Il piano di Transazione 5.0, che sarà operativo all’emanazione di due decreti attuativi, prevede agevolazioni con l’utilizzo dei fondi Europei per 6,3 miliardi del RepowerEU, per incentivare i progetti di innovazione effettuati nel 2024 e 2025.

Il programma prevede che siano agevolabili gli investimenti (acquisti o leasing) di beni strumentali:

  • materiali (macchine utensili, robot, magazzini automatizzati)
  • immateriali (software tecnologicamente avanzati e interconnessi con i sistemi aziendali)

tutto ciò a condizione che vengano ridotti i consumi energetici di almeno del 3%.

La platea di beni immateriali comprende anche i software per il monitoraggio dei consumi e dell’energia autoprodotta o che introducono meccanismi di efficienza energetica, dove sono ricompresi se acquistati unitamente i programmi per la gestione dell’impresa.

Gli impianti destinati all’autoconsumo di energia per investimenti superiori a 40mila euro, con esclusione delle biomasse, potranno essere agevolati. Nello specifico per i pannelli fotovoltaici e necessario siano inseriti nel registro Enea ciò significa che devono essere prodotti in Ue e classificati secondo 3 livelli di efficienza energetica (prodotti e realizzati in Italia).

Le spese sono ammesse fino al limite di 300.000 euro, sono compresele spese di formazione relative alle tecnologie rilevanti per la transazione digitale ed energetica nella misura del 10% degli investimenti totali a condizione che l’azienda si avvalga di formatori esterni.

Si premiano le PMI seguendo la logica di premiare maggiormente le piccole e medie imprese rispetto ai grandi gruppi. Negli investimenti fino a 2,5 milioni il credito d’imposta arriverà al 45%; per gli investimenti fra i 2,5 e 10 milioni il credito è del 25% infine la quota fra i 10 e 50 ml avrà un beneficio fiscale del 15%, 10% e 5%. Per i leasing si considera il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni, includendo i costi di cloud computing.

Nel decreto viene spiegato come viene calcolato il risparmio energetico, raffrontando i consumi dell’anno precedente rispetto a quello dell’avvio degli investimenti, al netto delle variazioni dei valori produttivi e dei fattori esterni condizionanti. Per le nuove aziende verranno valutate le ipotesi rispetto ai consumi annui previsionali.

La fruizione sarà con compensazione, avviene presentando il modello F24 in un’unica rata, ma tassativamente entro il 31/12/2025. L’eccedenza che non viene compensata entro questa data potrà essere riportata in avanti, spalmata in 5 anni con rate annuali di pari importo. L’ammontare utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo concesso da Mimit che trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse, prima di comunicarlo al beneficiario, il credito diventerà fruibile trascorsi 10 giorni.

Il credito d’imposta non potrà essere ceduto e l’importo viene ridotto se il bene viene ceduto a terzi con finalità estranee all’attività d’impresa o anche se destinati a stabilimenti diversi da quelli che hanno diritto all’agevolazione, o nel caso di leasing se non viene effettuato il riscatto.

Le esclusioni riguardano tutte la attività connesse ai combustibili fossili nonché per i settori che danneggiano l’ambiente, inoltre vengono esclusi gli investimenti di beni oggetto di concessione con regime a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture depurazione, smaltimento rifiuti.

Si rimane in attesa dei due decreti attuativi che definiranno le modalità.

Il piano 5.0 non cancella i crediti di imposta 4.0, ma è chiaramente specificato che i crediti d’imposta 5.0 non sono cumulabili con altre agevolazioni finanziati con fondi europei e con il credito d’imposta zona economica speciale unica del Mezzogiorno