Previsto un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.

Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato il decreto dipartimentale n. 251 del 31 maggio 2024 che approva l’aggiornamento delle regole operative e i bandi per la partecipazione alle procedure, registri e aste, per la selezione delle iniziative meritevoli degli incentivi previsti dal Dm cosiddetto “Decreto Agrivoltaico”. Sul sito del Gse, inoltre, sono state pubblicate delle faq che chiariscono alcuni aspetti.

Va anzitutto ricordato che l’incentivo riconosciuto si compone di un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.

I soggetti che possono beneficiarne sono:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria anche cooperativa;
  • società agricole;
  • consorzi costituiti da due o più imprenditori agricoli e/o società agricole comprese le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile;
  • cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, Dlgs 228/2001;
  • associazioni temporanee di imprese agricole;
  • associazioni temporanee di imprese (Ati) che includono almeno un soggetto di cui ai precedenti punti.

Le Faq precisano che restano esclusi dagli incentivi gli agricoltori esonerati, cioè coloro che hanno registrato un volume di affari annuo inferiore a 7mila euro nell’anno fiscale precedente a quello di partecipazione alle procedure di selezione delle iniziative.

I beneficiari, inoltre, devono avere quale attività prevalente quella agricola con eccezione delle Ati; in quest’ultimo caso non è previsto un controllo sull’attività prevalente ma deve essere, comunque, verificata l’attività prevalente dell’operatore che svolge le attività agricole nell’ambito del sistema agrivoltaico.

L’accesso agli incentivi avviene mediante partecipazione a procedure pubbliche bandite dal Gse, distinte in registri e aste. Le istanze di partecipazione sono inviate al Gse tramite il loro sito ufficiale entro le ore 12 del 2 settembre 2024. A seguire il Gse forma una graduatoria.

Gli impianti presenti nella graduatoria entrano in funzione entro 18 mesi dalla data di comunicazione dell’esito, comunque non oltre il 30 giugno 2026. Superato il termine, sarà applicata una decurtazione dello 0,5% della tariffa per ogni mese di ritardo, il tempo massimo di ritardo è di nove mesi, pena la decadenza del diritto di accesso al beneficio.

Spetta ai titolari degli impianti inviare la comunicazione di entrata in esercizio entro i 30 giorni successivi, non oltre il 31 luglio 2026.

Entro tre mesi da tale comunicazione, il Gse eroga gli incentivi.

Ci sono due diverse modalità di erogazione degli incentivi:

1) per gli impianti di potenza non superiore a 200 kW, il Gse ritira e vende l’energia elettrica, erogando, sulla produzione netta immessa in rete, la tariffa onnicomprensiva;

2) per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, l’energia elettrica prodotta rimane al produttore che provvede autonomamente alla rivendita. Il Gse calcola la differenza tra tariffa spettante e prezzo dell’energia elettrica zonale orario e:

  • se la differenza è positiva, gli incentivi sono erogati applicando una tariffa premio, pari alla predetta differenza, sulla produzione netta immessa in rete;
  • se la differenza è negativa richiede al soggetto titolare gli importi corrispondenti.

Gli incentivi sono erogabili per 20 anni, ovvero la vita utile convenzionale degli impianti.

Per quanto riguarda la cumulabilità, tali incentivi non sono cumulabili con altri incentivi pubblici o regimi di sostegno. Inoltre, l’accesso a questi incentivi è alternativo al ritiro dedicato di cui all’articolo 13, comma 3, del Dlgs 387/2003 e al meccanismo di scambio sul posto.

Ricordiamo, infine, che caratteristica degli impianti agrivoltaici è il loro posizionamento sopraelevato rispetto al terreno. L’altezza dei moduli deve essere determinata al fine di consentire la continuità delle attività agricole e/o zootecniche anche al di sotto dei moduli fotovoltaici e rispettare, in ogni caso, i valori minimi indicati di seguito:

1,3 metri nel caso di svolgimento di attività zootecnica e nel caso nel caso di impianti agrivoltaici che prevedono l’installazione di moduli fotovoltaici in posizione verticale fissa;

2,1 metri nel caso di svolgimento di attività colturale e di svolgimento di attività mista, colturale e zootecnica.