In sede di conversione del c.d. “Decreto PNRR 4” è confermato il riconoscimento del credito d’imposta “Transizione 5.0” a favore delle imprese che nel 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali nell’ambito di progetti innovativi da cui derivi una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% – 5%.

La nuova misura, come evidenziato nella Relazione illustrativa al citato Decreto, è finalizzata a sostenere la transizione dei processi di produzione verso un modello efficiente sotto il profilo energetico, sostenibile e basato sulle energie rinnovabili.

Il nuovo credito d’imposta spetta alle imprese, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime contabile / fiscale.

Il beneficio può essere usufruito anche dalle imprese che adottano regimi forfetari di determinazione del reddito (ad esempio, contribuenti forfetari).

La spettanza dell’agevolazione è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

Investimenti agevolabili

L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi di cui alle (note) Tabelle A e B, Legge n. 232/2016 (Finanziaria 2017):

  • destinati a strutture produttive ubicate in Italia;
  • effettuati nel 2024 e 2025;
  • interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • a condizione che tramite gli stessi sia conseguita complessivamente:
  • una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata in Italia cui si riferisce il progetto di innovazione non inferiore al 3%;

ovvero, alternativamente

  • una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.

I beni oggetto di investimento di cui alle predette Tabelle A e B sono i medesimi per i quali spetta il credito d’imposta beni strumentali “Industria 4.0” ex Legge n. 178/2020 (Finanziaria 2021).

Adempimenti richiesti

Al fine di usufruire del credito d’imposta in esame l’impresa deve presentare in via telematica, “sulla

base di un modello standardizzato messo a disposizione dal …(GSE)”:

  • le certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente (Esperto in Gestione dell’Energia – EGE, Società di Servizi Energetici – ESCo, ecc.) attestanti:

– ex ante, la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni agevolati;

– ex post, l’effettiva realizzazione degli investimenti, conformemente a quanto previsto dalla

certificazione ex ante.

Per le PMI le spese sostenute per la certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a € 10.000, fermo restando il limite massimo annuo agevolabile;

  • una comunicazione preventiva concernente la descrizione del progetto di investimento ed il relativo costo.

Il GSE, verificata la completezza della documentazione, invia quotidianamente al MiMiT l’elenco delle imprese che hanno validamente richiesto l’agevolazione e l’importo del credito prenotato.

L’impresa beneficiaria:

  • ai fini dell’utilizzo del credito, invia al GSE comunicazioni periodiche relative all’avanzamento dell’investimento agevolato, secondo le specifiche modalità definite dal MiMiT, per la determinazione del credito utilizzabile, nel limite massimo di quello prenotato;
  • invia al GSE una comunicazione consuntiva di completamento dell’investimento corredata, a pena di decadenza, dalla certificazione ex post rilasciata dal valutatore indipendente.

Il GSE trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie con l’indicazione del credito utilizzabile in compensazione.

  • deve conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo e la corretta determinazione dell’importo agevolabile.

Va inoltre considerato che:

  • le fatture, i documenti di trasporto e gli altri documenti relativi all’acquisizione del bene devono riportare l’espresso riferimento alla disposizione agevolativa in esame. A tal fine può essere, ad esempio, utilizzata la seguente dicitura.

“Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art. 38, DL n. 19/2024”

  • l’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da un’apposita certificazione rilasciata:

– dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti;

– da un Revisore legale / società di revisione, per le imprese non obbligate alla revisione legale

dei conti.

Per tali imprese il costo sostenuto per il rilascio della certificazione è riconosciuto in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a € 5.000, fermo restando il limite massimo annuo agevolabile.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia:

  • decorsi 5 giorni dall’invio all’Agenzia delle Entrate, da parte del GSE, dell’elenco delle imprese beneficiarie;
  • entro il 31.12.2025.

Il credito non utilizzato entro il 31.12.2025 è riportabile in avanti e utilizzabile in 5 quote annuali di pari importo.