Nei giorni scorsi è stato annunciato un importante aggiornamento riguardante il risarcimento dei danni subiti dalle produzioni agricole attraverso il Fondo AgriCat. Il tavolo convocato presso la sede di Ismea, con la partecipazione di Agricat, Agea e i coordinamenti dei CAA, ha deciso di sospendere le comunicazioni inviate agli agricoltori colpiti dall’alluvione e dalle gelate tardive della primavera 2023.
“Prendiamo atto delle intenzioni di affrontare la situazione, che è drammatica per numerosissime aziende che attendono ancora i risarcimenti o che finora sono state totalmente escluse dai rimborsi – afferma Nicola Gherardi, componente di Giunta di Confagricoltura che ha partecipato alla riunione a Roma – Agricat è uno strumento con grandi potenzialità, ma vanno rivisti i meccanismi relativi ai dati e alle valutazioni di intervento. C’è assoluta necessità di trovare soluzioni rapide per i territori colpiti: gli agricoltori non possono aspettare oltre”.
Concordano anche Carlo Carli e Alberto Mazzoni, rispettivamente presidente e vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini.
“Non siamo stati noi agricoltori a scegliere Agricat e prima di smantellare la vecchia piattaforma forse bisognava avere un piano alternativo per la gestione del rischio che, con gli effetti del cambiamento climatico, diventa sempre più centrale per difendere le produzioni agricole. L’obiettivo dovrebbe essere quello di riportare redditività in agricoltura e non di ostacolare chi coltiva i campi o chi alleva: eppure, vedendo anche gli ostacoli introdotti per le imprese che vogliono investire nelle bioenergie, verrebbe da pensare il contrario. Va bene il contrasto alla carne sintetica ma abbiamo bisogno di poter continuare a produrre cibo sano e sostenibile per la Nazione” commentano i due dirigenti della nostra associazione.
