La legge approvata definitivamente dal Senato il 28 febbraio prevede più incentivi all’imprenditoria giovanile in agricoltura.

Tutte le disposizioni trattate nel provvedimento legislativo sono riservate al «giovane imprenditore agricolo» così definito dall’articolo 2. Con tale termine si intendono gli imprenditori individuali o le società sotto qualsiasi forma costituite che esercitano esclusivamente le attività agricole di cui all’articolo 2135 del Codice Civile.

L’’imprenditore individuale deve avere un’età compresa tra 18 e 41 anni, ovvero nel caso di società di persone e cooperative almeno la metà dei soci deve essere costituita da imprenditori agricoli individuali di età compresa tra 18 e 41 anni. Nel caso invece di società di capitali, oltre alla maggioranza del capitale sociale detenuto dai medesimi soggetti, è necessario anche che la maggior parte dei componenti dell’organo amministrativo rispettino il requisito dell’età.

Imposte dirette

L’ articolo 4 introduce un regime agevolato riservato ai giovani imprenditori che intraprendono una nuova attività. Tale regime consiste nella determinazione del reddito secondo le ordinarie regole del reddito di impresa e nella successiva applicazione di un’imposta sostitutiva del 12,5% al reddito così determinato. Tale regime non si applica alle attività agricole ricomprese nell’articolo 32 del Dpr 917/1986, che rimangono attratte nel reddito agrario, ma per tutte le altre attività agricole dettate dall’articolo 2135 del Codice civile ma non ricomprese nell’articolo 32, come ad esempio la produzione di vegetali su più di due piani, l’allevamento eccedente, le attività di manipolazione e trasformazione non comprese nel decreto ministeriale relativo alle attività connesse, le attività agrituristiche e le attività di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica o da fonti agroforestali rinnovabili.

Molte delle attività elencate applicano già un regime di determinazione forfettizzata del reddito e non è detto che l’aliquota del 12,5% applicata al reddito di impresa risulti necessariamente più vantaggiosa.

Imposte indirette

L’ articolo 7 prevede che i giovani imprenditori agricoli, in possesso della qualifica di coltivatore diretto (Cd) o imprenditore agricolo professionale (Iap), iscritti alla previdenza agricola, possano chiedere la riduzione al 60% delle imposte di registro, ipotecaria e catastale da applicare sul trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze. La norma si somma alla agevolazione previste dall’articolo 2, comma 4-bis del Dl 194/2009, nota come Ppc (piccola proprietà contadina), che prevede l’applicazione dell’imposta catastale nella misura dell’1% sui trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di Cd o Iap iscritti alla previdenza agricola che si impegnino a non interrompere la conduzione del fondo per almeno un quinquennio. Pertanto, un giovane imprenditore agricolo in possesso dei requisiti potrebbe chiedere la riduzione al 60% dell’imposta dell’1%, pagando quindi solo lo 0,6% sul valore del terreno compravenduto.

Il provvedimento introduce o rifinanzia anche alcuni contributi destinati ai giovani imprenditori agricoli. In particolare, l’articolo 3, rifinanzia con 15 milioni di euro annui il fondo previsto per il primo insediamento dei giovani imprenditori agricoli, con aiuti volti a supportare l’acquisto di terreni e beni strumentali. L’articolo 6, invece, introduce un credito di imposta, utilizzabile solo in compensazione per i giovani imprenditori che sostengono spese per la formazione in materia di gestione dell’azienda agricola.