Il Decreto PNRR prevede un credito di imposta “Transizione 5.0” per le imprese che nel 2024 e 2025 hanno investito in beni strumentali, materiali e immateriali nell’ambito di investimenti innovativi che volgano a una riduzione dei consumi energetici.

Il nuovo credito d’imposta riguarda le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito. Il beneficio spetta anche alle imprese che adottano regimi forfetari.

Sempre vincolante per usufruire del credito il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e il corretto adempimento degli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.

Sono escluse le imprese: in liquidazione coatta o volontaria, in fallimento o concordato preventivo e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.

L’agevolazione è riconosciuta agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi di cui alle TABELLE A e B che abbiano questi requisiti:   

  • strutture produttive ubicate in Italia,
  • interventi effettuati negli anni 2024 e 2025,
  • interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • impieghi che apportino una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o alternativamente una riduzione dei consumi energetici dei processi legati all’investimento non inferiore al 5%

I beni oggetto dell’investimento citati nelle Tabelle A e B sono gli stessi per i quali spetta il credito di imposta beni strumentali “industria 4.0” di cui alla finanziaria 2021.

Per i beni di cui in Tabella B rientrano, se previsti nel progetto di innovazione, i seguenti investimenti:

  • I software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici, dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o che introducano meccanismi di efficienza energetica attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica loT di campo.
  • I software relativi alla gestione dell’impresa se acquistati unitamente ai software di cui al punto precedente.
  • Gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo escluse le biomasse, compresi gli impianti stoccaggio dell’energia prodotta. Bisogna specificare che per la produzione di energia da fonte solare sono agevolabili esclusivamente gli impianti che adottino moduli fotovoltaici di cui al DL n. 181/2023 art.12 lett. a, b, c, prodotti negli Stati UE.
  • Le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione o consolidamento delle competenze nelle tecnologie di rilievo per la trasformazione digitale e energetica dei processi produttivi nel limite del 10% degli investimenti effettuati sui beni strumentali fino ad un limite di 300.000 euro, le attività formative devono essere erogate esclusivamente da soggetti esterni individuati dal MiMit con specifico decreto.

L’acquisizione del bene può essere effettuata a titolo di proprietà ovvero in leasing in questo caso il beneficio sarà dell’utilizzatore.

Sono esclusi gli investimenti relativi ad attività connesse ai combustibili fossili;attività che generano emissioni gas effetto serra non inferiori ai parametri di riferimento;attività legate a discariche di rifiuti, inceneritori, impianti di trattamento meccanico biologico;gli investimenti in beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori energia/acqua/trasporti/telecomunicazioni/raccolta e depurazione acque di scarico e smaltimento rifiuti.

Ill credito di imposta verrà imputato seguendo il doppio parametro, in base allo scaglione di investimento e alla percentuale di riduzione dei consumi energetici tramite il progetto di innovazione.

IMPORTO INVESTIMENTORIDUZIONE CONSUMI ENERGETICI dal 3% al 6% (struttura produttiva) o dal 6% al 10% (processi)RIDUZIONE CONSUMI ENERGET. dal 6% al 10% (struttura produttiva) o dal10% al 15% (processi)RIDUZIONE CONSUMI ENERGETICI > 10% (struttura produttiva) e > 15% (processi)
Fino a € 2.500.00035%40%45%
Superiore a € 2.500.000 fino a € 10.000.00015%20%25%
Superiore a €10.000.000 fino a € 50.000.0005%10%15%

Il limite massimo dei costi ammissibili è pari a € 50.000.000 per ciascun anno.

La riduzione dei consumi viene considerata confrontando i consumi dell’esercizio precedente a quello di avvio degli investimenti al netto delle variazioni dei volumi produttivi e delle condizioni esterne. Per le imprese di nuova costituzione il risparmio energetico è considerato analizzando una situazione ipotetica e l’individuazione dei criteri di determinazione del risparmio energetico conseguito è demandata al MiMiT con uno specifico Decreto.

Per poter usufruire del credito d’imposta l’impresa deve presentare in via telematica:

  • le certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente che attestino la riduzione dei consumi energetici e l’effettiva realizzazione degli investimenti,
  • una comunicazione concernente la descrizione del progetto di investimento con il relativo costo.

L’impresa invia, ai fini dell’utilizzo del credito al GSE, comunicazione di avanzamento dell’investimento agevolato e una comunicazione di completamento dell’investimento corredata a pena decadenza della certificazione dal valutatore.

È necessario specificare che fatture e documenti di trasporto e gli altri documenti relativi all’acquisizione del bene devono apportare l’espresso riferimento alla agevolazione in esame:” Acquisto per il quale è riconosciuto il credito di imposta ex art.38, DL n.19/2024”.

  • L’effettivo sostenimento delle spese deve risultare: in una apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti; da un revisore legale/società di revisione per le imprese non obbligate alla revisione legale dei conti.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24, decorsi 5 giorni dalla trasmissione all’Agenzia delle Entrate da parte del GSE dell’elenco delle imprese beneficiarie ed entro il 31.12.2025. Il credito non utilizzato è riportabile in avanti e utilizzabile in 5 quote annuali di pari importo.

Il credito di imposta non può essere ceduto o trasferito, non è tassato, non rileva la deducibilità degli interessi passivi. Il credito è cumulabile con altre agevolazioni, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito, a condizione che non comporti il superamento del costo sostenuto.

Se entro il 31.12 del quinto anno successivo a quello di completamento dell’investimento, il bene sia ceduto a titolo oneroso (con finalità estranee all’esercizio di impresa) oppure non sia esercitato l’esercizio di riscatto nel caso di beni in leasing; il credito di imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.  È possibile continuare a usufruire delle agevolazioni in esame anche in caso di cessione del bene a condizione che si provveda alla relativa sostituzione con un bene avente i medesimi requisiti.