L’annata agraria appena terminata è passata alla storia come una delle più tremende che abbiamo vissuto. I segni dell’alluvione che ha colpito duramente il nostro territorio a maggio sono ancora purtroppo presenti in campagna e collina, nei bilanci delle nostre aziende e sopratutto nelle nostre menti e nei ricordi. Le gelate tardive, le grandinate e la siccità hanno poi reso ancor più difficile questo 2023, che si appresta fortunatamente a concludersi. Qualche segnale positivo, soprattutto nelle ultime settimane, c’è stato: i ristori promessi delle Istituzioni stanno infatti arrivando.

Il 2024 non sarà comunque un’annata facile. Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente continuano a portare incertezza sui costi di molte materie prime, così come l’innalzamento dei tassi di interesse rischia di essere un freno agli investimenti. Proprio per questo motivo sarà ancora più importante il rapporto con le Istituzioni presenti e che verranno, in particolare modo con il nuovo Parlamento Europeo che sarà eletto nei prossimi mesi. Le politiche comunitarie devono infatti valorizzare il lavoro degli agricoltori, che affrontano ogni giorno mille difficoltà.

Vogliamo ricordare le bellissime parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione dell’ultima Assemblea Nazionale di Confagricoltura, ha evidenziato il ruolo che il settore primario ha avuto nella storia e che ancora oggi continua a svolgere in termini economici, ambientali e sociali. Ecco: questi complimenti sono il frutto del duro lavoro che tutti gli agricoltori svolgono ogni giorno, mettendo sempre e comunque il cuore sopra ogni ostacolo. Non dimentichiamocelo mai anche in queste Festività.

Tantissimi auguri di Buone Feste a voi e alle vostre Famiglie.

Carlo Carli, presidente Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini
Luca Gasparini, direttore Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini