Si informa che la Direzione Generale dell’INPS, con circolare n. 74 del 25 giugno 2024 ha definito la misura dei contributi obbligatori dovuti dai lavoratori autonomi agricoli (CD/CM e IAP) per l’anno 2024.

Si precisano qui di seguito i punti più rilevanti contenuti all’interno della Circolare sopra richiamata.

In primo luogo, la circolare INPS ricorda che l’aliquota pensionistica (comprensiva del contributo addizionale al 2%) è unica per tutti i soggetti (adulti e minori di 21 anni) operanti in qualsiasi territorio (zone montane e svantaggiate) ed è fissata al 24%.

L’INPS ricorda inoltre l’operatività sui premi e sui contributi dei lavoratori autonomi agricoli (ad esclusione degli IAP, in quanto, come noto, non soggetti alla contribuzione antinfortunistica) della riduzione della contribuzione per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali disposta dall’art. 1, c. 128, della Legge di stabilità per il 2014 (Legge n. 147/2013). La predetta riduzione è pari, per l’anno 2024, al 15,11% e dovrà essere applicata agli elenchi delle aziende individuate dall’INAIL (decreto 8 novembre 2023 del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze).

Come di consueto, per procedere al versamento dei contributi è necessario scaricare e stampare i modelli F24 dal “Cassetto previdenziale autonomi agricoli” disponibili sul sito dell’Istituto previdenziale. Le scadenze fissate per il pagamento sono:

  • 16 luglio 2024 (I rata);
  • 16 settembre 2024 (II rata);
  • 18 novembre 2024 (III rata);
  • 16 gennaio 2025 (IV rata).

Si ricorda che non è stato riconfermato per il 2024 l’esonero dal versamento dei contributi già previsto per l’anno 2020, 2021 e 2022, 2023 in favore dei nuovi lavoratori autonomi agricoli under 40 che si iscrivono per la prima volta alla gestione INPS.

Si coglie l’occasione per evidenziare che purtroppo la tariffazione 2024 non tiene conto del ricalcolo dell’ammontare degli esoneri pregressi – relativi ai neo iscritti under 40 negli anni 2020, 2021, 2022 che avevano iniziato l’attività in corso d’anno – che l’INPS avrebbe dovuto effettuare in virtù del mutato orientamento sul punto. Come si ricorderà, infatti, nel 2023 l’Istituto – su nostra sollecitazione – ha ritenuto applicabile lo sgravio, in tali casi, per l’intero periodo previsto dalla legge (24 mesi) anziché per un periodo inferiore (a partire dall’inizio dell’attività in corso d’anno). La Direzione Generale INPS – da noi risollecitata – si è impegnata a procedere d’ufficio al ricalcolo di tali somme nel prossimo mese di luglio, al fine di consentire la compensazione delle differenze positive secondo le procedure ordinarie in occasione del pagamento delle prossime rate 2024. Dell’avvenuto ricalcolo sarà data notizia attraverso un’apposita news di comunicazione nel cassetto previdenziale degli interessati.