Si rende noto che – con circolare n. 75 del 28 giugno – l’INPS ha fornito indicazioni operative per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla misura dell’esonero contributivo per le assunzioni di soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza.

Si tratta dell’incentivo previsto dalla Legge di bilancio 2023 (art. 1 comma 194 l. n. 197/2022), che riconosceva al datore di lavoro l’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a proprio carico (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL), in caso di assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato o di trasformazione da tempo determinato in tempo indeterminato, nel periodo compreso tra 1° gennaio 2023 e 31 dicembre 2023, di soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza, nel limite massimo di euro 8.000 annui.

Le istruzioni INPS arrivano con significativo ritardo anche a causa del fatto che la necessaria autorizzazione della Commissione europea è arrivata solo ad ottobre scorso e che la misura è stata successivamente prorogata, sempre tramite autorizzazione UE, fino al 30 giugno 2024.

Si ricorda che possono accedere al beneficio tutti i datori di lavoro privati, ivi compresi i datori di lavoro del settore agricolo.

L’incentivo spetta anche per le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, in caso di rapporto di lavoro part-time e per i rapporti di lavoro subordinati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.

Non rientrano invece nell’ambito di applicazione della norma i rapporti di lavoro a tempo indeterminato con qualifica dirigenziale, i rapporti di lavoro intermittente o di lavoro occasionale, i rapporti di apprendistato ed i rapporti di lavoro domestico.

Da ultimo, si ricorda che la misura in oggetto è alternativa all’esonero già previsto per l’assunzione di percettori di reddito di cittadinanza dall’art. 8 del decreto-legge n. 4/2019 convertito dalla legge n. 26/2019.