La nuova Pac 2023-2027 prevede una condizionalità rafforzata e ciò implica che gli agricoltori dovranno rispettare impegni più ampi e stringenti, a conferma della matrice verde e sostenibile della nuova PAC.

La Condizionalità ambientale che racchiude il quadro degli obblighi già vigenti nella passata programmazione, integrati da nuovi impegni.

Sinteticamente le nuove e aggiuntive norme prevedono:

BCAA6

Al fine della protezione dei suoli nei periodi più sensibili e per evitare o limitare fenomeni di lisciviazione, erosione e riduzione del contenuto in sostanza organica, la norma prevede di assicurare la copertura vegetale dei terreni agricoli, privi di protezioni artificiali (ad esempio serre, tunnel).

A livello nazionale, l’intervallo di copertura è di 60 giorni consecutivi da collocare all’interno del periodo di impegno che va dal 15 settembre al 15 maggio, adattabile a livello regionale in funzione dell’ordinamento colturale prevalente e della piovosità.

Al fine di assicurare che i terreni oggetto della Norma abbiano una copertura vegetale nel periodo più sensibile, i beneficiari hanno l’obbligo di mettere in atto almeno una tra le seguenti pratiche:

  1. mantenere la copertura vegetale, naturale (inerbimento spontaneo) o seminata, per 60 giorni consecutivi nell’intervallo di tempo compreso tra il 15 settembre e il 15 maggio successivo;
  2. lasciare in campo i residui della coltura precedente per 60 giorni consecutivi sempre nel periodo 15/9-15/5, fatta salva l’esecuzione delle fasce tagliafuoco.

BCAA7

Obbligo della rotazione delle colture (da applicarsi a tutte le colture con l’eccezione delle colture pluriennali, di quelle sommerse, di quelle biologiche certificate, in produzione integrata certificata SQNPI). In altre parole, viene introdotto il divieto di monosuccesione, valutato per genere botanico; pertanto grano tenero, grano duro, triticale, spelta e farro che, essendo dello steso genere botanico, sono da considerarsi una stessa coltura. Va però ricordato che in forza della specifica deroga accordata lo scorso anno, la norma BCAA7 entra in vigore solo dall’annata 2023/2024. Pertanto, per la prossima annata agraria (2023/2024) sarà possibile ripetere, sullo stesso terreno la stessa coltura pratica nel 2022/2023. 

Si riporta in maniera schematica quanto appena descritto:

2022/2023: grano

2023/2024: grano

2024/2025: divieto di seminare grano

Questa la norma di base, che però trova ampie eccezioni qualora l’azienda abbia aderito all’ECOSCHEMA 4 o alla misura SRA 1 (difesa integrata) del PSR 2023/2027. In tale caso prevalgono gli obblighi di rotazioni proprio delle due diverse misure.

BCAA8

Destinare ad elementi/aree non produttivi almeno il 4% delle superfici aziendali a seminativo ammissibili al pagamento dei titoli. Concorrono a raggiungere la soglia del 4% le superfici ritirate dalla produzione (dal 1 gennaio al 30 giugno dell’anno di domanda), ma anche le fasce tampone (le zone ampie almeno 3 metri adiacenti a corsi d’acqua sulle quali è vietato l’uso di concimi e fitofarmaci), i fossati (fossi lungo i campi, compresi quelli di drenaggio e irrigazione, larghi al massimo 10 metri, ma con parete non cementata), i Margini dei campi (i bordi dei campi di larghezza compresa tra 1-20 metri sui quali è assente qualsiasi produzione agricola), le siepi o gruppi di alberi in filare (aventi larghezza compresa tra 2 e 20 metri, lunghezza minima di 25 metri; e con il divieto di potatura tra il 15 marzo e il 15 agosto, corrispondente al periodo di riproduzione degli uccelli), gli alberi isolati (esemplari arborei con chioma di diametro minimo di 4 metri), i piccioli stagni e maceri (bacini idrici naturali o artificiali, non impermeabilizzati, di superficie non superiore a 3.000 mq.).

Ciascuno dei precedenti elementi del paesaggio non produttivi concorrono al raggiungimento della soglia del 4% applicando alla superficie effettiva uno specifico fattore di ponderazione, pari ad 1 per il set-aside, ad 1,5 per le fasce tampone, i margini dei campi, gli alberi isolati e i maceri e a 2 per le siepi e gli alberi in filare e i fossati.

Sono esentate da tale obbligo le aziende con superficie a seminativo inferiore a 10 ettari o i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% alla produzione di erbe o di altre piante erbacee da foraggio o a set-aside o a leguminose (o a una combinazione di tali destinazioni) o le aziende nelle quali la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato permanente o è utilizzata per la produzione di erbe e di piante erbacee da foraggio o è investita a colture sommerse (o ad una loro combinazione).

Controlli condizionalità

Qui sotto troverete alcuni esempi delle pratiche che tutte o quasi le aziende devono effettuare:

  • Quaderno di Campagna con relative fatture acquisto prodotti degli ultimi 3 anni (con la nuova normativa devono essere indicati anche gli utilizzi dei fosfati);
  • Patentino dei fitofarmaci in regola;
  • Armadietto dei fitofarmaci in regola;
  • Taratura e verifica funzionale dell’atomizzatore;
  • Contratto firmato per smaltimento rifiuti e relativi formulari identificativi dei rifiuti;
  • Registri delle concimazioni (più eventuale PUA se soggetto);
  • Concessione Demanio Idrico per attingimento acque (es: pozzi, laghi o fiumi) e/o aree del demanio in regola.

Per le aziende che lo richiedono si effettuano anche visite presso la sede dell’azienda per valutare gli aspetti operativi che la Condizionalità considera, come per esempio la corretta tenuta dell’armadietto dei fitofarmaci o la corretta gestione dei rifiuti in azienda.

Per le aziende zootecniche inoltre si prega di verificare:

  • Registri di stalla e dei farmaci adeguatamente compilati;
  • Comunicazione gestione effluenti;
  • Caricamenti corretti della BDN;
  • PUA (Piano di Utilizzazione Agronomica);
  • AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) o AUA (Autorizzazione Unica Ambientale);
  • Platee e vasche a norma;
  • Adempimento del benessere degli animali in base alla vigente normativa.