Il disegno di legge delega sul florovivaismo è legge. Il testo è stato di recente approvato in via definitiva al Senato; la riforma, che dovrà essere attuata dal governo mediante la pubblicazione di uno o più decreti delegati, era attesa da anni dal settore.

La legge si pone l’obiettivo di sostenere il settore superando le criticità legate ai mercati globali e alla concorrenza sleale e sviluppando percorsi di filiera focalizzati sulla multifunzionalità.

L’articolo 2 del decreto contiene i principi direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi per la stesura dei decreti delegati. Tra questi, di particolare importanza è quello che prevede l’introduzione di una puntuale definizione di «attività agricola florovivaistica» in coerenza con le disposizioni dell’articolo 2135 del Codice civile e del Dlgs 99/2004.

L’obiettivo è quello di inquadrare il florovivaismo come una attività agricola a tutti gli effetti. L’attuale normativa, infatti, non prevede una norma specifica; nel corso del tempo, l’attività florovivaistica si è ritrovata spesso qualificata a metà tra l’attività agricola vera e propria e altre attività di natura diversa, quali sono quelle commerciali o produttive: l’obiettivo è, proprio per questo motivo, quello di disciplinare l’articolazione della filiera florovivaistica comprendendo sia le attività agricole sia le attività di supporto alla produzione, quali quelle di tipo industriale e di servizio.

Il Governo si occuperà, inoltre, di disciplinare i centri per il giardinaggio quali imprese agricole che possiedono i requisiti di cui all’articolo 2135 del Codice civile, che operano nel settore specializzato del giardinaggio e del florovivaismo e che forniscono beni e servizi connessi all’attività agricola, e definire la loro collocazione all’interno della filiera florovivaistica.

La legge delega inquadra poi nell’alveo del florovivaismo anche i beni e servizi connessi all’attività agricola principale, come ad esempio la commercializzazione di prodotti complementari, la stipulazione di contratti di coltivazione, il trasporto e la messa a dimora del verde, nonché le operazioni colturali che riguardano la cura e manutenzione degli spazi del verde.

Sono previste anche la riconversione degli impianti serricoli, destinati al florovivaismo, in siti agroenergetici e per l’incremento della loro efficienza energetica nonché della loro sostenibilità ambientale, al fine di contrastare il connesso degrado ambientale e paesaggistico.

Tra i principali obiettivi perseguiti dal legislatore, infine, è previsto anche un impegno da parte delle pubbliche amministrazioni, le quali hanno facoltà di definire condizioni tecniche e contrattuali agevolate per la locazione di terreni di loro proprietà ai soggetti della filiera florovivaistica, con lo scopo di agevolare la produzione di alberature forestali.

Il prossimo passo atteso è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo della legge delega; dal momento di entrata in vigore della legge decorreranno 24 mesi durante i quali il governo dovrà predisporre e pubblicare i decreti delegati per dare piena attuazione alla riforma.