Nelle zone agricole l’installazione degli impianti fotovoltaici richiede sempre l’assenso del proprietario o del conduttore. Il decreto-legge Pnrr (Dl19/2024) contiene le norme per la semplificazione del regime di amministrazione per gli impianti fotovoltaici sopraelevati dal suolo, che vengono considerati manufatti strumentali all’attività agricola e li rende liberamente installabili se appartenenti a “Rete Natura 2000” o fuori da aree protette.

L’articolo 11 prevedeva per l’installazione dell’impianto l’assenso del proprietario o del coltivatore del fondo a qualsiasi titolo purché oneroso. Il nuovo decreto introduce l’articolo 41-bis che innanzitutto modifica la parola “coltivatore” con la più corretta “conduttore” ne consegue che l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto sarà subordinata al consenso del proprietario o del conduttore.

La norma di per sé non cambia, per cui per poter beneficiare del regime amministrativo agevolato è necessario:

  1. che la realizzazione dell’impianto sia effettuata da imprenditori agricoli o da società a partecipazione congiunta con i produttori di energia elettrica ai quali è conferita l’azienda o il ramo di azienda da parte degli stessi imprenditori agricoli a cui è riservata l’attività di gestione imprenditoriale;
  2. che i pannelli solari siano senza fondazioni in cemento o difficilmente amovibili e che siano posti sopra le piantagioni ad altezza pari o superiore a due metri dal suolo;
  3. che la realizzazione preveda una integrazione con l’attività agricola, come supporto per piante o per sistemi di irrigazione parcellizzata e di protezione o ombreggiatura parziale o mobile delle coltivazioni sottostanti ai fini della contestuale realizzazione di sistemi di monitoraggio. L’attuazione dovrà adottare le linee guida del Crea in collaborazione con il Gse.