Comunichiamo le nuove disposizioni sulla disciplina delle locazioni per finalità turistiche, delle locazioni brevi, delle attività turistico-ricettive e del codice identificativo nazionale (CIN) da parte del Ministero del turismo.

Siamo a sottolineare che la procedura di assegnazione sarà automatizzata e che la Regione Emilia-Romagna ha già istituito il CIR, il quale pertanto avrà la stessa funzione del CIN.

Articolo 13-ter. – Disciplina delle locazioni per finalità turistiche, delle locazioni brevi, delle attività turistico-ricettive e del codice identificativo nazionale

L’articolo 13-ter, inserito durante l’esame al Senato, stabilisce che il Ministero del Turismo assegnerà un codice identificativo nazionale (CIN) tramite una procedura automatizzata. Tale codice sarà destinato alle unità abitative adoperate per locazioni turistiche e brevi (durata non superiore a 30 giorni), così come alle strutture turistiche ricettive (alberghiere ed extra alberghiere) definite dalle normative regionali e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

La norma è finalizzata ad assicurare la tutela della concorrenza e della trasparenza del mercato, il coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale, la sicurezza del territorio e per contrastare forme irregolari di ospitalità.

In particolare, il codice deve essere attribuito alle seguenti tipologie di immobili e strutture ricettive:

•               Unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche.

•               Unità immobiliari ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi secondo quanto definito dall’articolo 4 del decreto-legge n. 50 del 2017.

•               Strutture turistiche ricettive alberghiere ed extra-alberghiere come definite dalle normative regionali e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

Il Ministero del Turismo è il soggetto responsabile della gestione e detenzione della relativa banca dati contenente tali informazioni.

Il comma 2 richiede alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano di istituire procedure specifiche per attribuire codici identificativi alle unità e alle strutture soggette al CIN, aggiornando automaticamente i codici assegnati in CIN.

Il CIN, come descritto nel comma 3, sarà assegnato dal Ministero del Turismo previa presentazione telematica di richiesta da parte del locatore o del titolare della struttura turistica. La trasformazione dei codici e la trasmissione dei dati per l’inserimento nella banca dati nazionale saranno garantite anche dai comuni che hanno attivato procedure di attribuzione di codici specifici.

La norma sarà applicabile non appena sarà attivo il portale telematico ministeriale per l’assegnazione del CIN. In relazione a quanto comunicato informalmente dagli uffici competenti del Ministero del turismo, occorre, infatti, attendere la pubblicazione da parte dello stesso ministero di un apposito avviso che attesti l’entrata in funzione della banca dati nazionale e del portale telematico per l’assegnazione del CIN. La norma sarà applicabile a decorrete dal 60° giorno successivo alla pubblicazione di detto avviso nella Gazzetta Ufficiale.

Nei casi in cui è stato già istituito il CIR (Codice Identificativo Regionale), codice rilasciato dalla regione di ubicazione dell’alloggio, ogni regione provvederà a generare il CIN aggiungendo al CIR un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero del turismo.

Nelle more dell’attuazione delle nuove disposizioni, i titolari delle strutture ricettive e i locatori di unità immobiliari adibite a fini turistici o affitti brevi devono rispettare le normative regionali attualmente in vigore. Questo implica l’obbligo di continuare a utilizzare i codici regionali o provinciali, se richiesti, e di ottenere l’autorizzazione dalle autorità territoriali competenti per nuove attività o strutture.

Il comma 6 stabilisce il regime sanzionatorio per chi viola tali disposizioni, imponendo obblighi ai soggetti che affittano unità immobiliari per scopi turistici o brevi, nonché ai gestori di strutture turistiche o agli intermediari immobiliari.

Il comma 7 richiede che le unità immobiliari affittate per scopi turistici o brevi, se gestite in forma imprenditoriale, rispettino i requisiti di sicurezza degli impianti stabiliti dalla normativa statale e regionale. Inoltre, ogni unità deve avere dispositivi per rilevare gas combustibili, monossido di carbonio e estintori conformi alla legge.

Il comma 9 introduce un regime sanzionatorio per le violazioni dell’articolo in questione, con una deroga se la violazione è già sanzionata dalla normativa regionale (comma 10). Il comma 11 prevede che i controlli, le verifiche e le sanzioni amministrative siano gestiti dal comune in cui si trova la struttura turistica o l’unità immobiliare locata.

Il comma 12 incarica l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza di condurre analisi del rischio per individuare chi affitta unità immobiliari senza il CIN.

Infine, il comma 15 dispone che le disposizioni dell’articolo entrino in vigore dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione nell’Ufficiale della Repubblica Italiana dell’avviso che dichiara operativa la banca dati nazionale e il portale telematico del Ministero del Turismo per l’assegnazione del CIN.