Il ricambio generazionale da una parte, la necessità di far conoscere il vero lavoro agricolo dall’altra, sono esigenze che il settore primario avverte da tempo. Misure che possano avvicinare i giovani all’agricoltura sono sempre da apprezzare e se il Servizio Civile Agricolo si pone questi obiettivi è un’opportunità sia per i ragazzi che per il nostro settore. Certo, prima di esprimere un giudizio nel merito bisognerà aspettare i primi bandi: bene esperienze di agricoltura sociale, di contatto con l’innovazione che esprime il nostro mondo, di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, come ha anticipato il Governo, ma bisogna prestare attenzione a come sarà strutturato il Servizio Civile, in modo da evitare ogni genere di stortura nella sua applicazione.

Sarà molto importante capire come i giovani potranno fare esperienza nelle aziende agricole: credo che la cosa più rilevante sia riuscire a trasmettere loro conoscenze, competenze e mostrargli nel concreto come funziona un’azienda agricola, così da mettere in contatto e far conoscere l’impresa al giovane. Chissà, in futuro il rapporto potrà evolvere in un lavoro vero e proprio. Nel nostro territorio c’è una grande tradizione agricola e un tempo era normale per i giovani andare a lavorare in campagna durante l’estate; oggi, per tanti fattori, non è più così: magari il Servizio Civile Agricolo potrà riavvicinare i ragazzi e le ragazze alle campagne, mostrando loro i lati più belli del nostro lavoro, un lavoro a contatto con la natura, un lavoro connesso alla responsabilità di fornire cibo sano e di qualità, ma anche di preservare l’ambiente. Credo che sarebbe interessante, vista la presenza dell’Istituto Tecnico Agrario e dell’Università, se chi è impegnato in questo percorso di studi potesse arricchire la sua esperienza con il Servizio Civile Agricolo. Detto questo, per essere chiari non si risolveranno i problemi dell’agricoltura, sia nell’attrattività del settore che nella carenza di figure professionali, con questa iniziativa: però può essere una strada per mettere a contatto mondi diversi e purtroppo oggi lontani. Confagricoltura Nazionale sta spingendo sull’agricoltura sociale: con il bando Coltiviamo Agricoltura Sociale vuole sostenere il capitale umano incoraggiando e accompagnando lo sviluppo di attività imprenditoriali capaci di coniugare sostenibilità e innovazione. E’ un’altra iniziativa che strizza l’occhio ai giovani e promuove il passaggio di conoscenze valorizzando il ruolo sociale e ambientale dell’agricoltura.


Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini