La Legge di Bilancio 2024 non ha confermato l’esenzione IRPEF per gli agricoltori. I redditi agrari e dominicali tornano ad essere tassati, dopo sette anni di agevolazioni introdotte per supportare il settore agricolo.

I redditi prodotti dalle attività agricole tornano nelle regole ordinarie di tassazione, coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali dovranno quindi far fronte ad un aumento delle imposte dovute.

La mancata proroga dell’agevolazione, introdotta e rinnovata negli anni dal 2017 al 2023, per agevolare un settore da sempre caratterizzato da criticità dovute a fattori metereologici imprevisti e, nell’ultimo periodo, dagli effetti dell’inflazione, comporterà inevitabilmente un aumento delle imposte dovute dagli imprenditori agricoli.

L’esclusione dal calcolo della base imponibile ai fini IRPEF dei redditi dominicali e agrari prodotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola sarà fruibile fino al 31 dicembre 2023 (e quindi con la dichiarazione dei redditi 2024).

A partire dai redditi prodotti nel 2024, e quindi sul fronte operativo in sede di predisposizione della dichiarazione da presentare nel 2025, le somme prodotte concorreranno al calcolo della base imponibile, valore sul quale bisognerà applicare le aliquote IRPEF previste sulla base del relativo scaglione di riferimento.

Con la dichiarazione dei redditi 2025 tornerà quindi la tassazione ordinaria dei terreni anche per CD e IAP, basata sulle rendite catastali: il reddito dominicale andrà rivalutato dell’80 per cento, mentre il reddito agrario dovrà essere calcolato rivalutando la tariffa d’estimo risultante dal catasto del 70 per cento.

I dati così determinati andranno indicati nel quadro RA del modello Redditi, al fine di calcolare correttamente il reddito dei terreni, suddiviso per l’appunto in reddito dominicale o agrario.