Le novità normative prevedono comunicazioni periodiche che le imprese dovranno effettuare al Gse per indicare lo stato di avanzamento del progetto, compresa la comunicazione dove viene indicato l’ordine al fornitore e che tale l’ordine è stato accettato, a conferma nei termini previsti ci sarà anche il pagamento di almeno il 20% di acconto. 

Questa nuova comunicazione deve essere trasmessa entro 30 gg dalla prenotazione del credito di imposta con la pena di decadenza del beneficio.

I termini sono ammissibilità dei beni dal 1° gennaio 2024 mentre il termine di conclusione dell’investimento è il 31 dicembre 2025.

Per i progetti non ancora avviati la procedura è diversa, viene richiesta, la definizione di un progetto, il coinvolgimento di un tecnico che certifichi la riduzione dei consumi, l’istanza di prenotazione delle risorse e di attivarsi con un istituto di credito per avere la disponibilità per finanziare almeno il 20% del progetto.

Il Gse confermerà la disponibilità dei fondi entro 5 giorni, da quel momento le imprese hanno tempo 30 giorni, per confermare l’ordine e versare il 20%, dandone comunicazione al Gse.

L’obbligo del 20% di acconto crea il disagio di reperire le risorse soprattutto per le piccole imprese che spesso non dispongono delle possibilità finanziarie necessarie per anticipare tali importi in più la mancanza di fornitori disposti a rispettare i ridotti tempi di consegna toglie alle imprese un’importante fetta di potere contrattuale per trattare i prezzi e per selezionare in maniera adeguata i fornitori.

I progetti già avviati devono presentare l’istanza di prenotazione delle risorse, confermare di aver già ordinato il bene e versare il 20%di acconto al fornitore.

Il decreto sembra prevedere la presentazione di un unico progetto legato a un processo produttivo di riduzione dei costi, diversamente si possono presentare più progetti, ma il calcolo della riduzione dei costi non sarà più da valutare su un singolo processo ma su tutta l’azienda. Questa situazione discosta dalla realtà in quanto la riduzione dei costi energetici del 15% su un singolo processo, è generalmente più semplice da ottenere rispetto a quella di ridurre del 10% i consumi su tutta l’azienda ricordiamo che il 15% è il minimo da raggiungere per ottenere il credito d’imposta massimo del 45%.

Il lavoro dei tecnici è di dichiarare la riduzione dei consumi energetici presunta, confrontando la stima dei consumi annuali, ottenuti tramite gli investimenti complessivi in beni materiali e immateriali oggetto del progetto di investimento, con i consumi energetici registrati nell’esercizio precedente a quelli di avvio del progetto. Si può verificare la situazione in cui l’impresa non disponga dei dati energetici per la misurazione diretta, dei consumi energetici relativi all’anno precedente a quello dell’avvio del progetto, questi saranno quindi determinati tramite una stima eseguita con la valutazione dei carichi energetici impostata su dati tracciabili.