Per gli investimenti 4.0 che erano in corso di realizzazione alla data di entrata in vigore del Dl 39/2024 rimane il rebus doppia comunicazione al Mimit.

Il Ministero delle Imprese e l’Agenzia delle Entrate dovrebbero chiarire se, in presenza investimenti ordinati entro il 29 marzo, ma completati dopo tale data, occorre solo la comunicazione ex post oppure anche quella preventiva.

Per investimenti 4.0 e spese di R&S, le imprese devono ad inviare le comunicazioni che consentono la compensazione dei crediti di imposta.

I modelli previsti dal decreto Mimit del 24 aprile 2024, da presentare nella sezione dedicata del sito del Gse, sono due: uno per gli investimenti 4.0, a sua volta diviso in due sezioni (materiali e immateriali) e l’altro per la R&S.

Nella comunicazione occorre indicare il periodo di «realizzazione» degli investimenti, è da ritenere che, come mese iniziale, debba riportarsi quello in cui è stato concluso l’ordine di acquisto (investimenti 4.0) oppure quello in cui si è avviata l’attività di R&S. Mese finale dovrebbe essere quello di «effettuazione» e sostenimento del costo.

Devono poi essere dettagliate le tipologie di investimento o di R&S (seguendo le codifiche riportate nel modello), indicando i costi agevolabili e il correlato credito di imposta, di cui si chiede pure di indicare la ripartizione annuale delle compensazioni.

Comunicazioni ex ante con dati stimati

Questi dati, nelle comunicazioni cosiddette ex ante, saranno determinati sulla base dei contratti con i fornitori dei beni 4.0 (oppure dei progetti di ricerca) e saranno poi da confermare o correggere, al completamento delle attività, nella comunicazione ex post. Si pensi, ad esempio, al caso di un investimento la cui ultimazione slitta, per qualsiasi ragione, oltre il mese originariamente indicato, oppure per il quale si sostengono costi aggiuntivi non inclusi nella valorizzazione ex ante.

Il decreto ripartisce gli investimenti in due distinti gruppi in funzione della data di effettuazione. Per quelli che «si intendono effettuare dal 30 marzo 2024» si trasmetterà sia la comunicazione ex ante (con i dati programmati), sia la comunicazione ex post «al completamento degli investimenti». La comunicazione ex ante deve essere trasmessa «in via preventiva», ma dovrebbe essere specificato rispetto a quale evento.

Per poter compilare il modello, infatti, è necessario aver definito l’ordine con il fornitore; andrebbe quindi indicato un termine (successivo all’ordine) entro cui la comunicazione mantiene il requisito di “preventività”.

In ogni caso, saranno da considerare preventive anche quelle riferite a ordini conclusi tra il 30 marzo e il 29 aprile.

Investimenti in corso: doppia comunicazione?

Per gli investimenti «effettuati» dal 1° gennaio 2023 (1° gennaio 2024 per la R&S) al 29 marzo 2024 (esclusi i beni materiali 4.0 acquistati entro il 30 novembre 2023 con «ordine» del 2022, che sono esclusi dalla norma), si presenta invece la sola comunicazione ex post. Al riguardo andrebbe precisato se il termine «effettuati» (la legge parla di «realizzati» nel 2024 e «relativi» al 2023) sia da intendere, come dovrebbe essere, quale momento di competenza fiscale del costo (articolo 109 del Tuir). Non sono disciplinati dal decreto gli investimenti “in corso”, cioè già avviati al 29 marzo (ad esempio con ordine a dicembre 2023), ma che saranno effettuati (con la consegna e il collaudo) dopo tale data. Poiché tali investimenti potrebbero essere stati completati e interconnessi entro il 29 aprile, è urgente che il Mimit chiarisca se, prima della compensazione, si deve presentare la sola comunicazione ex post (come per quelli ultimati al 29 marzo) oppure anche quella ex ante (che peraltro sarà identica). Nel dubbio, meglio trasmetterne