al 31 dicembre 2024”. 

Con la circolare in oggetto l’Inps fornisce alcuni chiarimenti relativi a quanto previsto dal comma 310, rimandando ad un successivo messaggio gli aspetti relativi all’applicazione della misura, precisando che l’incremento verrà: 

  • corrisposto con la stessa cadenza di pagamento della pensione (mensile, semestrale o annuale), ivi compresa della 13.ma mensilità,
  • l’importo sarà evidenziato sul cedolino di dettaglio del pagamento con apposita voce,
  • con il primo pagamento vengono corrisposti anche gli arretrati spettanti dal 1° gennaio 2023 o dalla decorrenza della pensione, se successiva. 

Nel rinviare a quanto riportato nella Circolare, qui di seguito si evidenziano gli aspetti di rilievo da tenere presenti per la nostra attività di consulenza. 

  1. L’incremento ha carattere eccezionale per i soli anni 2023 e 2024 e tiene conto dei trattamenti pensionistici lordi complessivamente goduti dal beneficiario, assoggettabili all’IRPEF e presenti nel Casellario Inps.
  2. Sono escluse dalla base di calcolo, per la determinazione dell’incremento, le prestazioni fiscalmente non imponibili (a titolo esemplificativo, le somme corrisposte a titolo di maggiorazione sociale, la somma aggiuntiva c.d. quattordicesima mensilità, l’importo aggiuntivo della pensione), le prestazioni di carattere assistenziale, le prestazioni a carattere facoltativo e le prestazioni di accompagnamento a pensione.
  3. Per i trattamenti pensionistici di importo superiore al T.M., il cui importo sia comunque ricompreso tra il T.M. più la percentuale dell’incremento spettante, l’aumento sarà attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.
  4. Per i titolari di pensioni in convenzione internazionale, l’incremento è riconosciuto sull’importo lordo del pro-rata italiano in pagamento.
  5. Per i titolari di pensioni ai superstiti cointestate l’incremento determinato viene ripartito tra i beneficiari in proporzione alla percentuale di pensione spettante.
  6. L’incremento è soggetto a tassazione fiscale.
  7. L’incremento non rileva, per gli anni 2023 e 2024, ai fini del superamento dei limiti reddituali previsti nei medesimi anni per il riconoscimento di tutte le prestazioni collegate al reddito.
  8. L’incremento non rileva ai fini della rivalutazione delle pensioni per gli anni 2023 e 2024, il trattamento pensionistico complessivo di riferimento è da considerare al netto dell’incremento transitorio.

 

IMPORTO DEL TRATTAMENTO MINIMO MENSILE ANNO 2023: 563,74 euro

Tabella A CALCOLO DELL’INCREMENTO MASSIMO MENSILE DEL TRATTAMENTO MINIMO PER L’ANNO 2023

 

ü  INFRA75ENNI = 1,50%  –  563,74 + 8,46 = 572,20

ü  ULTRA75ENNI = 6,40%  – 563,74 + 36,08 = 599,82

 

ESEMPIO INPS

Pensionato con IMPORTO DEL TRATTAMENTO MENSILE ANNO 2023: 300,00 euro

Tabella B CALCOLO DELL’INCREMENTO MENSILE DEL TRATTAMENTO PER L’ANNO 2023

 

INFRA75ENNI  = 1,50% – 300,00 + 4,50 = 304,50

ULTRA75ENNI = 6,40% – 300,00 + 19,20 = 319,20