IRPEF:

Riguardo all’IRPEF vengono modificati scaglioni e aliquote.

  1. Per i redditi superiori a 15.000 € e inferiori o uguali a 28.000 €, si applica l’aliquota del 23% in luogo di quella vigente del 25%;
  2. Per i redditi fino a 15.000 €, l’ammontare della detrazione è innalzata ad 1.955 €  da 1.880 €  (con una “no tax area” estesa ad euro 8.500 € ). La variazione non incide sul trattamento integrativo.
  3. Taglio alle detrazioni: Per l’anno 2024, i titolari di un reddito complessivo superiore a euro 50.000 (al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze) devono decurtare l’ammontare della detrazione lorda spettante con riferimento ad alcuni oneri di un ammontare pari a 260 €. Gli oneri che fanno scattare il taglio sono:
  4. Oneri la cui detrazione è fissata al 19% (escluse le spese sanitarie)
  5. Erogazioni liberali in favore dei partiti politici (detrazione 26%)
  6. Premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi (detrazione 90%)

NB: Gli acconti 2024 e 2025 saranno determinati senza tener conto delle novità.

FLAT TAX INCREMENTALE

Va ricordato che la precedente legge di Bilancio ha previsto la cosiddetta “Flat tax incrementale” che, per il solo anno 2023 e nel rispetto di specifiche condizioni, permetterà alle persone fisiche l’applicazione di una imposta sostitutiva del 15%, calcolato sulla differenza tra il reddito 2023 e il più elevato reddito conseguito nel triennio 2020-2022, decurtato del 5% (con un massimo di 40.000 euro).

La differenza tra il reddito 2023 e quello assoggettato alla Flat tax, sarà invece assoggettato ad ad Irpef e addizionali.

Possono applicarla anche i soggetti che svolgono attività agricola con esclusione di coloro che dichiarano esclusivamente il reddito fondiario, quindi coloro che svolgono l’attività nei limiti dell’articolo 32 del Tuir.

LA TASSAZIONE DELLE AGROENERGIE E LE NOVITÀ DELLA LEGGE DELEGA DI RIFORMA FISCALE

Ad oggi il PNRR ha dato e continua a dare, un’opportunità anche per le imprese agricole che intendono intraprendere l’attività di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Con i primi due bandi usciti rispettivamente nel 2022 e nel 2023 si sono incentivati gli interventi che consistono nell’acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati strumentali all’attività nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

E’ inoltre in attesa di pubblicazione la misura del cosiddetto “Agrovoltaico Avanzato”, la cui misura è finalizzata a rendere più competitivo il settore agricolo, riducendo i costi di approvvigionamento energetico e migliorando le prestazioni climatiche ambientali.

Si vedono ora nel dettaglio come questi interventi impattano in ambito fiscale.

 A norma dell’art. 1, comma 423, L. n. 266/2005 la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno, nonché di carburanti e prodotti chimici di origine agroforestale provenienti prevalentemente dal fondo, effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’art. 2135, c. 3. c.c., e si considerano produttive di reddito agrario.

Qualora la produzione di energia superi i suddetti limiti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici e degli altri soggetti che applicano il reddito su base catastale, è determinato, ai fini IRPEF ed IRES, applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini IVA, relativamente alla componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con esclusione della quota incentivo, il coefficiente di redditività del 25%.

E’ fatta salva l’opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari, previa comunicazione all’ufficio secondo le modalità previste.