L’inizio nel corso del periodo d’imposta dell’attività di agriturismo è, in alcuni casi, causa di esclusione dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Lo precisa la circolare 15/E/2024.

Gli Isa sono disciplinati dall’articolo 9-bis del Dl 50/2017 e si applicano ai soggetti titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo; restano, quindi, esclusi dalla loro applicazione i contribuenti che dichiarano il reddito su base catastale, vale a dire persone fisiche e società semplici che svolgono una delle attività previste dall’articolo 32 del Tuir.

Inoltre, vi sono alcune cause di esclusione; tra queste si segnala la non applicazione degli indici al periodo di imposta nel quale il contribuente ha avviato l’attività o ad esempio, gli Isa non si applicano nel caso di attività per le quali il reddito è determinato forfettariamente.

La circolare 15/E/2024 tratta un tema particolare che è quello relativo all’attività agrituristica. Nel documento di prassi si osserva, infatti, come l’inizio dell’attività agrituristica sia successivo all’inizio dell’attività agricola, in quanto lo svolgimento dell’attività agrituristica è subordinato allo svolgimento in via principale di un’attività agricola e non richiede, pertanto, l’apertura di un’autonoma partita Iva.

Ai fini fiscali l’attività agrituristica può essere soggetta al regime di determinazione forfettaria del reddito, previsto dall’articolo 5 della legge 413 del 1991 oppure al regime ordinario (cioè alla determinazione analitica del reddito).

Ai fini dell’applicazione degli Isa e delle relative cause di esclusione, sono distinti due casi.

Il primo è quello di un contribuente che svolge un’attività agricola per la quale determina il reddito agrario (società semplici e imprese individuali); in questo caso, l’inizio dell’attività di agriturismo, nell’anno in cui quest’ultima inizia, è in ogni caso esclusa dall’applicazione degli Isa perché tale anno configura quello di inizio dell’attività che produce reddito d’impresa.

In sostanza, l’attività agricola principale (in quanto tassata in base al reddito agrario) non rileva i fini Isa e, quindi, l’attività di agriturismo rappresenta, di fatto, un avvio di attività (quanto meno ai fini di applicazione degli indici) e quindi, scatta la causa di esclusione prevista per il primo periodo di imposta.

Il secondo caso è quello di un contribuente che svolge una attività agricola per la quale determina reddito di impresa (società diverse dalla società semplice).

In questo caso, gli Isa si applicano con riferimento all’attività principale che deve essere quella agricola e possono distinguersi due casi: se il reddito, seppur d’impresa, è determinato catastalmente, gli Isa non si applicano, poiché scatta la causa di esclusione per via del reddito determinato forfetariamente;

Qualora, invece, il reddito è determinato analiticamente, il soggetto è eventualmente tenuto all’applicazione degli Isa. In questo caso, pertanto, andandosi ad aggiungere un’attività complementare (cioè l’agriturismo) a quella prevalente già esercitata (attività agricola), non ricorrerebbe l’ipotesi della causa di esclusione dell’inizio attività.

In sintesi, la causa di esclusione riconosciuta per il primo anno di attività opera solo se l’attività di agriturismo viene avviata in aggiunta a una attività produttiva di reddito agrario; negli altri casi al massimo potrà essere invocata l’esclusione per i redditi determinati forfettariamente.

Sebbene il chiarimento riguardi le attività di agriturismo, si ritiene che analoghe considerazioni possano estendersi anche alle attività agricole connesse che, al pari dell’agriturismo, sono subordinate allo svolgimento di una attività agricola principale.